giovedì 29 febbraio 2024

Giro nel sentiero Attila e svolta PAC MAN

Difficoltà ★★★★★ (da fare con protezioni, consiglio anche casco integrale, cosa da acquistare al più presto visto che non ce l'ho)

Paesaggio ★★★

Il percorso è da 14 km

Dislivello positivo 406, negativo 420

Ecco la traccia

Un giro che non dimentichi facilmente (e non sempre per i motivi giusti)

Ci sono uscite che vanno lisce come l'olio, e poi ci sono uscite così. Quelle dove finisci con i piedi a mollo, hai guadato un fiume, lanciato la bici oltre un cancello e sei tornato a casa chiedendoti come mai continui a farlo. Eppure, già mentre ti asciughi i piedi, stai pensando a quando tornarci. Questo è il sentiero Attila con la deviazione PAC MAN, un giro che ha tutto: panorami, tecnica, fango, avventura e un finale degno di un film d'azione.

Io volevo fare questo giro ma ha avuto qualche "problemino" quindi non c'è tutto. Sono dovuto rientrare causa piedi zuppi…

E la video playlist

Com'è fatto il percorso: due anime molto diverse

Il giro si sviluppa su 14 km con un dislivello positivo di 406 metri e uno negativo di 420 metri. Sulla carta sembra gestibile, ma il diavolo sta nei dettagli — o meglio, nel fango e negli alberi abbattuti.

Il percorso si divide chiaramente in due parti con caratteristiche completamente diverse, quasi come se fossero due uscite distinte messe insieme di proposito per tenerti sulla corda.

La prima parte è quella che ti fa venire voglia di tornare. Si pedala su sentieri che si aprono sulla costa con vista mare, in uno di quei paesaggi tipici della Liguria dove il mare è sempre lì, a farti compagnia tra gli ulivi e la macchia mediterranea. Tratti larghi, scorrevoli, pedalabilissimi anche con l'e-bike — il tipo di single track dove puoi goderti il panorama senza stare troppo a guardare dove metti le ruote.

La seconda parte, quella nel bosco con la deviazione PAC MAN, è tutta un'altra storia. Ci si immerge nella vegetazione fitta, la vista sul mare sparisce e il sentiero diventa sempre più protagonista — e non nel senso buono. Il giorno prima aveva piovuto, e si sentiva: alberi abbattuti che sbarravano il percorso, il sentiero scavato dall'acqua, piccoli fiumiciattoli spuntati dal nulla a ogni curva. Tecnica, molto tecnica. Forse sono scarso io, ma non credo di essere l'unico ad aver bestemmiato un po' in quel tratto.

In ogni caso giretto divertente, prima parte pedalabilissima con bellissimo paesaggio vista mare la seconda parte ti butti nel bosco e c'è poco da vedere tranne qualche apertura.

Seconda parte piuttosto tecnica, forse io sono scarso ma nel pezzo pac man c'erano alberi abbattuti, sentiero scavato, pioggia della sera prima con fiumiciattoli ovunque e finale a "sorpresa".

Il finale a sorpresa (che sorpresa non è stata)

Diciamolo chiaramente: il finale di questo giro è stato un'avventura nella peggiore accezione del termine. Prima un fiume da guadare — e lì addio piedi asciutti — poi, come se non bastasse, un cancello chiuso di traverso che non lasciava altra scelta. Risultato: ho dovuto letteralmente lanciare la e-bike oltre l'ostacolo e scavalcare. Per fortuna niente danni alla bici, ma è stato un bel momento di panico.

Infatti sul finale video 3 finale ho dovuto guadare un fiume e come se non bastasse ho trovato un cancello chiuso che mi ha costretto a "lanciare" la bici oltre l'ostacolo…

Per fortuna niente danni alla ebike.

Consigli pratici prima di partire

Se volete provare questo percorso, ecco quello che ho imparato sulla mia pelle (e sui miei piedi bagnati):

  • Aspettate almeno due o tre giorni di tempo asciutto prima di partire. Il terreno in questa zona regge male la pioggia e il sentiero PAC MAN diventa un ostacolo a tutti gli effetti se è bagnato.
  • Protezioni complete, senza discussioni. Ginocchiere, gomitiere e — come ho scritto nell'intestazione — casco integrale. Non è un percorso per andarci leggeri, specie nella seconda parte.
  • Scarpe impermeabili o almeno un secondo paio da tenere nello zaino. Il guado finale non è scritto da nessuna parte sulla traccia, ma c'è.
  • Controllate le condizioni del sentiero, specialmente dopo periodi di maltempo: alberi caduti e tracce allagate possono cambiare completamente l'esperienza.
  • Il periodo migliore è la primavera inoltrata o l'autunno con settimane di bel tempo alle spalle. Evitate l'inverno o i periodi subito dopo le piogge.
  • Portate abbastanza acqua e uno spuntino: il percorso non è lunghissimo, ma tra le difficoltà tecniche e le sorprese del finale, si va per le lunghe.

Vale la pena rifarlo?

Assolutamente sì — ma con tempo più asciutto. La prima parte del sentiero Attila è davvero bella, con quella vista sul mare che ti ripaga di qualsiasi fatica. E anche la parte nel bosco, se il terreno è in condizioni decenti, promette di essere parecchio divertente e tecnica nel senso positivo del termine. Il percorso ha un carattere tutto suo, con quel mix di panorami liguri e single track selvaggio che non si trova spesso così vicino alla città.

Da replicare con tempo più asciutto. E con il casco integrale che devo ancora comprare.

Se anche voi avete percorso il sentiero Attila o la deviazione PAC MAN, scrivetemi nei commenti com'è andata — sono curioso di sapere se il cancello è ancora lì ad aspettarvi! 😄

Buone pedalate!

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