lunedì 1 ottobre 2018

Francigena Tuscany Marathon 2a edizione: il racconto

Ciao a tutti, eccoci qui con il racconto della Francigena Tuscany Marathon, giunta alla sua seconda edizione. Un percorso bellissimo e impegnativo che mi ha messo alla prova ancora una volta, questa volta con qualche novità in più rispetto all’anno scorso.

Le caratteristiche del percorso della Francigena Tuscany Marathon

Prima di raccontarvi com’è andata, ecco i dati tecnici dell’evento:

  • Distanza: 42 km circa
  • Dislivello: 1000 metri circa
  • Difficoltà: impegnativa

Per chi vuole approfondire, qui trovate il sito ufficiale della Francigena Tuscany Marathon e il tracciato GPS che ho seguito su Wikiloc.

L’equipaggiamento: cosa mettere nello zaino

Per un’uscita lunga e impegnativa come questa, la preparazione dell’equipaggiamento è fondamentale. Ecco cosa ho portato con me:

  • Provviste: acqua e viveri — questa volta sono partito con tre barrette energetiche e due panini, oltre a due borracce piene d’acqua
  • Abbigliamento tecnico: giacca impermeabile, ghette e guanti
  • Accessori: bastoncini da nordic walking e cuffie per la musica (a chi piace… a me sì!)

Rispetto all’anno scorso ho cercato di essere più preparato sia sul fronte alimentare che su quello dell’abbigliamento, considerando che le temperature autunnali in Toscana possono essere imprevedibili.

La partenza: sveglia all’alba e piccola avventura

La sveglia questa volta è puntata alle 5:30, con l’obiettivo di arrivare alla partenza per le 7:00. Ho rischiato di fare tardi perché ero convinto di dover uscire a Carrara, mentre invece la partenza era in Versilia! Risultato: ero allo start alle 6:55, con soli cinque minuti di margine. 🙂

Una volta arrivato ho subito cercato i miei amici, ma erano già imbottigliati nel gruppo di partenza. I primi 6 km me li sono fatti quindi da solo — per fortuna avevo le cuffie con me, così ho evitato di ascoltare i discorsi di tutti quelli che mi camminavano intorno!

Il menisco dolorante: la sfida nella sfida

Anche quest’anno ho dovuto fare i conti con un problema fisico: il menisco dolorante. Mi chiedo se questa camminata mi porti sfortuna! Sono partito con l’idea concreta che avrei potuto fermarmi al km 10 o al km 20, senza sapere come avrebbe reagito il ginocchio una volta in marcia. Nonostante questo, ho deciso di tentare e vedere fin dove riuscivo ad arrivare.

Per fortuna, a differenza dell’anno scorso in cui aveva piovuto, quest’anno la giornata era splendida: sole, cielo limpido e temperatura ideale per camminare. Una giornata perfetta che ha reso tutto più piacevole e ha sicuramente aiutato il morale.

Il cammino: ristori, timbri e paesaggi mozzafiato

La partenza è filata liscia e si è proceduto spediti verso il primo ristoro, dove ho ottenuto il primo timbro sul libretto. La Francigena Tuscany Marathon prevede infatti diversi punti di controllo lungo il percorso, che scandiscono il cammino e danno la possibilità di rifornirsi di acqua e cibo.

Lungo la strada ho notato gli autobus predisposti per chi avesse voluto ritirarsi, ma con una giornata così bella era difficile immaginare che qualcuno avrebbe rinunciato. Il paesaggio toscano in autunno è semplicemente spettacolare: colline, boschi, borghi medievali e i segni storici della Via Francigena originale rendono questo percorso qualcosa di più di una semplice gara podistica.

Considerazioni finali sulla seconda edizione

La Francigena Tuscany Marathon si conferma un evento ben organizzato, adatto a camminatori allenati che vogliono mettersi alla prova su un percorso lungo e con un dislivello significativo. I 42 km con 1000 metri di dislivello non sono da prendere sottogamba, soprattutto se si parte con qualche acciacco fisico.

Se state pensando di partecipare alla prossima edizione, il mio consiglio è di allenarsi bene in anticipo, curare l’equipaggiamento e — soprattutto — non sbagliare casello autostradale!