sabato 31 dicembre 2016

Pattinare a La Spezia con il Nordic Cross Skating

Informazioni sul percorso

  • Lunghezza: 12 km circa partendo dal Parco della Maggiolina
  • Tempo: 1:40 circa A/R
  • Difficoltà: bassa, ma prestare massima attenzione al traffico
  • Dislivello: nessuno
  • Provviste: nessuna, siete in città! 🙂
  • Accessori consigliati: bacchette da nordic walking, casco e ginocchiere/gomitiere
Percorso di nordic cross skating a La Spezia

Pattinare a La Spezia: perché non lo fa nessuno?

Ciao a tutti! In questi anni mi sono sempre chiesto perché nessuno pattini a La Spezia. La gente va in bici, corre, c'è addirittura chi gira con l'"assurdo" hoverboard… ma i pattini sono rari. Perché? A Stoccolma, città sicuramente più avanti rispetto a noi, ho visto moltissimi pattinatori con skate da nordic cross skating — quelle ruote grandi simili agli sci di fondo, usate per la preparazione invernale — che giravano allegramente persino uscendo dal lavoro. E allora perché a La Spezia la gente è tutta in macchina in una città grande come un fazzoletto, salvo poi lamentarsi del traffico?

Pattinare a La Spezia è possibile e anche piacevole: la conformazione pianeggiante del lungomale e della pista ciclabile la rendono perfetta per i pattini in linea o per il nordic cross skating. Basta un po' di coraggio e la giusta attrezzatura!

L'attrezzatura giusta per pattinare in città

Per questo tipo di uscita urbana potete utilizzare dei normalissimi pattini in linea, come i Fila Primo ALU, comodi e adatti all'asfalto cittadino. Abbinate ai pattini un paio di bastoncini telescopici da nordic walking con sistema anti-shock: vi aiuteranno nell'equilibrio, aumenteranno la spinta e ridurranno l'impatto sulle articolazioni. Non dimenticate mai il casco e le protezioni per ginocchia e gomiti, soprattutto se siete alle prime armi o se l'asfalto non è perfetto.

Se invece le condizioni del manto stradale delle piste ciclabili non rendono praticabile percorrere lunghe distanze con i pattini in linea tradizionali, esiste una valida alternativa: il cross skating. I pattini da cross skating montano ruote più grandi e resistenti, ideali per asfalti irregolari. Per La Spezia, che si trova a metà strada tra un buon e un cattivo manto stradale, questi roller possono fare la differenza. Con questi pattini potete affrontare anche qualche piccola imperfezione del terreno, anche se occhio comunque alle buche più profonde!

Il percorso: dalla Maggiolina a Pegazzano

Pronti, partenza, via! Il percorso consigliato per pattinare a La Spezia parte dal Parco della Maggiolina e si snoda lungo la pista ciclabile fino a Pegazzano, passando per la mitica Piazza Verdi di Buren (finalmente aperta!) e costeggiando il nostro bellissimo mare. Un itinerario di circa 12 km totali andata e ritorno, completamente pianeggiante, che si percorre in circa 1 ora e 40 minuti a passo tranquillo.

Parco della Maggiolina a La Spezia, punto di partenza del percorso in pattini Mare di La Spezia visto dalla pista ciclabile durante il percorso in pattini

Arrivati all'inizio della litoranea, salite un po' e rientrate via pista ciclabile, con qualche breve tratto su strada all'altezza del Due Giugno e della Caserma Duca degli Abruzzi. Godetevi il panorama sul golfo e il profumo del mare!

Punti critici del percorso: attenzione all'asfalto

Va detto che non tutto il percorso è perfetto. Viale Amendola andrebbe rimesso a posto: che senso ha allineare la pista ciclabile al livello delle macchine? Non dovrebbe essere il contrario? Idem per Viale Fieschi, dove in alcuni punti si è costretti a passare sulla carreggiata per evitare di "impuntarsi" con le ruote. Speriamo in futuri interventi di miglioramento dell'infrastruttura ciclabile e pedonale cittadina.

I benefici del nordic cross skating

Con poche ore di allenamento a settimana si riesce a fare un bel po' di movimento: il nordic cross skating è un'attività completa che coinvolge tutto il corpo, brucia molte calorie e non sollecita eccessivamente le articolazioni. È un ottimo allenamento per chi vuole mantenersi in forma in modo divertente, senza doversi per forza iscrivere in palestra. Che aspettate? Inforcate i pattini e scoprite La Spezia da una prospettiva nuova!

Pattinare a La Spezia: nordic cross skating in città

Lunghezza: 12 km circa partendo dal Parco della Maggiolina
Tempo: 1:40 circa A/R
Difficoltà: bassa, ma prestare massima attenzione al traffico
Dislivello: nessuno
Provviste: nessuna, siete in città! 🙂
Accessori: bacchette da nordic walking, casco e ginocchiere/gomitiere

Pattinare a La Spezia: si può fare!

Ciao a tutti! In questi anni mi sono sempre chiesto perché nessuno pattina a La Spezia. La gente va in bici, corre, addirittura gira con l’”assurdo” hoverboard… ma i pattini sono rari. Perché? A Stoccolma — città sicuramente più avanti rispetto a noi — ho visto molti pattinatori con skate da nordic cross skating (molto ingombranti), simili a sci di fondo per la preparazione invernale, che giravano allegramente persino uscendo dal lavoro. E allora perché a La Spezia la gente è tutta in macchina in una città grande come un fazzoletto, e poi si lamenta che c’è traffico?

La risposta, forse, è semplicemente che manca l’abitudine. Eppure le condizioni ci sono: il centro è pianeggiante, la pista ciclabile è accessibile e il lungomare è uno degli scenari più belli della Liguria. Pattinare a La Spezia non è solo fattibile: può diventare un modo piacevole e sportivo per spostarsi ogni giorno.

Pattini in linea o nordic cross skating: quale scegliere?

Per questo percorso urbano potete usare dei normalissimi pattini in linea, perfetti per l’asfalto della pista ciclabile, oppure optare per il nordic cross skating, una disciplina che combina i movimenti dello sci di fondo con ruote adatte al manto stradale. I cross skate sono più stabili e permettono di affrontare anche piccole irregolarità del terreno senza rischio di impuntamento — un vantaggio non da poco sulle strade di città.

In entrambi i casi, i bastoncini da nordic walking sono fondamentali: aiutano l’equilibrio, migliorano la propulsione e rendono l’allenamento più completo coinvolgendo anche la parte superiore del corpo. Non dimenticate casco, ginocchiere e gomitiere: la sicurezza viene prima di tutto, specialmente nei tratti dove la pista ciclabile si interseca con il traffico veicolare.

Il percorso: dalla Maggiolina a Pegazzano

Il percorso consigliato per pattinare a La Spezia parte dal Parco della Maggiolina ed è interamente pianeggiante, senza alcun dislivello. Si sviluppa per circa 12 km andata e ritorno, con un tempo stimato di 1 ora e 40 minuti a passo tranquillo.

Dal parco ci si immette sulla pista ciclabile in direzione del lungomare, passando per la celebre Piazza Verdi di Buren, finalmente aperta e davvero spettacolare. Si prosegue godendosi la vista sul golfo fino a raggiungere Pegazzano. Al ritorno si risale dalla litoranea con qualche breve tratto su strada all’altezza del Due Giugno e della Caserma Duca degli Abruzzi, dove la pista ciclabile si interrompe momentaneamente.

Attenzione particolare va prestata su Viale Amendola e Viale Fieschi: in alcuni punti la pavimentazione è irregolare o la pista ciclabile è allo stesso livello della carreggiata, il che costringe a scendere sulla strada. Una scelta urbanistica discutibile — soprattutto considerando che quegli alberi abbattuti non torneranno più — ma che non deve scoraggiarvi dal godervi il percorso.

Consigli pratici per pattinare sicuri in città

Pattinare in un contesto urbano richiede qualche accortezza in più rispetto a una pista dedicata. Ecco alcuni suggerimenti per vivere al meglio l’esperienza:

  • Indossate sempre il casco: è obbligatorio per i minori e fortemente consigliato per tutti.
  • Protezioni ai polsi, ginocchia e gomiti: le cadute sull’asfalto possono fare male, meglio prevenire.
  • Attenzione al traffico: nei tratti senza pista ciclabile, muovetevi come un ciclista e segnalate le svolte con il braccio.
  • Valutate il fondo stradale: sabbia, ghiaia o asfalto bagnato riducono l’aderenza delle ruote.
  • Partite nelle ore meno trafficate: la mattina presto o il tardo pomeriggio nei giorni feriali sono i momenti migliori.

Perché scegliere il nordic cross skating?

Se volete evitare ogni forma di impuntamento, il cross skating è la scelta ideale. Le ruote più grandi di questi skate garantiscono una maggiore stabilità su fondi non perfettamente lisci, rendendoli adatti anche ai tratti meno curati della rete ciclabile spezzina. Sono più ingombranti dei pattini in linea tradizionali, ma offrono un allenamento completo e una sensazione di scivolata molto simile allo sci di fondo — perfetta per chi vuole tenersi in forma tutto l’anno.

Insomma, che scegliate i pattini in linea classici o il nordic cross skating, pattinare a La Spezia è un’esperienza da provare. La città lo permette, il paesaggio lo merita e il vostro fisico ve ne sarà grato. Pronti, partenza, via! 🛼

martedì 5 luglio 2016

Vezzano-S.Venerio-Buonviaggio

Ciao a tutti amici! Oggi vi porto su uno di quei giri che si fanno in poco tempo ma che regalano soddisfazioni enormi. Un anello perfetto per una mattinata in MTB, con un bel mix di salita impegnativa, alta via panoramica e discesa soddisfacente. Benvenuti sul percorso Vezzano – San Venerio – Buonviaggio!

I numeri del percorso

Prima di partire, ecco un riepilogo rapido per capire cosa vi aspetta:

  • Lunghezza: 14 km circa
  • Tempo: 1:15 circa in MTB
  • Difficoltà: bassa/media
  • Dislivello: circa 400 mt in salita e 400 mt in discesa
  • Provviste: borraccia
  • Accessori: casco in testa (sempre, senza se e senza ma!)

Un percorso accessibile anche a chi non è un biker navigato, ma con quel pizzico di sfida iniziale che lo rende interessante. Insomma, noioso non è di certo!

san venerio-buonviaggio.PNG

La partenza da Vezzano Ligure

Si parte da Vezzano Ligure, un piccolo borgo dell'entroterra spezzino che già di per sé vale una visita. Arrivati a Vezzano via Termo si svalica, si lascia la strada principale, si oltrepassa la banca e arrivati a questo cartello si inizia la salita — cercatelo subito prima del tabacchino, non si può sbagliare.

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Questo è uno di quei punti in cui, se non sai dove svoltare, rischi di fare un bel giro a vuoto in paese. Occhi aperti e seguite le indicazioni!

La salita: testa bassa e pedalare

Non ve lo nascondiamo: la salita è bella ripida, almeno per il primo tratto. Gambe che bruciano, fiato corto, qualche imprecazione sottovoce — è tutto normale. Siamo in Liguria, mica in Olanda! Le pendenze qui non si scusano, ma vi assicuro che ogni metro guadagnato vale la fatica.

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Tenete duro e non mollate!! La regola è sempre la stessa: ritmo costante, rapporto agile e testa bassa. Se avete un'e-bike o una MTB con trasmissione moderna, sfruttate i rapporti bassi senza vergogna — l'obiettivo è arrivare in cima con ancora un po' di energie per godersi il resto.

Una volta superato il tratto più ostico, il sentiero si apre sull'alta via e da lì il panorama ripaga tutto. Il percorso diventa bello panoramico e poco ripido: si pedala con più scioltezza e ci si può finalmente guardare attorno.

San Venerio: un angolo di Liguria (quasi) esotico

Verso la metà del percorso si arriva a San Venerio, un piccolo insediamento che con la sua vegetazione rigogliosa e l'atmosfera silenziosa sembra quasi di essere in tutt'altro posto. San Venerio o Giappone? 😄 Vedete voi, ma capite subito perché l'abbiamo soprannominato così!

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È un bel posto per una sosta, sgranchirsi le gambe e bersi un sorso dalla borraccia. La quiete qui è quasi surreale, specialmente se ci si passa durante la settimana quando non c'è anima viva. Il contrasto con la frenesia della città vicina è totale.

E poi c'è la vista. La vista non è male, anzi — è spettacolare. Il golfo della Spezia da quassù si apre in tutta la sua bellezza, con l'acqua che cambia colore a seconda della luce e le colline che scendono verso il mare. Una di quelle scene che ti fanno venire voglia di tirare fuori il telefono e fare mille foto.

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La discesa verso Buonviaggio e La Spezia

Dopo aver attraversato il paesino, intorno al km 8/9 inizia la discesa verso Buonviaggio e La Spezia. Ed è qui che ci si diverte! La discesa è soddisfacente, uno di quei tratti in cui si recupera tutto il tempo perso a faticare in salita. Attenzione però: siamo sempre in un contesto misto, quindi occhio a eventuali passanti o incroci con strade carrarecce.

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Arrivati a La Spezia, il giro si chiude e si può già pensare a quando rifarlo — magari in stagione diversa, perché questo tipo di percorso cambia completamente faccia tra primavera e autunno.

Consigli pratici per chi vuole provare

Se avete intenzione di mettere in programma questo giro, ecco qualche consiglio utile:

  • Periodo migliore: primavera e autunno sono ideali. In estate il caldo può rendere la salita iniziale piuttosto faticosa, mentre in inverno alcuni tratti potrebbero essere scivolosi.
  • Cosa portare: una borraccia è il minimo indispensabile, ma se fa caldo portatene due o una capiente. Una barretta energetica o un po' di frutta secca non guastano mai.
  • Bici: una MTB è l'ideale, ma chi ha una e-bike può affrontare il percorso con ancora meno stress sulla salita iniziale. Bici da strada o gravel? Meglio lasciarle a casa.
  • Il casco: lo diciamo sempre e lo ripetiamo — casco in testa, sempre. Non si discute.
  • Livello richiesto: difficoltà bassa/media significa che anche un biker non esperto può farcela, ma è bene non partire senza un minimo di allenamento sulle gambe, soprattutto per via del primo tratto in salita.

In conclusione

Il giro Vezzano – San Venerio – Buonviaggio è uno di quei percorsi che non stancano mai. Breve, vario, panoramico e alla portata di molti: cosa chiedere di più per una mattinata in sella? Se lo avete già fatto, raccontateci come è andata nei commenti! Se invece lo fate per la prima volta grazie a questo post, fateci sapere le vostre impressioni — siamo curiosi di sentire cosa ne pensate.

Alla prossima!!

Giro alla rocchetta!

La Rocchetta: una meta da non perdere nei dintorni di La Spezia

C'è quell'effetto speciale che si prova quando esci di casa, imbocchi un sentiero e dopo un po' ti ritrovi in un posto che sembra lontano dal mondo, eppure è a due passi da casa. Ecco, il giro alla Rocchetta è esattamente così. Una di quelle uscite che ti fanno dire "ma perché non ci vengo più spesso?"

Ciao ragazzi,
oggi affrontiamo un giro alla Rocchetta di Lerici.
Lunghezza:  27 km circa partendo da La Spezia
Tempo: 2:40 circa in MTB (forse qualcosa di meno, ho dimenticato di mettere spor traker in pausa…) , se volete farla a piedi consiglio partenza da Bellavista.
Difficoltà: medio/alta
Dislivello: circa 800 mt in salita e 800 mt in discesa
Provviste: borraccia e qualche barretta
Accessori: casco in testa e ginocchiere per le discese (se le avete)
traccia.PNG
Partendo la La Spezia prendete Viale San Bartolomeo in direzione Lerici.
Da Lerici prendete per Bellavista, poi prendete per Montemarcello e svoltate per la Rocchetta.
Dopo le foto di rito al panorama (e non è nulla aspettate di essere in cima!) proseguite lungo la strada per la Rocchetta.


A un certo punto incontrerete questo ristorante. Prendete il sentiero sulla sinistra.


Da qui in poi seguite il sentiero cercando di salire passando dal bosco.


E’ molto facile perdersi…


Se avete percorso la strada giusta troverete questo cartello (ce ne sono un po’ ovunque con indicato percorso mtb) seguite quello con scritto “Trail Branzi”. Non ho provato il Trail Guercio, magari prossima volta…

Alla fine vi troverete ad un punto con una piccola cava alle spalle e di fronte quello che vedete qui.


Da qui in poi tutta discesa fino a Lerici per un caffè…:-)
Alla prossima!!

Dove si trova la Rocchetta?

La Rocchetta è una delle mete classiche per chi frequenta i sentieri nell'entroterra spezzino. Un angolo che regala scorci fantastici, soprattutto se ami camminare immerso nel verde o pedalare su sterrati che mettono alla prova gambe e tecnica. Non è una destinazione urlata sui social, anzi — e forse è proprio questo il suo bello. La si scopre spesso per caso, seguendo il consiglio di qualcuno del posto, e poi ci si torna.

Il paesaggio che si attraversa verso la Rocchetta è quello tipico della zona di La Spezia: boschi di querce e castagni, piccoli borghi silenziosi, muri a secco che raccontano secoli di lavoro contadino, e ogni tanto uno squarcio di vista sul golfo che vale da solo tutta la fatica.

Il percorso: a piedi o in sella?

La bella notizia è che la zona si presta sia per le escursioni a piedi che per le uscite in MTB o e-bike. I sentieri che portano alla Rocchetta attraversano terreni vari: tratti facili su sterrato compatto, qualche salita più decisa e passaggi tra la vegetazione che rendono il giro mai banale. Per chi pedala, l'e-bike può essere una compagna preziosa soprattutto se vuoi goderti il panorama senza arrivare a destinazione con le gambe a pezzi.

I camminatori apprezzeranno i ritmi lenti, la possibilità di fermarsi ad ascoltare il silenzio (quello vero, non quello dei tappi per le orecchie), e di notare i dettagli che in sella si perdono: le lucertole sul muretto, il profumo di resina, i fiori selvatici sui bordi del sentiero.

Consigli pratici per non farsi trovare impreparati

Prima di partire, qualche cosa vale la pena tenerla a mente:

  • Scarpe adatte: che tu vada a piedi o in sella, calzature con una buona suola sono fondamentali, soprattutto se il terreno è umido.
  • Acqua a sufficienza: lungo il percorso le fontane non sono garantite, quindi parti con la borraccia piena.
  • Uno strato in più: in quota la temperatura può scendere, anche nelle mezze stagioni. Una giacca leggera in zaino non pesa e può salvarti la giornata.
  • Periodo migliore: primavera e autunno sono in assoluto i momenti migliori. La natura è spettacolare, il clima è mite e non si soffre il caldo dei mesi estivi. D'estate si può fare, ma meglio partire presto la mattina.
  • Livello di difficoltà: si tratta di un'uscita accessibile alla maggior parte delle persone con un minimo di allenamento. Non ci sono difficoltà tecniche estreme, ma come sempre in montagna meglio non sottovalutare il percorso.

Un'uscita che consiglio

Insomma, il giro alla Rocchetta è uno di quei posti che una volta scoperti entrano nella lista delle uscite di default. Quando non sai dove andare, quando hai voglia di qualcosa di bello senza troppa organizzazione, quando vuoi staccare davvero — ecco, la Rocchetta risponde presente.

Se l'hai già visitata, raccontami la tua esperienza nei commenti: c'è qualche variante del percorso che consigli? Un punto panoramico che non ho citato? E se invece è ancora nella tua lista dei posti da esplorare, speriamo che questo articolo ti abbia convinto a mettere lo zaino in spalla prima possibile. Condividi il post con qualcuno con cui vorresti farci un giro — un bel modo per organizzare l'uscita del weekend!

Giro in bici in Val di Magra

C'è qualcosa di speciale nel pedalare lungo una valle dove il fiume scorre lento, i borghi si susseguono uno dopo l'altro e l'aria sa ancora di campagna vera. Il giro in bici in Val di Magra è uno di quei percorsi che ti rimane addosso, non per la difficoltà, ma per la bellezza tranquilla che ti accompagna lungo tutto il tragitto. Se ancora non l'hai provato, mettilo in cima alla lista.

La Val di Magra: una valle tutta da pedalare

La Val di Magra si estende nell'entroterra spezzino, seguendo il corso del fiume Magra verso l'interno. È una zona spesso sottovalutata rispetto alla più celebre Cinque Terre o al Golfo dei Poeti, ma chi la conosce sa che nasconde un fascino tutto suo. I paesaggi cambiano gradualmente mentre si pedala: dai fondovalle pianeggianti, dove il percorso scorre facile e rilassato, fino ai borghi arroccati sulle colline che invitano a fare una sosta e alzare gli occhi.

Lungo la valle si attraversano piccoli centri abitati ricchi di storia, vecchi ponti in pietra, campagne coltivate a vite e olivo. In certi tratti sembra di essere tornati indietro nel tempo, lontani dal traffico e dalla frenesia quotidiana.

Lunghezza:  42 km circa
Tempo: 2/3 ore circa in MTB
Difficoltà: media
Dislivello: circa 400 mt in salita e 400 mt in discesa
Provviste: borraccia
Accessori: nessuno
Ciao a tutti ecco qui la traccia:
giro in bici magra.png
E questa volta udite udite, abbiamo anche il video:


Il giro è molto piacevole anche se, purtoppo, lo sterrato si riesce a fare solo nel pezzo da Arcola a Sarzana. Io sono arrivato a Bocca di Magra ma volendo si può rientrare prima.
Nella prossima esplorazione spero di poter mettere qualche bel video del parco di Montemarcello.

p.s. se volete vedere più o meno lo stesso giro fatto qualche tempo fa lo trovate qui

Ciao a tutti!

Com'è il percorso: pianura e qualche salitella

La grande fortuna della Val di Magra è che buona parte del percorso si sviluppa su strade secondarie a basso traffico o su piste ciclabili che seguono l'argine del fiume. Questo lo rende adatto a tutti, anche a chi non è un ciclista esperto o a chi vuole portarsi dietro i bambini. Certo, se si decide di allungare il giro verso i borghi collinari ci si trova di fronte a qualche salita un po' più impegnativa, ma nulla di impossibile — e con un'e-bike diventa tutto ancora più accessibile.

La superficie del percorso è per lo più asfaltata o sterrata compatta, quindi ci si può venire tranquillamente con una bici da trekking o una gravel, senza bisogno di una MTB full specifica.

Quando andare e cosa portare

Il periodo migliore per questo giro in bici è la primavera e l'autunno. In primavera la campagna è verde e fiorita, le temperature sono piacevoli e si pedala senza sudare troppo. In autunno i colori dei vigneti e dei boschi collinari diventano spettacolari, con tutte quelle sfumature di rosso, arancio e giallo che rendono ogni foto degna di una cartolina.

L'estate è percorribile, ma meglio partire presto la mattina per evitare il caldo nelle ore centrali della giornata.

Per quanto riguarda l'equipaggiamento, ecco qualche consiglio pratico:

  • Acqua a sufficienza — lungo il percorso le fontane non mancano, ma è sempre meglio partire già riforniti
  • Uno spuntino — nei borghi si trovano bar e botteghe, ma in certi tratti si può stare lontani dai centri abitati per un bel po'
  • Una giacca leggera — soprattutto in primavera e autunno, quando le mattine possono essere fresche
  • Il kit di riparazione — una camera d'aria di scorta e le leve per i copertoni sono sempre utili
  • La fotocamera o il telefono carico — fidatevi, ne avrete bisogno

Un giro adatto a tutti (davvero)

Quello che mi piace di questo percorso è che non devi essere un ciclista allenato per goderlo. Puoi andare piano, fermarti quando vuoi, esplorare un vicolo del borgo che ti incuriosisce o sederti su una panchina ad ascoltare il rumore del fiume. Non è una gara. È uno di quei giri che ti ricordano perché si sale in bici: per il piacere di muoversi lentamente attraverso un paesaggio bello.

È perfetto anche per chi vuole avvicinarsi al cicloturismo senza affrontare subito percorsi troppo tecnici o impegnativi. La Val di Magra accoglie tutti, dal ciclista della domenica all'appassionato che cerca una bella giornata all'aria aperta senza stress.

Pronti a partire?

Se hai già fatto questo giro in bici in Val di Magra, raccontami com'è andata nei commenti! Hai preso qualche strada alternativa? Scoperto un borgo che non conoscevi? Ogni percorso ha la sua storia e mi fa sempre piacere sentire le esperienze di chi passa da queste parti. E se non l'hai ancora provato... beh, cosa aspetti? Carica le borse, gonfia le gomme e vai.

Sentiero dei tedeschi con varianti

Scheda tecnica del percorso

  • Lunghezza: 44 km circa partendo da La Spezia
  • Tempo: 3:20 circa in MTB
  • Difficoltà: medio/alta
  • Dislivello: circa 800 mt in salita e 800 mt in discesa
  • Provviste: borraccia e qualche barretta
  • Accessori: casco in testa e ginocchiere/gomitiere per le discese e per evitare qualche rovo

Intro: un classico con qualcosa in più

Ciao a tutti! Questa volta torniamo su una nostra vecchia conoscenza, il Sentiero dei Tedeschi, ma con un bel po' di varianti in più rispetto all'ultima volta. Se vi ricordate, la volta precedente eravamo arrivati in macchina con il portabici, quindi il percorso era decisamente più corto. Stavolta invece siamo partiti direttamente da La Spezia, e vi assicuro che quei chilometri in più si sentono — nel bene e nel male! Il risultato è un giro tondo, vario e soddisfacente, con tratti tecnici, qualche sorpresa lungo il fiume e panorami che ripagano ogni fatica. Insomma, uno di quei giri che ti lasciano le gambe distrutte e il sorriso in faccia.

Qui potete farvi un'idea del tracciato completo con tutte le varianti inserite rispetto al percorso base.

Da La Spezia verso Beverino: il riscaldamento

Partendo da La Spezia si affronta subito la Foce, il classico quartiere di transizione per chi vuole uscire dalla città in direzione val di Vara. Non è il tratto più emozionante del giro, ma serve per scaldarsi le gambe e prepararsi mentalmente a quello che viene dopo. La strada scorre abbastanza fluida e permette di trovare il ritmo prima di addentrarsi nei sentieri.

Arrivati a Beverino, in prossimità di un parco e un campo da pallone, si svolta a destra e si inizia a seguire la segnaletica con indicato "percorso saliscendi". I cartelli sono abbastanza chiari, ma tenete gli occhi aperti perché in certi punti la vegetazione tende a nascondere i segnali. Il nome "saliscendi" è tutto un programma: preparatevi a pedalate alternate a brevi recuperi, con il fiatone garantito sulle rampe più ripide.

Il primo ponte da attraversare è un pochino acciaccato ma si passa tranquillamente — basta non andarci sopra a tutta birra. Uno di quei momenti in cui ti fermi un secondo, valuti la situazione e poi ci passi con rispetto.

Le varianti: dove il percorso si fa interessante

Seguendo il percorso saliscendi non si entra subito nel Sentiero dei Tedeschi vero e proprio, ma si fanno prima un bel po' di varianti che rendono il giro decisamente più ricco. I sentieri si snodano tra boschi misti, radure e tratti più tecnici dove la MTB deve dare il meglio di sé. La vegetazione in certi punti è fitta e qualche ramo basso è pronto ad accogliervi — ecco perché le gomitiere non sono affatto un accessorio opzionale!

Una delle varianti più curiose porta direttamente al fiume e a un campo volo per piccoli modelli radiocomandati. Un posto tranquillo, un po' nascosto, che difficilmente trovereste senza seguire questo tracciato. Se avete un drone ora sapete dove portarlo — il posto è perfetto per qualche ripresa aerea tra acqua e verde!

Al fiume: il momento più pittoresco (e un piccolo dilemma)

Arrivati al fiume il paesaggio si apre e vale davvero la pena di fermarsi qualche minuto. L'acqua è limpida e, se avete fortuna e un occhio allenato, potrete scorgere le trote che nuotano pigre sotto la superficie — un dettaglio che ti fa capire quanto questo angolo di Liguria sia ancora selvaggio e poco frequentato.

Lungo il percorso c'è un unico piccolo quadro che non si può non notare:

La domanda sorge spontanea: se ho una MTB elettrica prendo la scossa?? Misteri della segnaletica rurale ligure. Nel dubbio, fate come noi: una foto e si va avanti ridendo.

Notare le belle trote nel fiume — ne valeva la pena fermarsi, no?

Il Sentiero dei Tedeschi: il pezzo forte

A questo punto, se vi siete stancati delle varianti (o se le gambe iniziano a lamentarsi), potete immettervi nel nostro caro vecchio Sentiero dei Tedeschi. Questo tratto è il cuore storico del percorso: un sentiero che attraversa boschi silenziosi con qualche punto esposto che richiede attenzione, soprattutto nelle discese. La superficie può essere sconnessa e qualche radice affiora qua e là, quindi occhio alla traiettoria e testa bassa sui rovi.

Il consiglio è di non esagerare con la velocità nei tratti più stretti: meglio godersi il paesaggio che arrivare a casa con la maglia a brandelli. Le gomitiere in questo frangente tornano più utili che mai.

Stando attenti ai rovi e ai pochi punti esposti, in un attimo vi troverete a Piana Battola per il rientro. Da lì la strada del ritorno verso La Spezia è più scorrevole e permette di recuperare le energie prima di arrivare a casa.

Consigli pratici per chi vuole provare

Prima di buttarvi sul percorso, qualche dritta utile:

  • Periodo migliore: primavera e autunno sono ideali. In estate il caldo nei boschi è sopportabile, ma la salita iniziale sotto il sole picchia duro. In inverno i sentieri possono essere fangosi e scivolosi.
  • MTB o e-bike? Con una MTB a pedalata assistita il percorso diventa accessibile anche a chi ha meno allenamento, ma con una MTB tradizionale il soddisfazione è doppia. Scegli in base al tuo livello.
  • Acqua: portate almeno una borraccia abbondante. Lungo il percorso non ci sono punti di rifornimento certi, e con 44 km e 800 metri di dislivello l'idratazione è fondamentale.
  • Cibo: qualche barretta energetica o gel è sufficiente, ma se partite la mattina presto non disdegnate un panino nello zaino per la pausa fiume.
  • GPS: il tracciato con le varianti non è banale da seguire a naso. Scaricate la traccia GPX sul vostro ciclocomputer o sullo smartphone prima di partire.
  • Protezioni: casco sempre, ginocchiere e gomitiere fortemente consigliate. Non è un percorso per bici da corsa o abbigliamento leggero.

Conclusione: vale la pena farlo?

Assolutamente sì. Rispetto alla versione "classica" del Sentiero dei Tedeschi, questa variante partendo da La Spezia aggiunge chilometri, varietà e qualche sorpresa che rende il giro molto più completo. Non è una passeggiata — la difficoltà medio/alta è meritata — ma chiunque abbia un minimo di allenamento e una MTB decente può portarlo a casa con soddisfazione.

Se l'avete già fatto o avete altre varianti da suggerire, scrivetelo nei commenti qui sotto! E se questo articolo vi è stato utile, condividetelo con i vostri compagni di pedalata. Buon giro a tutti! 🚵

domenica 19 giugno 2016

Giro MTB Rocchetta di Lerici da La Spezia – 27 km

Ciao ragazzi,

oggi vi racconto il mio giro in MTB alla Rocchetta di Lerici, un percorso davvero spettacolare che parte direttamente da La Spezia e attraversa alcuni dei paesaggi più belli del golfo. Se siete appassionati di mountain bike o cercate un'escursione impegnativa con panorami indimenticabili, questo è il giro che fa per voi!

Informazioni tecniche del percorso MTB alla Rocchetta di Lerici

  • Lunghezza: 27 km circa, partendo da La Spezia
  • Tempo: circa 2:40 in MTB (forse qualcosa di meno – ho dimenticato di mettere lo sport tracker in pausa…)
  • Difficoltà: medio/alta
  • Dislivello: circa 800 m in salita e 800 m in discesa
  • A piedi: se preferite affrontare il percorso a piedi, consiglio di partire direttamente da Bellavista

È un itinerario che richiede una buona preparazione fisica e una bici in ottima forma, ma la soddisfazione che si prova arrivando in cima alla Rocchetta di Lerici ripaga ampiamente ogni sforzo. Il dislivello complessivo di 800 metri lo colloca nella categoria dei percorsi impegnativi, adatti a ciclisti con una discreta esperienza su terreni misti.

Cosa portare: attrezzatura e provviste

Prima di partire, assicuratevi di avere con voi tutto il necessario per affrontare il percorso in sicurezza e comodità:

  • Provviste: una borraccia ben piena e qualche barretta energetica per ricaricare le forze durante il cammino
  • Accessori di sicurezza: il casco è ovviamente indispensabile; se le avete, portate anche le ginocchiere per le discese – ci sono tratti tecnici che le renderanno preziose
  • Abbigliamento: scarpe da MTB con buona aderenza e abbigliamento tecnico a strati, soprattutto nelle stagioni di mezzo
  • Kit riparazione: camera d'aria di ricambio, leve smonta-copertoni, pompa portatile e un kit di attrezzi base per intervenire in caso di guasto sul percorso

Considerata la distanza e il dislivello, è consigliabile anche portare uno zaino idrico o portaborracce doppio: l'idratazione è fondamentale soprattutto nei mesi estivi, quando le temperature sul versante ligure possono essere elevate.

Come arrivare e traccia del percorso

Partendo da La Spezia, imboccate Viale San Bartolomeo in direzione Lerici. Da Lerici proseguite verso Bellavista, poi continuate per Montemarcello e da lì svoltate verso la Rocchetta.

Lungo la strada per Montemarcello non resistete alla tentazione di fermarvi per qualche foto: il panorama sul golfo è già straordinario, ma aspettate di arrivare in cima per restare davvero senza fiato! Le viste sulla costa ligure, sul Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra e sul Mar Ligure sono semplicemente mozzafiato.

Una volta giunti alla Rocchetta, proseguite lungo la strada principale seguendo la traccia GPS. Il percorso alterna tratti su sterrato, single track tecnici e brevi sezioni asfaltate, regalando varietà e divertimento a ogni chilometro. I single track in particolare richiedono attenzione: alcuni passaggi tra gli alberi sono stretti e richiedono buon controllo del mezzo, soprattutto in discesa.

Il panorama: il vero tesoro di questo giro in mountain bike

Uno degli aspetti più belli di questo itinerario MTB è senza dubbio il paesaggio. Man mano che si sale verso la Rocchetta di Lerici, il panorama si apre progressivamente sul Golfo dei Poeti, con le sue acque cristalline, i borghi colorati e le colline coperte di macchia mediterranea. In giornate limpide è possibile scorgere persino le Alpi Apuane sullo sfondo.

Fermatevi qualche minuto in cima, respirate l'aria fresca e godetevi il silenzio: sono momenti come questi che rendono ogni fatica degna di essere vissuta. La zona fa parte di uno dei tratti costieri più suggestivi della Liguria, ricco di biodiversità e tutelato da vincoli ambientali che ne preservano il carattere naturale.

Per chi ama la fotografia naturalistica o paesaggistica, questo percorso offre numerosi punti di sosta panoramici sia durante la salita che in discesa. Tenetevi almeno 15-20 minuti di margine solo per gli scatti!

Il territorio: Lerici, Montemarcello e il Golfo dei Poeti

Il tracciato attraversa un'area di grande valore naturalistico e storico. Lerici, con il suo castello medievale affacciato sul mare, è uno dei borghi più fotografati della Liguria. Montemarcello è invece un piccolo gioiello medievale arroccato tra i boschi, spesso definito uno dei borghi più belli d'Italia. Pedalare in questo contesto significa immergersi non solo nella natura, ma anche nella storia e nella cultura locale.

Il Parco Naturale di Montemarcello-Magra, che lambisce parte del percorso, è un'area protetta che ospita flora e fauna tipiche dell'entroterra ligure-toscano. Rispettate i sentieri segnalati e non abbandonare rifiuti lungo il tragitto: mantenere pulito questo territorio è responsabilità di tutti.

Consigli finali per il giro MTB alla Rocchetta di Lerici

Ecco qualche consiglio pratico per chi vuole affrontare questo percorso al meglio:

  • Partite di mattina presto, specialmente in estate, per evitare il caldo nelle ore centrali della giornata
  • Controllate le previsioni meteo: i tratti sterrati diventano scivolosi con l'umidità
  • Ricordate di portare con voi un kit di riparazione per la bici: forature e piccoli guasti sono sempre dietro l'angolo
  • Non dimenticate la macchina fotografica – o almeno uno smartphone con batteria carica!
  • Se utilizzate una e-MTB, verificate in anticipo il livello di carica: con 800 m di dislivello il consumo della batteria può essere significativo

Insomma, il giro in MTB alla Rocchetta di Lerici è uno di quei percorsi che una volta fatto vorreste ripetere. Tra natura, panorami e adrenalina, è un'esperienza completa per qualsiasi appassionato di mountain bike in cerca di nuove avventure in Liguria. Buona pedalata a tutti!

sabato 28 maggio 2016

Ceparana – Arcola via fiume (l’avventura dietro casa)

Ciao a tutti!

Oggi facciamo un giro un po’ diverso dal solito.

Questo giro (un po’ alla Indiana Jones) è fattibile solo dopo un lungo periodo di siccità, come in questo periodo, altrimenti non è praticabile causa “acqua alta”

Infatti cari amici preparatevi a guadare 🙂

Lunghezza:  20 km circa partendo da La Spezia

Tempo: 2:00 circa in MTB

Difficoltà: alta

Dislivello: circa 400 mt in salita e 400 mt in discesa

Provviste: borraccia

Accessori: casco in testa e scarpe adatte per guadare

giro ceparana arcola via fiume.PNG

Si parte da Ceparana, dopo il ponte alla prima rotonda si gira a destra e si entra nella zona industriale. Da all’incirca il km 8 inizia il divertimento!

DSC_1467Come si può vedere i guadi sono poco profondi. Al massimo l’acqua arriva all’inguine! In ogni caso la bicicletta in alcuni punti va portata in spalla, quindi forza e coraggio!!

Chi ha detto che ad andare in bici si rinforzano solo le gambe?DSC_1468

I guadi sono circa 5/6 prima del mitico ponte di Arcola (la nostra meta).

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Come si può vedere il percorso è tutto nel letto del fiume. Preparatevi a tante tante pietre e punti cedevoli con sabbia (forse con una fat bike si andrebbe meglio…)DSC_1470

Il paesaggio ripaga ampliamente 🙂DSC_1471

Questo è il guado più lungo, massimo una ventina di metriDSC_1472

Io mi sono mantenuto sempre nel centro del fiume, nei bordi è molto facile finire in mezzo alle sterpaglie e dover tornare sui propri passi.

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Under the bridge…

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Bella bestia il raccordo di S.Stefano visto dal basso vero?

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Prima del ponte di Arcola c’è un ultimo passaggio da prendere A SINISTRA.

Ecco il ponte, state sulla sinistra!DSC_1476DSC_1477

Un ultimo sforzo e siamo arrivati!DSC_1478

Tenete duro! Non fatevi spaventare dai pietroni!!DSC_1479DSC_1480

Se vi sentite in superformissima potete proseguire il giro seguendo il nostro vecchio tracciato

 

Alla prossima!!