Lunghezza: 10 km circa
Tempo: 3h / 4h l'anello completo
Difficoltà: Media
Dislivello: nessuno
Ciao a tutti,
oggi vi porto in un'avventura un po' diversa dal solito. Niente sentieri, niente bici: questa volta si pagaia! Il giro dell'Isola Palmaria in canoa è una di quelle esperienze che rimangono impresse, una di quelle giornate in cui ti rendi conto di quanto sia incredibile vivere o anche solo visitare la Liguria. Se siete stanchi dei soliti trekking e volete qualcosa di nuovo da raccontare, questo è il posto giusto.
La Palmaria: l'isola di fronte a Portovenere
L'Isola Palmaria si trova in provincia della Spezia, proprio di fronte al borgo medievale di Portovenere, nel tratto di costa che collega le Cinque Terre al Golfo della Spezia. È la più grande isola della Liguria e fa parte di un arcipelago che comprende anche il Tino e il Tinetto. Per chi non la conosce ancora, vi lascio un link con la descrizione completa — vale la pena leggerla prima di partire per capire cosa vi aspetta.
Vista dal mare, la Palmaria è spettacolare: le falesie a picco sull'acqua, i colori che vanno dal verde intenso della macchia mediterranea al grigio-azzurro della roccia, fino al turchese del mare. In canoa avete la fortuna di vederla da una prospettiva che quasi nessuno conosce, passando sotto quegli speroni di roccia che dalla terraferma sembrano irraggiungibili.
Come noleggiare le canoe
Le canoe si noleggiano direttamente a Portovenere, nella piazzetta vicino alle navette che portano sull'isola. Non è difficile trovarle: basta chiedere in zona e vi indirizzano subito. Il prezzo, se non ricordo male, si aggira sui 15/20 euro a canoa per l'intera giornata — ma vi consiglio di verificare direttamente sul posto perché potrebbe essere cambiato. Ovviamente, se avete una canoa vostra o potete farla trasportare, ancora meglio: risparmiate qualcosa e avete più libertà di organizzarvi.
Non serve essere esperti di canoa per affrontare questo percorso: con un minimo di coordinazione e un po' di forza nelle braccia si fa tranquillamente. Detto questo, è bene fare attenzione alle barche a motore che in estate solcano queste acque in continuazione: tenetevi vicini alla riva quando possibile e non sottovalutate le onde prodotte dai motoscafi.
Il percorso: cosa vedere tappa dopo tappa
Questo è il percorso che abbiamo seguito:
Si parte dalla piazzetta di Portovenere, si attraversa il braccio di mare che separa la terraferma dalla Palmaria (poche centinaia di metri) e poi si inizia il giro dell'isola. Il percorso completo si fa tranquillamente in 3/4 ore, prendendosela con calma e concedendosi qualche sosta. Ed è proprio nelle soste che sta il bello.
La prima sosta imperdibile è la Grotta Azzurra: non dimenticate di entrarci con la canoa! L'effetto della luce che filtra dall'acqua crea riflessi azzurri sulle pareti della grotta, qualcosa di davvero suggestivo. Serve un po' di attenzione a seconda del moto ondoso, ma con la canoa si riesce ad avvicinarsi molto bene.
Man mano che si gira intorno alla Palmaria, il paesaggio cambia continuamente: da un lato la costa è più selvaggia e rocciosa, dall'altro si apre verso il Golfo della Spezia con una vista che nelle giornate limpide arriva fino alle Alpi Apuane. Vale ogni singola pagaiata.
Il Tino, il Tinetto e la Madonnina sullo Scoglio del Diavolo
Il giro non sarebbe completo senza allungare un po' verso il Tino e il Tinetto. Il Tino è zona militare, quindi non ci si può sbarcare, ma circumnavigarlo in canoa è comunque un'esperienza unica: l'isola ha un fascino austero e misterioso, con il suo faro e le strutture militari che si intravedono tra la vegetazione.
Il Tinetto invece è uno scoglio quasi completamente sommerso, con rovine di un antico monastero che emergono appena dall'acqua — uno spettacolo che sembra uscito da un film. Nei pressi del Tinetto vi consiglio di allungare ancora un pochino per raggiungere la statua della Madonnina, posta sopra lo Scoglio del Diavolo a indicare il basso fondale. È uno di quei dettagli inaspettati che ti fanno sentire piccolo piccolo in mezzo al mare.
In questa zona il fondale è particolarmente interessante: portatevi una maschera da snorkeling e date un'occhiata sotto — ne vale assolutamente la pena.
Quando andare e cosa mettere in zaino (o meglio, in sacca)
Questo percorso lo consiglio soprattutto in estate, quando il mare è più calmo, l'acqua è bella e ci si può permettere un bagno nelle calette più nascoste. Detto questo, anche una giornata di primavera inoltrata o di primo autunno ha il suo fascino: ci sono molte meno imbarcazioni in giro, il mare è più tranquillo, e l'atmosfera è completamente diversa — più silenziosa, quasi magica. Ovviamente in quei periodi una maglia termica è d'obbligo, e ci si scorda il bagno.
Ecco cosa mettere nella borsa prima di partire:
- Sacca stagna — fondamentale per proteggere telefono, chiavi e tutto il resto dagli schizzi (e da eventuali rovesciamenti)
- Acqua a sufficienza — in mare si suda senza accorgersene e la pagaiata stanca più di quanto sembra
- Maschera e boccaglio — imprescindibile nella zona Tino/Tinetto dove il fondale è bellissimo
- Crema solare — il sole sul mare riflette e brucia il doppio, non fate l'errore di sottovalutarlo
- Uno spuntino leggero — qualcosa da sgranocchiare durante una sosta su qualche scogli
- Attenzione alle meduse! — specialmente in certi periodi dell'anno, tenetele d'occhio
Vale davvero la pena?
Assolutamente sì. Il giro della Palmaria in canoa è uno di quei percorsi che consiglio a tutti, anche a chi non ha mai pagaiato in vita sua. Non è tecnicamente difficile, non richiede attrezzatura particolare (a parte qualche accortezza), e regala scorci che dalla terraferma o dal traghetto non si vedono mai. È un modo completamente diverso di vivere questo angolo di Liguria, uno dei più belli d'Italia.
Se l'avete già fatto, raccontatemi com'è andata nei commenti! Se invece state pensando di provarlo, fatemi sapere se avete domande — rispondo volentieri. E se vi è piaciuto l'articolo, condividetelo con qualcuno a cui potrebbe servire: magari è proprio quello spunto che mancava per organizzare la prossima gita. 🚣



Nessun commento:
Posta un commento