Lunghezza: 9/10 km
Tempo: 3h / 4h
Difficoltà: Media
Dislivello: nessuno
Ciao a tutti!
Se siete in cerca di un'avventura fuori dal comune, qualcosa che non sia il solito sentiero nel bosco ma che vi faccia sentire un po' esploratori, allora gli Stretti di Giaredo fanno assolutamente al caso vostro. È uno di quei posti che, una volta visitati, restano impressi nella memoria — e che volete portarci amici e parenti ogni estate.
Cos'sono gli Stretti di Giaredo?
Gli Stretti di Giaredo sono una spettacolare gola naturale scavata dal torrente Gordana nel cuore della Lunigiana, in provincia di Massa-Carrara, non lontano dalla zona della Spezia. Le pareti di roccia si stringono fino a formare corridoi quasi surreali, dove la luce filtra dall'alto creando riflessi sull'acqua davvero mozzafiato. È un percorso che mescola camminata, arrampicata leggera e nuoto — una via di mezzo tra escursione e canyoning — e proprio per questo motivo non è adatto a tutti ma è alla portata di chiunque abbia un minimo di forma fisica e voglia di avventura.
Oggi vi suggerisco un percorso semplice ma che si deve fare con un minimo di attrezzatura. Percorso da fare rigorosamente in estate se non volete farvi trovare ghiacciati lungo il percorso, modello Shining.
Come arrivare agli Stretti di Giaredo
Per arrivare si esce dall'autostrada a Pontremoli e dalla provinciale per Zeri si prende per Cavezzana Gordana. Gli stretti sono facilmente riconoscibili: a un certo punto incrociate un fiume che, seguendolo, porta direttamente allo stretto. Non è difficile orientarsi, ma se è la prima volta conviene scaricare offline la mappa della zona prima di partire, perché la copertura telefonica in zona è spesso ballerina.
Una volta lasciata la macchina, il percorso si apre quasi subito e capirete immediatamente perché questo posto è così amato: le rocce levigiate dall'acqua, il verde intenso della vegetazione tutt'intorno e il suono del torrente che accompagna ogni passo creano un'atmosfera quasi magica.
Cosa portare: l'attrezzatura giusta fa la differenza
Questo non è un posto dove si va in infradito e costume — almeno non se volete godervi il percorso in sicurezza e senza patire il freddo. Ecco cosa mettere nello zaino (o meglio, nella sacca stagna):
- Una sacca stagna — indispensabile per tenere asciutti telefono, chiavi, cibo e tutto il resto. Scordatevi i canotti gonfiabili: li vedrete portare da molti, ma impacciano non poco nei passaggi più stretti e alla fine diventano più un problema che un aiuto.
- Una maglia tecnica tipo rash guard, quelle usate dai surfisti per proteggere dallo sfregamento e dal freddo all'addome. Alcuni arrivano addirittura con la muta, ma in piena estate è davvero eccessiva — a meno che non siate particolarmente freddolosi.
- Scarpe adatte: l'ideale sono le scarpe da canyoning, ma vanno benissimo anche vecchie scarpe da ginnastica con suola antiscivolo. Camminare scalzi invece è sconsigliato — il fondale può essere scivoloso e irregolare.
- Acqua e cibo a sufficienza per tutta l'escursione. Lungo il percorso non troverete bar, punti ristoro o fontane, quindi organizzatevi prima di partire. Qualche snack energetico, frutta, panini — quello che preferite, l'importante è averlo.
La buona notizia è che non servono corde né imbraghi: ogni passaggio si affronta nuotando o con piccole arrampicate su roccia, sempre gestibili senza attrezzatura tecnica specifica. Non è canyoning estremo, è avventura accessibile.
Il percorso: cosa aspettarsi
Il percorso completo si attraversa in 3/4 ore prendendosela comoda, e fidatevi — conviene proprio prendersela comoda. Non è una gara, e fermarsi ad ammirare le pareti rocciose, fare una nuotata nelle pozze più profonde o semplicemente sedersi su un masso ad ascoltare il silenzio (interrotto solo dall'acqua) vale tanto quanto il percorso stesso.
I tratti in cui si nuota non sono lunghissimi, ma l'acqua del torrente è fresca anche in estate, quindi prepararsi mentalmente aiuta. I punti di arrampicata leggera sono intuitivi e ben consumati dal passaggio di tantissimi escursionisti prima di voi — difficilmente vi troverete in difficoltà se siete in buona salute.
Incontrerete molta gente, specialmente nei weekend di luglio e agosto: è uno dei percorsi più amati della zona e il passaparola ha fatto il suo lavoro. Se volete più tranquillità, optate per un giorno infrasettimanale o le prime ore del mattino.
Consigli finali prima di partire
Riassumendo in due righe per chi vuole avere tutto chiaro prima di mettersi in macchina:
- Andate solo in estate (da giugno a fine agosto è il periodo ideale)
- Controllate le previsioni meteo: con piogge recenti il torrente può alzarsi e il percorso diventare pericoloso
- Non andate da soli, specialmente se è la prima volta
- Portate ricambio asciutto in macchina — ne sarete felici al ritorno
- Rispettate il luogo: niente rifiuti abbandonati, è un ambiente naturale delicato
Gli Stretti di Giaredo sono uno di quei posti che ti fanno tornare a casa stanchi ma con il sorriso stampato in faccia. Se ci siete già stati, raccontatemi la vostra esperienza nei commenti — e se avete consigli o varianti del percorso, condivideteli! Se invece non ci siete mai andati, spero di avervi convinto a metterlo in lista per questa estate. 😊
Ciao!



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