Febbraio pazzo, si sa. Sabato un caldo quasi primaverile, quasi quasi ti veniva voglia di tirare fuori i pantaloncini corti. E così, complice quella strana aria mite di metà inverno, ci siamo detti: perché non approfittarne per una gita fuori porta? Destinazione: la batteria sopra Baia Blu, Lerici, con tappa caffè prima che arrivasse il caligo. Spoiler: il caligo è arrivato puntualissimo il giorno dopo.
Il caffè a Lerici: il giusto rituale pre-escursione
Quando si parte per una gita dalle parti del Golfo dei Poeti, fermarsi a Lerici per un caffè è quasi un obbligo morale. Il porticciolo, le barche ferme nell'acqua piatta, il castello che domina dall'alto — anche in pieno febbraio il posto ha la sua bella atmosfera. Con una giornata così insolitamente calda, sembrava quasi di essere a marzo inoltrato. Il caffè caldo in mano, due chiacchiere con vista sul golfo, e poi si sale.

Lerici è uno dei borghi più affascinanti della costa ligure orientale. Passeggiare lungo il lungomare prima di un'escursione è il modo migliore per entrare nel ritmo giusto: niente fretta, niente stress, solo il profumo del mare e la consapevolezza che una bella avventura sta per cominciare. Il castello aragonese che sovrasta il paese — oggi sede del Museo Geopaleontologico — fa da cornice ideale a quella pausa caffè che ti mette in moto corpo e mente.
La batteria sopra Baia Blu: storia e paesaggio nel Golfo della Spezia

La meta di questa gita è una delle tante batterie militari sopra Baia Blu che punteggiano i promontori del Golfo della Spezia — strutture storiche che in zona non mancano di certo, eredità di un passato militare che si intreccia col paesaggio in modo quasi surreale. Quella sopra Baia Blu è uno di quei posti che ti ripagano della fatica con una vista che vale tutto.
Il Golfo della Spezia, storicamente noto come Golfo dei Poeti per aver ispirato Shelley, Byron e D.H. Lawrence, è costellato di opere difensive risalenti tra Otto e Novecento. Molte di queste batterie erano parte del sistema di difesa costiera della base navale di La Spezia, una delle più importanti d'Italia. Oggi, abbandonate e in parte recuperate dal bosco e dalla macchia mediterranea, rappresentano mete perfette per chi ama unire escursionismo, storia e panorama.

Il sentiero: com'è il percorso verso la batteria
Il percorso si snoda tra macchia mediterranea e bosco, con qualche tratto che richiede attenzione ma niente di tecnico. Il sentiero è accessibile a chi ha un minimo di allenamento e scarpe adeguate — niente di estremo, ma le Converse le lasciamo a casa, dai. Scarpe da trekking o comunque calzature con una buona suola sono più che sufficienti per affrontare il tracciato senza problemi.
Il dislivello non è proibitivo e il tempo di percorrenza è contenuto, il che rende questa escursione adatta anche a chi non è un camminatore esperto. Lungo il cammino si attraversano zone di bosco misto dove in primavera sbocciano i primi fiori selvatici, e si aprono squarci di panorama sul golfo che invogliano a fare continue soste fotografiche. Un buon motivo in più per non correre.

La vista dalla batteria: un panorama che non stanca mai
La vista sulla baia dall'alto è una di quelle cose che non stancano mai. Quel blu intenso del golfo, il profilo del promontorio di Portovenere in lontananza, le colline che degradano verso il mare — in una giornata limpida come quella di sabato, lo spettacolo è completo. In condizioni di buona visibilità si riesce a distinguere chiaramente le isole Palmaria, Tino e Tinetto, che chiudono il golfo verso il mare aperto.

Le strutture della batteria militare sopra Baia Blu sono affascinanti, con quell'aria un po' abbandonata e misteriosa tipica delle opere militari dismesse. Camminare tra i corridoi e le postazioni fa un certo effetto — e guardare le ombre negli angoli più bui, beh, un pochino di adrenalina c'è sempre. È uno di quei luoghi dove l'architettura militare bruta si fonde con la natura in modo inaspettatamente poetico: rovi che avanzano tra il cemento, alberi che crescono dentro le casamatte, il silenzio rotto solo dal vento e dal verso di qualche uccello.
Consigli pratici per visitare la batteria sopra Baia Blu

Se stai pensando di organizzare questa escursione, ecco qualche consiglio utile per non farti trovare impreparato:
- Periodo migliore: la primavera e l'autunno sono ideali, ma come dimostra questa gita di febbraio, anche l'inverno può regalare giornate perfette se si sceglie il momento giusto.
- Abbigliamento: scarpe da trekking o da ginnastica con suola adeguata, e uno strato extra per i tratti in quota dove il vento si fa sentire.
- Durata: il percorso è adatto a un'uscita di mezza giornata, lasciando tempo per la tappa a Lerici prima o dopo.
- Attenzione al meteo: il caligo — quella caratteristica nebbia di mare tipica del golfo — può arrivare in modo repentino. Meglio partire al mattino presto nelle giornate invernali per sfruttare la luce migliore.
Una gita semplice, autentica, con quel giusto mix di storia, natura e panorama che rende i sentieri del Golfo dei Poeti un patrimonio da scoprire e riscoprire in ogni stagione.
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