Lunghezza: 10/12 km circa
Tempo: 1,30h (corsa) / 2,30h (passeggiando) - anello completo
Difficoltà: bassa
Dislivello: circa 500 mt in salita e 500 mt in discesa
Ciao a tutti! Oggi vi racconto di una di quelle giornate che ti fanno venir voglia di uscire ogni weekend, qualsiasi cosa ci sia in agenda. Eccoci con il giro completo dell'anello del golfo, questa volta senza scorciatoie: si fa tutto, compreso il famoso Salto del Gatto, per poi sbucare nel quartiere della Chiappa. Un percorso che ti regala panorami bellissimi sul golfo di La Spezia e ti fa capire quanto sia fortunato chi vive in questa zona.
Il punto di partenza: dove eravamo rimasti
Avete presente questo giro qui? Bene, questa volta non ci fermiamo lì. L'idea è semplice: si fa tutto il percorso precedente, ma invece di svoltare per rientrare in città, si tira dritto. È quasi come fare un capitolo aggiuntivo di un libro che già conoscevi — stessa atmosfera, stesso sapore, ma con un finale nuovo. Il tratto iniziale è già una garanzia: sentiero ben segnato, vegetazione che in certi periodi dell'anno è davvero rigogliosa, e ogni tanto qualche spiraglio sul golfo che ti fa dimenticare la fatica.
La deviazione verso il Salto del Gatto
Il bivio chiave arriva un po' prima del bar di Sarbia: qui, invece di rientrare verso la città, si prende l'indicazione a destra per AVG. Tenete gli occhi aperti perché il cartello non è enorme, ma si trova. Da qui in poi seguite le indicazioni per Portovenere.
Il sentiero in questo tratto è tranquillo, si cammina bene e il paesaggio inizia a cambiare leggermente — il bosco si fa più fitto e l'aria sa di resina e terra umida, soprattutto se avete scelto una giornata dopo qualche giorno di pioggia. Niente di impegnativo, ma abbastanza selvaggio da farvi sentire lontani dalla città anche se in realtà siete a due passi.
Si arriva a Stra e qui le indicazioni diventano curiose: si prende per Bocca di Magra. Sì, avete letto bene. Un po' strano come direzione, ma probabilmente il sentiero seguendo Portovenere arriva alla Foce — da esplorare prossimamente, sicuramente! Per ora ci fidiamo dei cartelli e andiamo.
Strà, la chiesa abbandonata e il ponte
Si costeggia la scuola di Strà, uno di quei posti che ha un'atmosfera particolare — immaginate questi edifici immersi nel verde, quasi fuori dal tempo. Il sentiero continua e dopo poco si incontra una chiesa abbandonata: lasciatevela sulla destra e proseguite. È uno di quei dettagli che rendono questo tipo di escursioni speciale — c'è sempre qualcosa di inaspettato dietro l'angolo, un pezzo di storia dimenticata che fa da cornice al vostro cammino.
Dopo la chiesa arriva il tratto più tosto di tutta l'uscita: una discesa ripidissima che porta fino a un ponte. Qui i piedi devono lavorare sodo, soprattutto se il terreno è umido — fate attenzione ai sassi e alle radici. È questo il tratto che, se siete in bici, vi farà pentire di non essere venuti a piedi. Le pendenze sono davvero importanti e mettere la bici in spalla non è per tutti.
Si passa il ponte — uno di quei momenti in cui ci si ferma un secondo, ci si guarda intorno, e si capisce perché vale sempre la pena esplorare questi sentieri — e si continua verso la meta.
Il Salto del Gatto e l'arrivo alla Chiappa
Eccoci finalmente al Salto del Gatto. Il nome già mette un po' di pepe nell'avventura, no? In realtà il passaggio è assolutamente fattibile per chiunque abbia un minimo di confidenza col camminare su terreni irregolari. Si tratta di un tratto tecnico ma breve, che richiede un po' di attenzione nei movimenti — da qui il nome, immagino. Qualche saltino, qualche appoggio con le mani, e il gioco è fatto.
Superato il Salto del Gatto, in un attimo si arriva al quartiere della Chiappa. Il contrasto è straniante nel modo migliore possibile: un attimo eravate nel mezzo del bosco, quello dopo siete di nuovo in città. È proprio questa la magia dei sentieri intorno a La Spezia — la natura e il tessuto urbano si intrecciano in modo sorprendente.
Consigli pratici per chi vuole provarlo
Prima di salutarvi, qualche dritta utile per chi vuole cimentarsi in questo anello:
- A piedi è la scelta migliore: il percorso è pensato per camminatori. In bicicletta o MTB è possibile fare gran parte del giro, ma il tratto finale verso la Chiappa ha pendenze in discesa molto ripide — meglio valutare con attenzione o essere pronti a portare la bici a spalle.
- Periodo consigliato: primavera e autunno sono i momenti ideali. In estate può fare caldo e il bosco offre ombra ma non sempre abbastanza; in inverno alcuni tratti possono essere scivolosi.
- Cosa mettere nello zaino: acqua (almeno un litro e mezzo), uno spuntino, scarpe da trekking con una suola che tenga bene sul bagnato, e un layer in più per i tratti in quota dove il vento può sorprendere.
- Attenzione ai tratti ripidi: soprattutto la discesa verso il ponte — andate piano, non fretta.
- Tempo di percorrenza: 1h30 se siete abituati a correre su sterrato, circa 2h30 se preferite godervi il paesaggio con calma. Non c'è una versione sbagliata.
Pronti a fare l'anello completo?
Questo giro è davvero uno di quelli che consiglio a chiunque voglia scoprire i sentieri del golfo di La Spezia senza troppa fatica ma con tanta soddisfazione. Non è impegnativo, ma non è neanche una passeggiata piatta — quel mezzo migliaio di metri di dislivello si fa sentire quanto basta per guadagnarsi il meritato riposo finale.
Se lo avete già fatto, scrivetemi come è andata! Se avete domande sul percorso o volete sapere qualcosa in più su uno dei tratti, lasciate un commento qui sotto — rispondo sempre volentieri. E se conoscete qualcuno che ama camminare in zona, condividete pure: più siamo, meglio è!
Ciao!

Nessun commento:
Posta un commento