venerdì 13 marzo 2026

Sentiero Madonna dell’Olmo La Spezia: percorso, dislivello e come arrivare

Ciao a tutti!

Sosta alla prima chiesetta

Oggi vi porto a scoprire uno di quei posti che, anche se abiti a La Spezia da anni, riesci sempre a sorprenderti. Stiamo parlando del sentiero che porta alla Madonna Dell'Olmo, un piccolo santuario arroccato sopra la litoranea, in una posizione così isolata e suggestiva che sembra quasi fuori dal tempo. Preparatevi a tanti, tantissimi scalini — ve lo dico subito così non potete dire che non vi avevo avvisato!

Il Santuario della Madonna dell'Olmo: cosa aspettarsi

Qui si interseca la litoranea

La cosa che colpisce di più di questa chiesetta è proprio la sua collocazione. La si nota già dalla litoranea, appollaiata sulla collina come se stesse guardando il golfo dall'alto. È uno di quei luoghi che emanano una certa pace, lontani dal traffico e dalla confusione del centro città. Arrivare fin lassù, soprattutto verso sera con la luce che cambia, è una di quelle esperienze che ti ripagano della fatica (e degli scalini, ovviamente).

proseguite lungo la solita via

Il percorso si snoda tra vegetazione mediterranea, con tratti ombreggiati che d'estate sono una vera manna dal cielo. Lungo la salita ci si ritrova immersi nel verde, con qualche scorcio sul golfo di La Spezia che fa venire voglia di fermarsi ogni cinque minuti a fare foto.

Il percorso: partenza, traccia e varianti

ultimi scalini

Si parte da Fabiano, piccola frazione a due passi dalla città. Il percorso è segnalato e segue il sentiero CAI: difficile sbagliare strada, come vedete anche dalle foto. In circa mezz'ora si è già al santuario, il che lo rende perfetto anche per una camminata serale dopo il lavoro — sì, avete capito bene, si riesce comodamente dopo le 17!

Eccola!

In totale siamo su circa 5 km andata e ritorno, quindi niente di impegnativo. Detto questo, il dislivello si fa sentire, specialmente nella parte iniziale con gli scalini. Se siete mediamente allenati non avrete problemi, ma se siete un po' "fuori forma" concedetevi il tempo che vi serve senza fretta: il panorama lungo il cammino merita comunque ogni sosta.

Questa è la traccia su Wikiloc per chi vuole seguire il percorso sul telefono.

Per il rientro avete due opzioni:

  • Tornare direttamente a Fabiano per la stessa strada (la soluzione più rapida)
  • Rientrare passando per i Buggi, per variare un po' il percorso e vedere qualcosa di diverso

Vi assicuro che merita in entrambi i casi. Ah, una cosa: lungo la strada al ritorno, sulla litoranea, c'è una galleria che incuriosisce parecchio — ci sono cascato pure io! Purtroppo la strada finisce con un cancello chiuso, quindi non vale la pena avventurarsi.

Si inizia da Fabiano
La strada non si può sbagliare

In bici? Meglio di no

Non prendete questa galleria!

Se state pensando di salire in MTB o con l'e-bike, vi fermo subito: questo è uno di quei sentieri dove la bici è decisamente sconsigliata, soprattutto in salita. Gli scalini e il fondo del percorso non sono adatti alle due ruote, e portarsi la bici a spasso per quegli scalini è più una punizione che un divertimento. Lasciatela a casa e godetevi il percorso con le vostre gambe — per una volta non vi farà male!

Se non volete farla anche in salita…
girate a destra e tornate sulla litoranea

Consigli pratici prima di partire

Il vecchio lavatorio dei buggi

Il bello di questo percorso è che non richiede un'attrezzatura particolare. Ecco comunque qualche consiglio utile:

Un ponte romano sopra i buggi?
  • Cosa portare: basta una borraccia d'acqua, non ci sono fontane lungo

martedì 24 febbraio 2026

App ricarica e-bike: Non Re-stare a Secco

Se sei un appassionato di bici elettriche, sai bene quanto sia frustrante il timore di esaurire la batteria lontano da una stazione di ricarica. Non Re-stare a Secco è l'app ricarica e-bike nata proprio per risolvere questo problema, mappando le colonnine disponibili in tutta Italia e mettendo la community al centro dell'esperienza. Puoi scaricarla gratuitamente su Google Play e iniziare subito a pedalare senza pensieri.

Scarica Non Re-stare a Secco, l'app per trovare stazioni di ricarica e-bike in Italia

🚴⚡ La Storia di Non Re-stare a Secco: Come è Nata l'App

Tutto ha avuto inizio nel dicembre 2025 da un problema concreto e diffuso tra gli e-biker italiani: la cosiddetta ansia da ricarica, ovvero il timore di rimanere a piedi (o meglio, a pedali spenti) nel bel mezzo di un tour panoramico. L'idea era semplice quanto potente: creare una mappa interattiva delle stazioni di ricarica per bici elettriche che mostrasse non solo la posizione delle colonnine, ma anche i servizi offerti, come la potenza erogata, il costo e l'accessibilità del punto di ricarica.

Da quella scintilla è nato un progetto ambizioso, sviluppato con passione dal team di Antigravity AI, pensato fin dall'inizio per essere uno strumento utile, affidabile e piacevole da usare ogni giorno.

🏗️ Le Fondamenta Tecniche: Gennaio 2026

Per garantire la massima velocità di sviluppo e la compatibilità sia su Android che su iOS, il team ha scelto Expo e React Native come tecnologie principali. Fin dalle prime settimane, l'app è stata strutturata su basi solide:

  • Dati Iniziali: Mappate le prime 55 stazioni strategiche distribuite su tutto il territorio italiano.
  • Real-Time Database: Integrazione con Firebase Firestore per aggiornamenti istantanei sulla disponibilità delle stazioni di ricarica.
  • Autenticazione: Sistema di login semplice via Email o account Google, per permettere agli utenti di salvare i propri progressi e preferiti.

Una base tecnica robusta, pensata per crescere insieme alla community degli e-biker italiani.

🎮 Gamification e Community: Quando l'App è Diventata Viva

L'elemento che ha davvero trasformato Non Re-stare a Secco da semplice app ricarica e-bike a vera e propria community è stata l'introduzione della gamification. Gli utenti non sono semplici fruitori, ma protagonisti attivi:

  • Aggiunta Stazioni: Chiunque può caricare nuove stazioni direttamente dal territorio, espandendo la mappa in tempo reale.
  • Sistema di Punti e Livelli: Per ogni stazione verificata o aggiunta, si guadagnano punti 🏆 che sbloccano nuovi livelli e riconoscimenti nella community.
  • Classifica (Leaderboard): Una sana competizione tra i migliori contributori d'Italia, i cosiddetti "top charger".

Più utenti contribuiscono, più la mappa diventa precisa e completa: un circolo virtuoso che avvantaggia tutti gli appassionati di e-bike.

🛠️ Ottimizzazione e Qualità: Febbraio 2026

Con la crescita della base utenti, il team ha investito significativamente nel miglioramento della qualità complessiva dell'app:

  • Validazione AI: Un sistema intelligente di moderazione delle immagini garantisce che le foto caricate dagli utenti siano sempre pertinenti e di qualità.
  • Traduzione Automatica: Un servizio di traduzione integrato rende i consigli di viaggio accessibili anche ai turisti stranieri che visitano l'Italia in e-bike.
  • Monetizzazione Sostenibile: L'integrazione discreta di AdMob consente di coprire i costi dei server e del database senza compromettere l'esperienza utente.

🚀 Versione 2.0.1: La Pubblicazione Ufficiale

Il 12 febbraio 2026, con il rilascio della Build 52, Non Re-stare a Secco ha raggiunto la sua piena maturità tecnologica ed è stata pubblicata ufficialmente sul Google Play Store. Ecco le principali novità di questa versione:

  • Privacy al Primo Posto: Rimossi i permessi invasivi alla galleria foto, adottando il selettore di sistema moderno compatibile con Android 13 e versioni successive.
  • Android 15 & 16 Ready: L'app sfrutta il display Edge-to-Edge per un look premium, e gestisce in modo intelligente l'orientamento dello schermo — portrait su smartphone, responsive su tablet e dispositivi pieghevoli.
  • Addio Beta: Rimosso ogni riferimento alla fase beta, posizionando l'app come prodotto professionale e completo.
  • Infrastruttura Professionale: Configurazione di Firebase Hosting per la verifica di AdMob, rendendo il sistema di monetizzazione solido e conforme alle policy di Google.

📈 Il Futuro dell'App e Come Puoi Aiutarci

La storia di Non Re-stare a Secco è appena iniziata. L'obiettivo è continuare a mappare ogni watt disponibile in Italia, rendendo l'esperienza di ricarica per e-bike facile e accessibile a tutti — magari mentre gusti un caffè con la bici collegata alla colonnina!

Se sei un e-biker, puoi fare la differenza: scarica l'app, aggiungi le stazioni che conosci, verifica quelle già presenti e scala la classifica. Ogni contributo, piccolo o grande, aiuta tutta la community a pedalare più lontano e più serenamente. La app ricarica e-bike più completa d'Italia la costruiamo insieme.

Aggiornato il 12 Febbraio 2026 dopo il rilascio con successo della Build 52. Creato con passione da Antigravity AI per la community degli e-biker italiani.

domenica 4 gennaio 2026

Escursione alla Batteria sopra Baia Blu, Lerici

Febbraio pazzo, si sa. Sabato un caldo quasi primaverile, quasi quasi ti veniva voglia di tirare fuori i pantaloncini corti. E così, complice quella strana aria mite di metà inverno, ci siamo detti: perché non approfittarne per una gita fuori porta? Destinazione: la batteria sopra Baia Blu, Lerici, con tappa caffè prima che arrivasse il caligo. Spoiler: il caligo è arrivato puntualissimo il giorno dopo.

Il caffè a Lerici: il giusto rituale pre-escursione

Quando si parte per una gita dalle parti del Golfo dei Poeti, fermarsi a Lerici per un caffè è quasi un obbligo morale. Il porticciolo, le barche ferme nell'acqua piatta, il castello che domina dall'alto — anche in pieno febbraio il posto ha la sua bella atmosfera. Con una giornata così insolitamente calda, sembrava quasi di essere a marzo inoltrato. Il caffè caldo in mano, due chiacchiere con vista sul golfo, e poi si sale.

Batteria sopra baia blu

Lerici è uno dei borghi più affascinanti della costa ligure orientale. Passeggiare lungo il lungomare prima di un'escursione è il modo migliore per entrare nel ritmo giusto: niente fretta, niente stress, solo il profumo del mare e la consapevolezza che una bella avventura sta per cominciare. Il castello aragonese che sovrasta il paese — oggi sede del Museo Geopaleontologico — fa da cornice ideale a quella pausa caffè che ti mette in moto corpo e mente.

La batteria sopra Baia Blu: storia e paesaggio nel Golfo della Spezia

Per fortuna non ci sono personaggi inquietanti nell’ombra…

La meta di questa gita è una delle tante batterie militari sopra Baia Blu che punteggiano i promontori del Golfo della Spezia — strutture storiche che in zona non mancano di certo, eredità di un passato militare che si intreccia col paesaggio in modo quasi surreale. Quella sopra Baia Blu è uno di quei posti che ti ripagano della fatica con una vista che vale tutto.

Il Golfo della Spezia, storicamente noto come Golfo dei Poeti per aver ispirato Shelley, Byron e D.H. Lawrence, è costellato di opere difensive risalenti tra Otto e Novecento. Molte di queste batterie erano parte del sistema di difesa costiera della base navale di La Spezia, una delle più importanti d'Italia. Oggi, abbandonate e in parte recuperate dal bosco e dalla macchia mediterranea, rappresentano mete perfette per chi ama unire escursionismo, storia e panorama.

Il sentiero: com'è il percorso verso la batteria

Il percorso si snoda tra macchia mediterranea e bosco, con qualche tratto che richiede attenzione ma niente di tecnico. Il sentiero è accessibile a chi ha un minimo di allenamento e scarpe adeguate — niente di estremo, ma le Converse le lasciamo a casa, dai. Scarpe da trekking o comunque calzature con una buona suola sono più che sufficienti per affrontare il tracciato senza problemi.

Il dislivello non è proibitivo e il tempo di percorrenza è contenuto, il che rende questa escursione adatta anche a chi non è un camminatore esperto. Lungo il cammino si attraversano zone di bosco misto dove in primavera sbocciano i primi fiori selvatici, e si aprono squarci di panorama sul golfo che invogliano a fare continue soste fotografiche. Un buon motivo in più per non correre.

La vista dalla batteria: un panorama che non stanca mai

La vista sulla baia dall'alto è una di quelle cose che non stancano mai. Quel blu intenso del golfo, il profilo del promontorio di Portovenere in lontananza, le colline che degradano verso il mare — in una giornata limpida come quella di sabato, lo spettacolo è completo. In condizioni di buona visibilità si riesce a distinguere chiaramente le isole Palmaria, Tino e Tinetto, che chiudono il golfo verso il mare aperto.

Le strutture della batteria militare sopra Baia Blu sono affascinanti, con quell'aria un po' abbandonata e misteriosa tipica delle opere militari dismesse. Camminare tra i corridoi e le postazioni fa un certo effetto — e guardare le ombre negli angoli più bui, beh, un pochino di adrenalina c'è sempre. È uno di quei luoghi dove l'architettura militare bruta si fonde con la natura in modo inaspettatamente poetico: rovi che avanzano tra il cemento, alberi che crescono dentro le casamatte, il silenzio rotto solo dal vento e dal verso di qualche uccello.

Consigli pratici per visitare la batteria sopra Baia Blu

Se stai pensando di organizzare questa escursione, ecco qualche consiglio utile per non farti trovare impreparato:

  • Periodo migliore: la primavera e l'autunno sono ideali, ma come dimostra questa gita di febbraio, anche l'inverno può regalare giornate perfette se si sceglie il momento giusto.
  • Abbigliamento: scarpe da trekking o da ginnastica con suola adeguata, e uno strato extra per i tratti in quota dove il vento si fa sentire.
  • Durata: il percorso è adatto a un'uscita di mezza giornata, lasciando tempo per la tappa a Lerici prima o dopo.
  • Attenzione al meteo: il caligo — quella caratteristica nebbia di mare tipica del golfo — può arrivare in modo repentino. Meglio partire al mattino presto nelle giornate invernali per sfruttare la luce migliore.

Una gita semplice, autentica, con quel giusto mix di storia, natura e panorama che rende i sentieri del Golfo dei Poeti un patrimonio da scoprire e riscoprire in ogni stagione.

domenica 25 maggio 2025

MTB Monte Gottero da Rio: percorso ebike difficile

A volte si provano dei percorsi MTB che sono segnati per mountain bike ma in realtà andrebbero fatti con imbrago da ferrata… Il percorso MTB Monte Gottero da Rio è uno di quelli: avventuroso, selvaggio e con qualche insidia seria. Il terzo pezzo non fatelo e, se nella parte finale trovate un sensore ebike, è il mio! Nel caso scrivetemi! Infatti un terzo del percorso in salita l’ho fatto con la bici “off”, spingendola a mano tra sentieri ripidissimi e terreno sconnesso.

Il Monte Gottero: dove si incontrano tre regioni

La meta di questa uscita era il Monte Gottero, la vetta che segna il confine tra tre regioni: Liguria, Emilia-Romagna e Toscana. Una posizione geografica unica che lo rende un punto di riferimento per gli escursionisti e i biker di tutta la zona dello Spezzino e della Val di Vara. Eravamo partiti con l’idea di rientrare passando per Chiusola, ma alla fine abbiamo modificato il piano e siamo tornati sui nostri passi. Il Monte Gottero con i suoi 1639 metri di quota è una delle mete più ambite per chi ama il trekking e il mountain bike in questa parte dell’Appennino Ligure.

Il percorso da Rio: traccia e difficoltà

Il percorso parte da Rio, piccola frazione immersa nel verde dell’entroterra spezzino, e punta deciso verso le creste dell’Appennino. La traccia è disponibile su Wikiloc e permette di seguire il percorso con precisione. Tuttavia, come spesso capita in questi sentieri dell’Appennino Ligure, la segnaletica MTB può essere fuorviante: alcuni tratti classificati come percorribili in bici si rivelano in realtà ostici anche per i biker più esperti.

Il percorso si divide idealmente in tre sezioni. La prima è scorrevole e permette di prendere confidenza con il terreno. La seconda inizia a salire con decisione, ma rimane tecnicamente affrontabile anche con una ebike. Il terzo tratto, invece, è quello che ha riservato le sorprese più brutte: pendenze estreme, fondo sconnesso e passaggi che farebbero tremare le gambe anche a piedi. È qui che ho perso il sensore della mia ebike — se lo trovate, sapete come contattarmi!

Consigli pratici per chi vuole affrontare questo itinerario

Prima di partire con la vostra MTB o ebike verso il Monte Gottero da Rio, ecco alcuni consigli utili basati sull’esperienza diretta:

  • Evitate il terzo tratto se non siete esperti di percorsi tecnici: è consigliabile tornare indietro o scegliere un percorso alternativo.
  • Controllate la vostra ebike prima di partire: i sensori e i componenti elettronici soffrono su fondi molto sconnessi.
  • Portate acqua a sufficienza: i punti di rifornimento idrico sono rari lungo questo itinerario.
  • Scaricate la traccia offline: la copertura del segnale cellulare in queste zone è limitata.
  • Informatevi sulle condizioni del sentiero: dopo piogge abbondanti, alcuni tratti diventano pericolosi.

Nonostante le difficoltà incontrate, il percorso MTB Monte Gottero regala scorci di paesaggio davvero straordinari: boschi di castagni e faggi, crinali panoramici e quella sensazione unica di essere al confine tra tre regioni diverse. Vale la pena affrontarlo, ma con la giusta preparazione e senza sottovalutare le insidie del percorso.

La traccia GPS

Traccia GPS percorso MTB da Rio verso Monte Gottero su Wikiloc

La traccia completa è disponibile su Wikiloc al link qui sopra. Prima di seguirla, tenete a mente tutto quello che abbiamo detto sul terzo tratto: valutate attentamente le vostre capacità tecniche e fisiche. Buona avventura!

giovedì 29 febbraio 2024

Giro nel sentiero Attila e svolta PAC MAN

Difficoltà ★★★★★ (da fare con protezioni, consiglio anche casco integrale, cosa da acquistare al più presto visto che non ce l'ho)

Paesaggio ★★★

Il percorso è da 14 km

Dislivello positivo 406, negativo 420

Ecco la traccia

Un giro che non dimentichi facilmente (e non sempre per i motivi giusti)

Ci sono uscite che vanno lisce come l'olio, e poi ci sono uscite così. Quelle dove finisci con i piedi a mollo, hai guadato un fiume, lanciato la bici oltre un cancello e sei tornato a casa chiedendoti come mai continui a farlo. Eppure, già mentre ti asciughi i piedi, stai pensando a quando tornarci. Questo è il sentiero Attila con la deviazione PAC MAN, un giro che ha tutto: panorami, tecnica, fango, avventura e un finale degno di un film d'azione.

Io volevo fare questo giro ma ha avuto qualche "problemino" quindi non c'è tutto. Sono dovuto rientrare causa piedi zuppi…

E la video playlist

Com'è fatto il percorso: due anime molto diverse

Il giro si sviluppa su 14 km con un dislivello positivo di 406 metri e uno negativo di 420 metri. Sulla carta sembra gestibile, ma il diavolo sta nei dettagli — o meglio, nel fango e negli alberi abbattuti.

Il percorso si divide chiaramente in due parti con caratteristiche completamente diverse, quasi come se fossero due uscite distinte messe insieme di proposito per tenerti sulla corda.

La prima parte è quella che ti fa venire voglia di tornare. Si pedala su sentieri che si aprono sulla costa con vista mare, in uno di quei paesaggi tipici della Liguria dove il mare è sempre lì, a farti compagnia tra gli ulivi e la macchia mediterranea. Tratti larghi, scorrevoli, pedalabilissimi anche con l'e-bike — il tipo di single track dove puoi goderti il panorama senza stare troppo a guardare dove metti le ruote.

La seconda parte, quella nel bosco con la deviazione PAC MAN, è tutta un'altra storia. Ci si immerge nella vegetazione fitta, la vista sul mare sparisce e il sentiero diventa sempre più protagonista — e non nel senso buono. Il giorno prima aveva piovuto, e si sentiva: alberi abbattuti che sbarravano il percorso, il sentiero scavato dall'acqua, piccoli fiumiciattoli spuntati dal nulla a ogni curva. Tecnica, molto tecnica. Forse sono scarso io, ma non credo di essere l'unico ad aver bestemmiato un po' in quel tratto.

In ogni caso giretto divertente, prima parte pedalabilissima con bellissimo paesaggio vista mare la seconda parte ti butti nel bosco e c'è poco da vedere tranne qualche apertura.

Seconda parte piuttosto tecnica, forse io sono scarso ma nel pezzo pac man c'erano alberi abbattuti, sentiero scavato, pioggia della sera prima con fiumiciattoli ovunque e finale a "sorpresa".

Il finale a sorpresa (che sorpresa non è stata)

Diciamolo chiaramente: il finale di questo giro è stato un'avventura nella peggiore accezione del termine. Prima un fiume da guadare — e lì addio piedi asciutti — poi, come se non bastasse, un cancello chiuso di traverso che non lasciava altra scelta. Risultato: ho dovuto letteralmente lanciare la e-bike oltre l'ostacolo e scavalcare. Per fortuna niente danni alla bici, ma è stato un bel momento di panico.

Infatti sul finale video 3 finale ho dovuto guadare un fiume e come se non bastasse ho trovato un cancello chiuso che mi ha costretto a "lanciare" la bici oltre l'ostacolo…

Per fortuna niente danni alla ebike.

Consigli pratici prima di partire

Se volete provare questo percorso, ecco quello che ho imparato sulla mia pelle (e sui miei piedi bagnati):

  • Aspettate almeno due o tre giorni di tempo asciutto prima di partire. Il terreno in questa zona regge male la pioggia e il sentiero PAC MAN diventa un ostacolo a tutti gli effetti se è bagnato.
  • Protezioni complete, senza discussioni. Ginocchiere, gomitiere e — come ho scritto nell'intestazione — casco integrale. Non è un percorso per andarci leggeri, specie nella seconda parte.
  • Scarpe impermeabili o almeno un secondo paio da tenere nello zaino. Il guado finale non è scritto da nessuna parte sulla traccia, ma c'è.
  • Controllate le condizioni del sentiero, specialmente dopo periodi di maltempo: alberi caduti e tracce allagate possono cambiare completamente l'esperienza.
  • Il periodo migliore è la primavera inoltrata o l'autunno con settimane di bel tempo alle spalle. Evitate l'inverno o i periodi subito dopo le piogge.
  • Portate abbastanza acqua e uno spuntino: il percorso non è lunghissimo, ma tra le difficoltà tecniche e le sorprese del finale, si va per le lunghe.

Vale la pena rifarlo?

Assolutamente sì — ma con tempo più asciutto. La prima parte del sentiero Attila è davvero bella, con quella vista sul mare che ti ripaga di qualsiasi fatica. E anche la parte nel bosco, se il terreno è in condizioni decenti, promette di essere parecchio divertente e tecnica nel senso positivo del termine. Il percorso ha un carattere tutto suo, con quel mix di panorami liguri e single track selvaggio che non si trova spesso così vicino alla città.

Da replicare con tempo più asciutto. E con il casco integrale che devo ancora comprare.

Se anche voi avete percorso il sentiero Attila o la deviazione PAC MAN, scrivetemi nei commenti com'è andata — sono curioso di sapere se il cancello è ancora lì ad aspettarvi! 😄

Buone pedalate!

giovedì 15 febbraio 2024

MTB Canarbino e San Terenzo via Pitelli – Giro in E-Bike

Ciao a tutti! Oggi vi racconto un giro MTB a Canarbino, con rientro da San Terenzo via Pitelli, uno dei percorsi più panoramici della zona di La Spezia per smuovere le gambe e scrollarsi di dosso l’inverno. Un itinerario semplice, godibile e adatto anche a chi non vuole strafare, ma vuole comunque godersi paesaggi da favola.

Difficoltà ★★★

Paesaggio ★★★★

Questa è la traccia per chi volesse seguirla.

E questo è il video della prima parte (perdonate la qualità, sono alle prime prove… mi sono dimenticato di spuntare un sacco di funzioni della mia bellissima videocamera cinese 🙂 – le prossime spero vadano meglio). AGGIORNAMENTO! Ci sono anche gli altri video!

Il percorso: da Canarbino a San Terenzo via Pitelli

Il giro MTB Canarbino – San Terenzo via Pitelli è un tracciato molto semplice e panoramico, ideale per una pedalata rilassata senza troppa fatica. Il dislivello è assolutamente fattibile, e con la e-bike ovviamente si fatica ancora meno… e ci si diverte molto di più! Il percorso si snoda tra boschi, creste panoramiche e scorci sul Golfo della Spezia che ripagano ampiamente ogni metro di salita.

Sul finale, nel tratto da Pitelli in discesa, si trovano alcuni piccoli passaggi tecnici che aggiungono un pizzico di pepe al giro senza renderlo troppo impegnativo. Niente di proibitivo, anche per i rider di media esperienza.

L’attrezzatura del giorno: reggisella telescopico e gomme tubeless

Oggi ho finalmente provato il reggisella telescopico: una vera bomba! Mi chiedo perché non l’abbia preso prima, magari insieme alle gomme tubeless. Se vi interessa, lo trovate qui. Il reggisella telescopico fa una differenza enorme nei tratti tecnici in discesa, permettendo di abbassare il sellino al volo e guadagnare sicurezza e controllo sulla bici.

Se state pensando di aggiornare la vostra e-bike o MTB, questi due accessori – reggisella telescopico e gomme tubeless – sono probabilmente tra i migliori investimenti che possiate fare per migliorare la guidabilità e il divertimento in fuoristrada.

Il paesaggio: perché vale la pena pedalare qui

La zona tra Canarbino, San Terenzo e Pitelli offre scorci davvero unici sul Golfo della Spezia e sulle colline liguri. In una giornata limpida si riesce a vedere tutta la costa fino alle Cinque Terre, con il mare che fa da sfondo a ogni curva del sentiero. Non a caso il paesaggio merita abbondantemente le quattro stelle su cinque.

Panorama dal sentiero MTB verso Canarbino con vista sul Golfo della Spezia
Sentiero panoramico in mountain bike tra Canarbino e San Terenzo, La Spezia

E-bike: il modo migliore per godersi questo giro

Inutile negarlo: la e-bike cambia completamente l’approccio a questi percorsi. Il dislivello del giro MTB Canarbino – Pitelli è fattibilissimo anche su bici tradizionale, ma con la pedalata assistita si arriva in cima con le gambe fresche, pronti a godersi ogni metro di discesa e ogni punto panoramico senza il fiatone di chi si è già consumato in salita.

Oggi non avevo voglia di ammazzarmi, e questo percorso si prestava benissimo a una pedalata tranquilla ma soddisfacente. Perfetto per chi vuole uscire, respirare aria buona e godersi il paesaggio ligure senza trasformare l’uscita in una gara.

Vista panoramica sul Golfo della Spezia dal percorso MTB verso Pitelli

Se anche voi volete provare questo giro, scaricate la traccia su Wikiloc e seguitela: difficilmente resterete delusi. E se avete domande sul percorso o sull’attrezzatura, scrivetemi nei commenti!

venerdì 6 ottobre 2023

MTB a Fiumaretta di Ameglia: giro nel Golfo di La Spezia

Difficoltà ★★

Paesaggio ★★★★

Ciao a tutti! Oggi vi racconto un bellissimo giro in mountain bike a Fiumaretta di Ameglia, nel cuore del golfo di La Spezia. Ma quanto siamo abituati bene? Ogni angolo del nostro golfo è stupendo! Questo percorso MTB è uno di quelli che ti ricorda perché vale la pena pedalare: paesaggi mozzafiato, sentieri tecnici e la soddisfazione di arrivare a due passi dal mare. Se amate la mountain bike e volete scoprire un itinerario che unisce natura, storia e panorami unici sulla riviera ligure, questo giro è assolutamente da non perdere.

Perché scegliere questo percorso MTB sul Golfo di La Spezia

Il golfo di La Spezia è un territorio straordinario per chi ama pedalare off-road. Tra macchia mediterranea, borghi storici e scorci sul mare, ogni uscita in mountain bike diventa un’esperienza indimenticabile. Il percorso verso Fiumaretta di Ameglia in MTB è perfetto per chi vuole unire l’attività fisica con il godimento del paesaggio ligure: si pedala tra colline, si scende verso la foce del fiume Magra e si arriva in uno dei tratti costieri più affascinanti della provincia spezzina. Con una difficoltà media e un dislivello contenuto, l’itinerario è accessibile a ciclisti con una discreta preparazione fisica e un minimo di esperienza in fuoristrada. Non mancano, però, tratti tecnici che renderanno soddisfatti anche i rider più esperti.

Traccia GPS del percorso MTB verso Fiumaretta di Ameglia

Ecco la traccia del percorso di andata su Wikiloc! Di seguito i dati tecnici principali per chi vuole avventurarsi su questo giro in mountain bike nel golfo di La Spezia:

  • Distanza: 21,48 km
  • Dislivello positivo: 321 m
  • Dislivello negativo: 328 m
  • Altitudine minima: 67 m
  • Difficoltà tecnica: Medio

Il giro è molto bello ma si interrompe in alcuni punti causa “bara a vista” — e lo ammetto, io mi ostino a fare il ragazzino! 🙂 Quindi se siete ciclisti intermedi, sappiate che qualche tratto richiede attenzione e un buon controllo della bici. La cosa importante è non sottovalutare il fondo: alcuni sentieri presentano radici, pietre e passaggi stretti che richiedono concentrazione, specialmente in discesa. Tuttavia, proprio questi elementi rendono l’esperienza più adrenalinica e soddisfacente.

Cosa aspettarsi lungo il percorso di andata

Durante l’andata attraverserete scorci sul golfo davvero spettacolari. Il sentiero si snoda tra boschi e punti panoramici, alternando tratti più scorrevoli ad altri più tecnici. La vegetazione tipicamente ligure — lecci, pini marittimi e macchia mediterranea — accompagna la pedalata regalando ombra nei mesi più caldi. Arrivare a Fiumaretta, con la foce del Magra e il mare davanti, è una soddisfazione enorme che ripaga ogni sforzo.

Traccia GPS del percorso di rientro da Ameglia

Per il rientro ecco la traccia su Wikiloc. Attenzione: la distanza registrata è leggermente inferiore perché ho fatto partire il GPS in ritardo!

  • Distanza: 16,49 km (GPS avviato in ritardo)
  • Dislivello positivo: 156 m
  • Dislivello negativo: 157 m
  • Altitudine massima: 149 m
  • Difficoltà tecnica: Medio

Il percorso di rientro è più breve e con un dislivello dimezzato rispetto all’andata, il che lo rende leggermente più agevole, ma non per questo meno panoramico. Siete comunque nel cuore del golfo spezzino, e le vedute ripagano ogni fatica. Chi preferisce un rientro più rilassato troverà questo tratto ideale per recuperare le energie e godersi il paesaggio senza troppa pressione tecnica. Vale comunque la pena mantenere la concentrazione, perché il fondo rimane vario e imprevedibile come sulla via dell’andata.

Consiglio utile: come usare Komoot per pianificare giri MTB

Ultimamente ho scoperto una cosa molto utile su Komoot che voglio condividere con voi, soprattutto se usate questa app per pianificare i vostri giri in bici:

  • Se imposti cicloturismo, l’app ti propone giri “normali”, adatti a tutti.
  • Se imposti MTB, i percorsi diventano più tosti e tecnici.
  • Se imposti enduro, ti fa fare dei giri a… “bara aperta”. Quindi occhio!

Questo è un dettaglio che può fare una grande differenza nella pianificazione della vostra uscita. Scegliere il profilo sbagliato su Komoot può trasformare una pedalata tranquilla in un’avventura decisamente più estrema del previsto. Tenetelo a mente prima di partire, soprattutto se siete alle prime armi con i percorsi off-road nel golfo di La Spezia. La mia raccomandazione è di iniziare sempre con il profilo MTB standard e di passare all’enduro solo quando avete già una buona conoscenza del territorio e delle vostre capacità tecniche.

Informazioni pratiche per il giro MTB a Fiumaretta di Ameglia

Prima di partire, ecco qualche consiglio pratico per affrontare al meglio questo itinerario in mountain bike verso Fiumaretta di Ameglia:

  • Periodo consigliato: primavera e autunno sono le stagioni ideali, con temperature miti e sentieri in buone condizioni.
  • Equipaggiamento: portate sempre acqua a sufficienza, kit di riparazione per forature e un casco omologato per il fuoristrada.
  • Punto di partenza: consultate la traccia Wikiloc per individuare il punto di partenza più comodo dalla vostra posizione.
  • Livello richiesto: ciclisti intermedi con esperienza su sentieri misti; non adatto a principianti assoluti.

Se anche voi amate esplorare il territorio in sella a una MTB, questo giro è assolutamente da mettere in lista! E se cercate altri spunti per pedalare in zona, date un’occhiata agli altri percorsi del blog.