giovedì 11 agosto 2022

Cinghiali a La Spezia: una riflessione amara

Viviamo in un mondo strano. La vicenda dei cinghiali a La Spezia ne è la dimostrazione più recente e, per certi versi, più grottesca.

Cinghiali a La Spezia: cosa è successo davvero

Un mondo dove ci sta a cuore la sorte di una decina di cinghiali che hanno fatto il gravissimo errore di rifugiarsi in cerca di acqua e cibo in un parco cittadino. Un parco che tutte le sere viene chiuso per evitare l’ingresso di ubriaconi e tossici, ma che diventa una trappola per i nostri amici ungulati non appena qualcuno chiama il 112.

I cinghiali a La Spezia si sono trovati al centro di un intricato balletto burocratico che coinvolge Regione Liguria, il sindaco della città, la Provincia, l’ASL, le Guardie Zoofile e persino il Prefetto. Nel mezzo, un primo cittadino che — amante degli animali o comunque attento al voto degli animalisti spezzini — non può certo trasformarsi in uno sterminatore di cuccioletti. Il risultato? Un rimpallo continuo di responsabilità: chi decide? Decido io? Decidi tu?

Una situazione che, se non fosse drammatica, farebbe quasi ridere.

Una società dalle priorità capovolte

La vicenda dei cinghiali intrappolati nel parco spezzino è però solo la superficie di qualcosa di molto più profondo. Viene naturale chiedersi: come mai ci mobilitiamo con sit-in e appelli social per una manciata di ungulati, mentre abbiamo accettato in silenzio situazioni ben più gravi che riguardano gli esseri umani?

Pensiamo agli anziani rinchiusi nelle RSA durante il Covid: avevano forse più scelta dei cinghiali nel parco? Erano intrappolati anche loro, in strutture chiuse, lontani dai familiari, spesso senza che nessuno alzasse la voce in loro difesa. Per loro nessun sit-in, nessuna petizione virale, nessun appello condiviso migliaia di volte sui social. La loro vita l’avevano già fatta, evidentemente, e questo sembrava sufficiente per giustificare l’indifferenza collettiva.

E gli immigrati che muoiono in mare? Quelli, ci viene detto, se la sono cercata. Eppure cercavano esattamente quello che cercano i cinghiali nel parco di La Spezia: acqua, cibo, un posto sicuro. Ma per loro la solidarietà pubblica sembra seguire regole diverse.

Il segnale che la natura ci sta mandando

Forse il mondo ci sta davvero inviando segnali chiari, a partire dalla pandemia di Covid fino ai flussi migratori, passando per la crisi climatica. Con i 30 gradi all’ombra che caratterizzano le nostre estati sempre più torride, stiamo costruendo un’emergenza idrica silenziosa che spinge gli animali — selvatici e non — a cercare risorse sempre più vicino agli insediamenti umani.

Non esistono barriere e confini che tengano davanti alla sete e alla fame, né per gli uomini né per i cinghiali. E se ci sono, servono quasi sempre solo a complicare le cose, come dimostra la burocrazia paralizzante che ha circondato questa vicenda a La Spezia.

L’aggiornamento che la dice lunga: 33.991 cinghiali da abbattere

Come se la storia non fosse già sufficientemente assurda, arriva l’aggiornamento finale: i cinghiali da abbattere in Liguria sarebbero 33.991. Una cifra che il presidente Toti ha promosso ufficialmente, salvo poi voler salvare i nove esemplari rifugiati alla Maggiolina, nel parco spezzino al centro di questa vicenda. Una cialtronata, per usare le parole più gentili.

Il risultato pratico? Ci vorrà almeno un mese per sistemare tutto. Un mese durante il quale genitori e anziani non potranno frequentare serenamente il parco. Anche per loro, evidentemente, nessun sit-in è previsto.

Come si fa a essere sani in un mondo malato?

Questa è la domanda che rimane sospesa nell’aria, dopo aver ripercorso tutta la vicenda dei cinghiali a La Spezia. Una domanda che va ben oltre gli ungulati e i parchi cittadini, e tocca le fondamenta di come abbiamo scelto — o non scelto — di organizzare la nostra società.

Viviamo in un mondo strano. Aprite quei cancelli, anzi rimuovete la recinzione e facciamola finita con questa buffonata.

Grazie.

martedì 7 giugno 2022

Colle del Telegrafo – Portovenere: escursione panoramica

Ciao a tutti,

eccoci con un bel giro panoramico dal Colle del Telegrafo verso Portovenere, uno dei percorsi più spettacolari della Liguria. Si tratta di una escursione di media difficoltà sola andata (circa 10 km) a causa del fondo abbastanza dissestato, e di alta difficoltà se optate per fare il tragitto andata e ritorno. Preparatevi a vedute mozzafiato sul Golfo dei Poeti e sulle Cinque Terre!

Cosa portare e come prepararsi

Prima di partire per questo percorso è fondamentale equipaggiarsi correttamente. Portate almeno 1 litro e mezzo d’acqua a testa e qualche barretta energetica per ricaricarvi lungo la via. La buona notizia è che il tracciato non vi lascerà mai completamente a secco: lungo il percorso troverete diversi punti di ristoro dove fermarvi a riprendere fiato e rifocillarvi:

  • Il Bar del Telegrafo, ottimo punto di partenza per un caffè prima di iniziare
  • Il Bar degli Alpini, nei pressi della Palestra nel Verde, con una simpatica area verde dove mangiare qualcosa e bere una birra
  • Campiglia, prima tappa imperdibile con vista sul mare
  • Un bar/roulotte itinerante lungo il cammino
  • Il Rifugio Muzzerone, ideale per una sosta più lunga

Ecco la traccia GPS su Wikiloc per seguire il percorso comodamente dal vostro smartphone.

Il punto di partenza: Colle del Telegrafo o Palestra nel Verde?

Il percorso parte ufficialmente dal Colle del Telegrafo, ma se siete un po’ pigri (come noi, diciamocelo!) potete iniziare dalla Palestra nel Verde, parcheggiando qualche metro prima del Bar degli Alpini. Questa scelta permette di risparmiare qualche centinaio di metri iniziali senza perdere nulla del panorama più bello.

Dal cartello che trovate all’inizio del sentiero, il tempo indicato per raggiungere Portovenere è di 2 ore e 40 minuti: noi ci abbiamo messo 2 ore e 39, quindi possiamo confermare che la stima è piuttosto accurata! Naturalmente i tempi dipendono dal vostro ritmo, dalle soste ai punti di ristoro e dalla condizione fisica.

Il percorso: da Campiglia a Portovenere

Una volta partiti, la prima tappa degna di nota è Campiglia, un piccolo borgo arroccato sulla collina con una vista straordinaria sul mare e sulle isole del Golfo. Da qui il sentiero prosegue tra macchia mediterranea, tratti rocciosi e scorci sul mare che si aprono ad ogni curva del percorso.

Il fondo del sentiero dal Colle del Telegrafo verso Portovenere è abbastanza dissestato in alcuni tratti, quindi è consigliabile indossare scarpe da trekking con suola antiscivolo. Le scarpe da ginnastica potrebbero andare bene per i tratti più agevoli, ma rischiano di rendere la discesa più impegnativa, soprattutto se il terreno è umido.

Il dislivello totale del percorso è gestibile nella direzione Telegrafo–Portovenere, con una prevalenza di tratti in discesa che rendono la camminata piacevole pur richiedendo attenzione per le ginocchia. Il ritorno, invece, trasforma l’escursione in un’impresa decisamente più impegnativa, riservata a chi ha buone gambe e allenamento.

L’arrivo a Portovenere

L’arrivo a Portovenere è la degna ricompensa di tutta la fatica: il borgo colorato, la chiesa di San Pietro sul promontorio, i caruggi pieni di profumi e colori vi accoglieranno dopo quasi tre ore di cammino tra natura e panorami da cartolina. Consigliamo di concedersi un bel pranzetto in uno dei ristoranti del centro prima di prendere il battello o l’autobus per tornare al punto di partenza.

In definitiva, l’escursione dal Colle del Telegrafo a Portovenere è una delle più belle della zona, adatta a chi ha già un po’ di esperienza sui sentieri liguri e vuole godersi paesaggi indimenticabili. Buona camminata a tutti!

martedì 31 maggio 2022

Giro delle Mura di La Spezia: 10 km a piedi

Ciao a tutti! Oggi vi porto a fare il giro delle mura di La Spezia, uno dei percorsi a piedi più belli e accessibili della città. Si tratta di un anello di circa 10 km, adatto a tutti grazie alla sua difficoltà ridotta e al dislivello contenuto. Se cercate una passeggiata che coniughi natura, storia e panorami sul Golfo dei Poeti, siete nel posto giusto.

Qui trovate la traccia GPS su Wikiloc da scaricare prima di partire.

Dove parcheggiare e come raggiungere il punto di partenza

Il percorso del giro delle mura di La Spezia parte da Piazza Europa, esattamente dal parcheggio della Cattedrale di Cristo Re. La zona è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici.

Per quanto riguarda il parcheggio, potete trovare posti liberi nelle strade circostanti oppure utilizzare il parcheggio interrato di Piazza Europa, che è quasi sempre disponibile e ha tariffe molto abbordabili. Una soluzione comoda, soprattutto nei fine settimana quando la zona è più frequentata.

Prima di iniziare il cammino, vale la pena soffermarsi qualche minuto in piazza per orientarsi e dare un’occhiata alla traccia: il percorso è ben segnalato, ma avere la traccia GPS sul telefono è sempre una buona abitudine.

Il percorso: cosa aspettarsi lungo i 10 km delle mura

Il giro delle mura di La Spezia è un percorso ad anello che si sviluppa lungo le antiche mura difensive che circondano la città. Il tracciato alterna tratti su sentiero sterrato a brevi sezioni su strada asfaltata, rendendolo adatto anche a chi non è un escursionista esperto.

La difficoltà è classificabile come bassa: non ci sono salite impegnative e il fondo è generalmente ben percorribile durante tutto l’anno. È un percorso ideale per una mattinata all’aria aperta, una passeggiata in famiglia o per chi vuole iniziare ad avvicinarsi all’escursionismo in zona.

Lungo il cammino si incontrano diversi punti panoramici da cui godere di splendide viste sul Golfo della Spezia, sui colli circostanti e, nelle giornate più limpide, fino alle Cinque Terre. Sono scorci che vale la pena assaporare con calma, quindi non abbiate fretta e portatevi la macchina fotografica!

Punti di interesse e panorami lungo il percorso

Uno degli aspetti più apprezzati di questa camminata è la varietà dei paesaggi che si attraversano. Si parte dalla città, si sale dolcemente tra la vegetazione e si raggiungono le mura storiche, da cui si domina tutta La Spezia dall’alto.

Le mura di La Spezia sono un patrimonio storico affascinante: costruite in epoca medievale e poi modificate nei secoli successivi, raccontano la storia difensiva della città e del suo golfo strategicamente importante. Camminare lungo di esse significa ripercorrere secoli di storia ligure.

Durante il tragitto è possibile fare soste in alcuni belvedere naturali, perfetti per una pausa con uno spuntino e per godersi il paesaggio. Portate dell’acqua con voi (almeno mezzo litro a testa) e qualcosa da mangiare: non ci sono bar o punti di ristoro lungo il percorso principale.

Informazioni pratiche per il giro delle mura

Ecco un riepilogo delle informazioni utili per organizzare al meglio la vostra uscita:

  • Distanza: circa 10 km ad anello
  • Difficoltà: facile / turistico
  • Punto di partenza: Piazza Europa, La Spezia (parcheggio Cattedrale di Cristo Re)
  • Parcheggio: gratuito in zona o a pagamento nel parcheggio interrato di Piazza Europa
  • Attrezzatura consigliata: scarpe comode o da trekking leggere, acqua, spuntino
  • Stagione consigliata: tutto l’anno, preferibilmente primavera e autunno
  • Traccia GPS: disponibile su Wikiloc

Il giro delle mura di La Spezia è davvero uno di quei percorsi che consiglio a chiunque voglia scoprire la città da una prospettiva diversa, lontano dal traffico e immerso nel verde. Che aspettate? Mettete le scarpe da trekking e partite!