Eccoci qui alla partenza della Francigena Tuscany Marathon. Giorno 24 settembre 2017: una di quelle date che non si dimenticano facilmente, soprattutto quando la sveglia suona alle 4:30 del mattino e il raffreddore del giorno prima è ancora bello presente. Insomma, non ero proprio in forma smagliante. Eppure eccomi qui — mi chiedo ancora chi me l'ha fatto fare 😂
La partenza da Pietrasanta: si comincia all'alba
Alle 5:45 siamo tutti pronti: siamo in cinque, carichi di entusiasmo (e di fazzoletti, almeno nel mio caso) e si parte da La Spezia in direzione Toscana. La destinazione è Pietrasanta, uno di quei paesini che, se non avete ancora visitato, dovreste mettere immediatamente in lista. Bellissimo, davvero.
Parcheggiamo comodamente al parcheggio della stazione: è enorme e, cosa non da poco, gratuito. Si tirano fuori zaini e bastoncini e ci si avvia verso il punto di ritrovo. L'aria è ancora fresca, il cielo si tinge dei primi colori dell'alba e già si respira quella sensazione particolare che solo le grandi camminate sanno dare.
Alle ore sette del mattino, dopo un breve saluto da parte degli organizzatori, la Francigena Tuscany Marathon prende ufficialmente il via.
I primi chilometri: atmosfera da pellegrini moderni
La temperatura è perfetta per camminare: né troppo calda né troppo fredda, quel tipo di fresco settembrina che accompagna i passi senza appesantire. Si cammina tranquilli, godendosi il paesaggio e la compagnia, fino al primo piccolo intoppo: un imbuto si forma nel punto in cui la strada diventa sentiero. Un po' di attesa, qualche sorriso tra i partecipanti, e si riparte.
Quello che colpisce subito — e che fa quasi sorridere — è vedere alcuni partecipanti che scalpitano per superare gli altri, come se stessero gareggiando per il podio. Viene spontaneo chiedersi: ma i pellegrini medievali correvano? La Via Francigena nasce come percorso di fede e meditazione, non certo come pista da sprint. Eppure, l'entusiasmo agonistico di certi camminatori è comunque contagioso, a suo modo.
La Via Francigena in Toscana: un percorso tra storia e natura
La Via Francigena in Toscana è uno dei tratti più affascinanti dell'intero cammino che un tempo collegava Canterbury a Roma. I paesaggi che si attraversano sono un susseguirsi di colline, boschi, vigneti e borghi medievali che sembrano fermi nel tempo. Camminare su questi sentieri significa fare un tuffo nella storia, respirando la stessa aria che respiravano i pellegrini di secoli fa.
La Francigena Tuscany Marathon sfrutta proprio questa magia, proponendo un percorso che mette alla prova le gambe ma regala scenari indimenticabili. Non è una gara per chi cerca solo il cronometro: è un'esperienza che vale la pena vivere con calma, alzando lo sguardo e apprezzando ogni curva del sentiero.
Consigli pratici per partecipare
Se state pensando di iscrivervi alla prossima edizione della Francigena Tuscany Marathon, ecco qualche consiglio nato dall'esperienza diretta:
- Parcheggio: il parcheggio della stazione di Pietrasanta è un'ottima base di partenza — gratuito e capiente.
- Bastoncini: fondamentali, soprattutto nei tratti di sentiero dove il fondo è irregolare.
- Abbigliamento: a settembre le mattine possono essere fresche, ma il sole si fa sentire. Meglio vestirsi a strati.
- Condizione fisica: anche con un po' di raffreddore (come nel mio caso) ce la si può fare — ma è ovviamente meglio arrivare riposati e in salute!
- Spirito giusto: godetevi il percorso. Non è una corsa contro gli altri, ma un viaggio con se stessi, sulle orme dei pellegrini di un tempo.
Vale la pena partecipare?
Assolutamente sì. Nonostante la sveglia antelucana, il raffreddore e gli inevitabili momenti di fatica, la Francigena Tuscany Marathon è stata un'esperienza che rifarei senza esitazione. C'è qualcosa di speciale nel camminare in gruppo su un percorso così carico di storia, immersi nei colori dell'autunno toscano.
Se avete la possibilità, segnatevi la data della prossima edizione e iscrivetevi per tempo. E se passate da Pietrasanta — anche solo per il parcheggio — prendetevi almeno mezzora per esplorare il centro storico. Ne vale davvero la pena.