domenica 14 giugno 2015

Giro Isola-Montalbano-Valeriano e Vezzano

Lunghezza: 18 km circa
Tempo: 3 ore circa correndo o a passo svelto
Difficoltà: media
Dislivello: circa 800 mt in salita e 800 mt in discesa
Provviste: nessuna, solo acqua
Accessori: zaino idrico

Un giro nella zona est della Spezia, finalmente!

Ciao a tutti! Oggi esploriamo finalmente la zona est della città, che nelle uscite precedenti era stata un po' trascurata a favore di altri versanti. Devo dire che valeva la pena aspettare: questo giro ad anello che tocca Isola, Montalbano, Valeriano e Vezzano è un bel percorso vario, con tratti nel bosco, qualche salita impegnativa e scorci sul territorio spezzino davvero interessanti. Adatto sia a chi corre in trail che a chi preferisce camminare a passo sostenuto.

La partenza da Felettino e il sentiero 228

Si parte dalla località Felettino e si imbocca il sentiero 228 in direzione Isola-Montalbano. Il sentiero si inserisce subito nel verde, con una vegetazione tipica della macchia mediterranea ligure — lecci, rovi, qualche castagno — e si cammina bene anche nelle stagioni più calde grazie all'ombra del bosco.

Peccato però che in questa zona del sentiero ci siano un po' di piccole discariche abusive. È un vero peccato perché rovinano un ambiente altrimenti piacevole. Comune della Spezia, quando ti deciderai a fare qualcosa? Mettere delle videocamere in punti strategici sarebbe già un buon inizio...

Si prosegue prendendo la direzione indicata per Montalbano-Isola. La segnaletica in questa prima parte è abbastanza chiara, quindi non ci si perde facilmente.

Il ponte, la salita e il borgo di Isola

Arrivati a un ponte in legno/pietra lo si attraversa e qui inizia la salita vera e propria. Non è una rampa impossibile, ma si sente: il dislivello complessivo di circa 800 metri si fa rispettare, soprattutto se stai correndo. Meglio non partire troppo forte proprio in questo tratto iniziale.

Il bello è che man mano che si sale il sentiero diventa molto più pulito e curato. Si raggiunge una chiesa che si interseca con la strada di Isola: qui è facile capire dove ci si trova grazie a qualche indicazione in più.

Si gira a sinistra, si percorre un breve tratto di asfalto (pochi minuti, niente di drammatico) e poi si imbocca una scalinata che porta verso l'alto. Questo tipo di percorso, con il lastricato in pietra che sale tra le case, è tipico dei borghi liguri dell'entroterra e ha tutto il suo fascino.

Arrivati in cima al borgo di Isola la vista non è malaccio, come si suol dire. In realtà è proprio bella: si spazia sul golfo e sui rilievi circostanti, e ci si rende conto di quanto sia ricco di storia e paesaggio questo entroterra spezzino che spesso si trascura a favore delle Cinque Terre.

Lungo il percorso si incontrano alcune fontanelle caratteristiche — il tipo di piccoli elementi di arredo urbano rurale che andrebbero assolutamente preservati e valorizzati. Peccato che non tutte funzionino: questa, ad esempio, era completamente a secco. Motivo in più per partire con lo zaino idrico ben carico, perché fare affidamento sulle fontane di montagna in questa zona è un rischio che non vale la pena correre.

Montalbano e l'Alta Via del Golfo

Si continua a salire fino a raggiungere una chiesetta abbandonata in cima a Montalbano. È uno di quei posti che ti fanno fermare un attimo: l'edificio diroccato, il silenzio intorno, il panorama che si apre. Vale la sosta anche solo per qualche foto.

Qui si lascia il sentiero 228 e ci si riallaccia all'onnipresente AVG (Alta Via del Golfo), il lungo itinerario che percorre tutta la dorsale della provincia spezzina. Attenzione: io sono passato dietro alla chiesa ma le segnalazioni in questo punto sono un po' confuse. Se non siete sicuri, fate attenzione ai segni sulle rocce e sugli alberi e non abbiate fretta.

Verso Valeriano: attenzione alla variante AVG

Lasciato Isola alle spalle, si prosegue in direzione Valeriano. Il percorso continua a essere vario: bosco, qualche tratto aperto con belle vedute, piccoli saliscendi che danno ritmo al cammino.

Una nota importante: se a un certo punto trovate l'indicazione per la variante AVG, sappiate che quella strada scende verso il Magra. Se siete a piedi e volete completare il giro come descritto, evitatela. Se invece siete in MTB, potrebbe essere un'interessante deviazione da esplorare in un'altra occasione.

Si continua, possibilmente cercando di restare fuori dall'asfalto il più possibile — c'è quasi sempre un'alternativa sterrata o nel bosco, basta cercarla con un po' di attenzione.

L'incrocio con Buonviaggio e l'arrivo a Vezzano

Con un'altra piccola deviazione si arriva all'incrocio con Buonviaggio. Da qui in poi bisogna ammettere che la segnaletica lascia un po' a desiderare. Ho trovato l'arrivo a Vezzano, ma non senza qualche difficoltà: il mio obiettivo era restare fuori dall'asfalto il più a lungo possibile, e alcuni tratti del sentiero sono piuttosto invasi dai rovi, soprattutto in estate e in autunno quando la vegetazione è più fitta. Se avete i pantaloni corti, preparatevi a qualche graffio.

Chi volesse evitare il problema può sempre optare per la strada asfaltata in questo ultimo tratto: si perde un po' in termini di "purezza" del percorso, ma si guadagna in comodità e si arriva a Vezzano senza troppi patemi.

Consigli pratici per affrontare questo giro

  • Periodo migliore: primavera e autunno sono ideali. In estate il caldo può essere impegnativo, soprattutto nelle salite esposte. In inverno qualche tratto può essere scivoloso.
  • Acqua: non fate affidamento sulle fontanelle lungo il percorso — alcune sono a secco. Partite con almeno 1,5-2 litri nello zaino idrico.
  • Abbigliamento: pantaloni lunghi o almeno una ghetta leggera nella seconda parte del percorso, dove i rovi si fanno sentire.
  • MTB: il percorso base è adatto anche alle mountain bike su buona parte del tracciato; la variante AVG verso il Magra può essere un plus interessante da esplorare a parte.
  • Navigazione: scaricate una traccia GPX prima di partire, perché la segnaletica in alcuni punti (soprattutto vicino a Montalbano e nell'ultimo tratto verso Vezzano) è poco affidabile.

Conclusione

In definitiva questo giro Isola-Montalbano-Valeriano-Vezzano è una bella scoperta per chi vuole esplorare l'entroterra della Spezia senza percorrere sempre gli stessi sentieri. Non è facilissimo da navigare in autonomia assoluta, ma con un po' di attenzione e una traccia gps di supporto si porta a casa un'uscita soddisfacente, con paesaggi e borghi che meritano davvero.

Se l'avete già fatto o se lo proverete, lasciate un commento qui sotto: mi fa sempre piacere sapere come è andata, se avete trovato le stesse fontanelle a secco o se qualche sentiero nel frattempo è stato ripulito dai rovi. E se conoscete varianti o scorciatoie che non ho preso, ancora meglio — condividete!

Alla prossima!

sabato 6 giugno 2015

Strada dei Tedeschi MTB: sentiero storico Val di Vara

Lunghezza: 6 km circa SOLO ANDATA
Tempo: 30 min circa in MTB
Difficoltà: bassa
Dislivello: nessuno
Provviste: nessuna, solo acqua
Accessori: zaino idrico

Un sentiero con la storia sotto le ruote

Ciao a tutti!
Oggi vi porto a scoprire uno di quei posti che mi fanno amare ancora di più questa provincia: la Strada dei Tedeschi, un sentiero storico nel cuore della Val di Vara, tra Beverino e Piana Battolla. Non è solo una pedalata tranquilla immersa nel verde — è letteralmente un pezzo di storia che si percorre in sella alla propria MTB.

Il nome dice già tutto: questo sentiero fu realizzato dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, probabilmente per collegare le posizioni militari e consentire il trasporto di viveri e munizioni tra le colline della Liguria orientale. Pensateci mentre pedalate: sotto le vostre ruote ci sono gli stessi sassi e la stessa terra calpestati da soldati ottant'anni fa. Una sensazione strana, un po' malinconica, ma affascinante. La Strada dei Tedeschi rappresenta uno di quei rari casi in cui storia e natura si fondono in un'unica esperienza all'aria aperta, rendendola meta perfetta per gli appassionati di MTB che cercano qualcosa di più di una semplice pedalata.

Il percorso MTB da Beverino a Piana Battolla

Il consiglio è di partire da Beverino, così da sfruttare la leggera pendenza a favore nella parte finale verso Piana Battolla — una discesa dolce e scorrevole che è forse il momento più godibile di tutto il giro. Partendo dall'altro lato funziona lo stesso, ma vi perdereste quel finale rilassante.

All'imbocco del sentiero troverete un cartello ben visibile che segnala l'inizio del percorso:

Cartello di inizio della Strada dei Tedeschi a Beverino, Val di Vara

Da lì in poi, seguite i segnali con l'indicazione "percorso saliscendi" — sono abbastanza frequenti e vi guideranno senza problemi lungo tutto il tragitto.

Segnaletica del percorso saliscendi sulla Strada dei Tedeschi in Liguria

Lungo la strada troverete anche altri cartelli informativi che raccontano qualcosa sulla storia del luogo e sull'ambiente circostante. Vale la pena fermarsi un attimo a leggerli, soprattutto se siete amanti della storia locale.

Cartello informativo storico lungo la Strada dei Tedeschi Val di Vara

Ecco anche la traccia GPS del percorso, comoda da scaricare prima di partire:

Traccia GPS della Strada dei Tedeschi MTB tra Beverino e Piana Battolla

Com'è il fondo del sentiero?

Il sentiero è in ottime condizioni — e questo è già un mezzo miracolo per un tracciato storico di questo tipo. Probabilmente il Comune di Beverino lo tutela e lo manutiene con cura, e fa benissimo! Il fondo è compatto e scorrevole per la maggior parte del percorso, con solo pochissimi punti un po' più tecnici dove potrebbe essere necessario scendere dalla bici.

Fondo compatto e scorrevole del sentiero MTB Strada dei Tedeschi in Liguria

Il paesaggio che vi accompagna è quello tipico dell'entroterra spezzino: boschi misti, qualche schiarita con vista sulle colline circostanti, silenzio, aria pulita. Non è un percorso spettacolare dal punto di vista panoramico, ma ha un'atmosfera raccolta e tranquilla che lo rende perfetto per una pedalata rigenerante lontana dal traffico.

Consigli pratici prima di partire

Qualche dritta utile per chi vuole provare la Strada dei Tedeschi in MTB:

  • Periodo migliore: estate e inizio autunno, con tempo stabile. Evitate assolutamente i giorni dopo la pioggia — basta pochissima acqua per trasformare il fondo in un pantano impraticabile.
  • Bici consigliata: MTB o gravel, niente bici da corsa. Il fondo non è asfaltato e qualche radice o sasso qua e là è normale.
  • Cosa portare: uno zaino idrico è l'accessorio fondamentale. Non ci sono fontane o bar lungo il percorso, quindi caricate bene prima di partire. Non servono provviste particolari per un'uscita di 30 minuti, ma uno snack non guasta mai.
  • Logistica: se volete evitare di tornare sui vostri passi, organizzatevi con due macchine — una a Beverino e una a Piana Battolla — oppure unitevi a una rete di sentieri più ampia nella zona.

Cosa fare dopo: i sentieri di Follo e dintorni

Una volta sbucati a Piana Battolla, teoricamente potreste ricongiungervi con una rete di sentieri lungo la Magra, nella zona di Follo. L'idea è interessante e il territorio ha sicuramente potenziale, ma — ve lo dico onestamente — ci ho provato e i sentieri in quella zona sono ancora abbastanza confusi e poco segnalati. Ci riproverò con più calma, e se trovo qualcosa di buono ve lo racconterò!

Paesaggio boschivo dell'entroterra spezzino visto dalla Strada dei Tedeschi

Perché vale la pena pedalare sulla Strada dei Tedeschi

Insomma, la Strada dei Tedeschi è una di quelle uscite in MTB perfette quando avete voglia di pedalare senza troppa fatica, respirare aria buona e fare un salto indietro nel tempo. Con i suoi 6 km di percorso pianeggiante, difficoltà bassa e fondo ben mantenuto, è adatta davvero a tutti i livelli — dai ciclisti alle prime armi fino a chi vuole semplicemente godersi una domenica tranquilla nell'entroterra della provincia della Spezia. La storia che si respira lungo ogni metro del tracciato la rende unica nel suo genere: non troverete un'altra pedalata così nell'intera Liguria orientale. Provatela, e poi ditemi com'è andata — scrivete nei commenti la vostra esperienza o se avete scoperto nuovi collegamenti con altri sentieri nella zona. Ciao!!

Strada dei Tedeschi MTB La Spezia: traccia GPS

Lunghezza: 6 km circa SOLO ANDATA
Tempo: 30 min circa in MTB
Difficoltà: bassa
Dislivello: nessuno
Provviste: nessuna, solo acqua
Accessori: zaino idrico

La Strada dei Tedeschi: un percorso MTB storico in provincia di La Spezia

Ciao a tutti,
oggi andiamo a fare un giretto in uno dei sentieri più affascinanti e storici della nostra provincia: la cosiddetta Strada dei Tedeschi, un itinerario MTB nella zona di La Spezia che unisce natura e storia in un unico percorso davvero accessibile a tutti.

Perché storico? Perché questo sentiero fu realizzato dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, probabilmente per trasportare viveri e munizioni lungo la vallata. Ancora oggi il tracciato è percorribile in ottime condizioni, merito quasi certamente della cura del Comune di Beverino che provvede alla sua manutenzione — e fa benissimo! Un patrimonio del territorio che merita di essere valorizzato e percorso da tutti gli appassionati di mountain bike e trekking.

Il percorso si sviluppa per circa 6 km (solo andata) senza alcun dislivello significativo, rendendolo ideale per chi si avvicina per la prima volta al cicloescursionismo o per chi vuole una pedalata rilassante immersa nel verde della Val di Vara.

Come raggiungere il sentiero: Beverino o Piana Battolla?

Il percorso collega i due paesi di Beverino e Piana Battolla, ed è possibile accedervi da entrambi i lati. Personalmente preferisco partire da Beverino: in questo modo la parte finale del tragitto, verso Piana Battolla, si affronta in leggera discesa, il che la rende davvero molto piacevole, soprattutto nelle giornate calde.

All’imbocco del sentiero troverete un cartello ben visibile che indica l’inizio del tracciato. Lungo il percorso, seguite i segnali con l’indicazione «percorso saliscendi»: sono posizionati in punti strategici e vi guideranno senza difficoltà per tutta la durata dell’escursione.

Traccia GPS Strada dei Tedeschi MTB La Spezia
Cartello all'imbocco della Strada dei Tedeschi a Beverino La Spezia

Come si presenta il sentiero: fondo, segnaletica e difficoltà tecniche

Il fondo del sentiero è generalmente compatto e in buone condizioni, tanto che durante il percorso sarà necessario scendere dalla bici solo in pochissimi punti leggermente impervi. Si tratta comunque di situazioni facilmente gestibili anche da ciclisti con esperienza limitata.

Un consiglio importante: percorrete questo sentiero esclusivamente in giornate asciutte. Bastano pochissime ore di pioggia per trasformare il fondo in un vero pantano, rendendo il percorso scivoloso e difficilmente transitabile in bicicletta. Controllate sempre le previsioni meteo prima di partire!

Segnale percorso saliscendi Strada dei Tedeschi La Spezia
Cartello segnaletica lungo la Strada dei Tedeschi Beverino

Cosa fare dopo: i sentieri verso Follo e la zona di Piana Battolla

Una volta sbucati a Piana Battolla, potete ricongiungervi con una successiva rete di sentieri lungo la magra nella zona di Follo. Ho provato a esplorarli, ma sono piuttosto confusi e poco indicati — quindi ci riproverò un’altra volta e aggiornerò il blog con nuove informazioni. Restate sintonizzati!

Nel frattempo, se amate questo tipo di escursioni in mountain bike nella provincia di La Spezia, date un’occhiata anche agli altri percorsi presenti sul blog.

Sentiero Strada dei Tedeschi in ottime condizioni MTB La Spezia
Vista panoramica arrivo a Piana Battolla Strada dei Tedeschi La Spezia

Ciao!!

Strada dei tedeschi in MTB

Lunghezza: 6 km circa SOLO ANDATA
Tempo: 30 min circa in MTB
Difficoltà: bassa
Dislivello: nessuno
Provviste: nessuna, solo acqua
Accessori: zaino idrico
Traccia GPX

Ciao a tutti!
Oggi vi porto a scoprire uno dei sentieri più particolari della provincia di La Spezia: la Strada dei Tedeschi, un percorso che unisce storia, natura e pedalate piacevoli in un mix davvero azzeccato. Se siete alla ricerca di un'uscita in MTB tranquilla, senza salite che vi spezzano le gambe ma con qualcosa di interessante da raccontare, questo è il posto giusto.

Un sentiero con la storia nel nome

Perché si chiama "Strada dei Tedeschi"? Il motivo è semplice e affascinante allo stesso tempo: questo sentiero fu realizzato durante la Seconda Guerra Mondiale dalle truppe tedesche, probabilmente per consentire il trasporto di viveri e munizioni tra i paesi della valle. Camminare (o pedalare) su questo fondo significa quindi ripercorrere letteralmente le tracce della storia, in mezzo al verde della campagna spezzina.

Nonostante siano passati decenni, il sentiero è ancora in ottimo stato di conservazione — merito, quasi certamente, del Comune di Beverino che sembra occuparsi della sua manutenzione. E fa benissimo, perché sarebbe un vero peccato lasciar cadere nell'oblio un patrimonio del genere.

Il percorso: da Beverino a Piana Battolla

Il tracciato collega Beverino a Piana Battolla e si sviluppa per circa 6 km in un senso. Non ci sono dislivelli significativi, il che lo rende accessibile praticamente a tutti, dai ciclisti alle prime armi fino a chi vuole semplicemente godersi una pedalata rilassante nel verde senza troppo sforzo fisico.

Io sono entrato da Beverino, e ve lo consiglio: in questo modo la parte finale verso Piana Battolla è leggermente in discesa, il che la rende davvero piacevole. Un bel modo per concludere l'uscita con il vento in faccia e un sorriso.

All'imbocco del sentiero troverete un cartello ben visibile che segna l'inizio del percorso. Da lì in poi seguite i segnali con l'indicazione "percorso saliscendi": sono distribuiti lungo tutto il tragitto e non è difficile restare in carreggiata.

Lungo la strada incontrerete altri cartelli informativi che vi accompagnano nel percorso. Prendetevi il tempo di leggerli: aggiungono contesto e rendono l'esperienza ancora più interessante, soprattutto se siete appassionati di storia locale.

Com'è il fondo del sentiero?

Il fondo è in buone condizioni per la maggior parte del tracciato. Si tratta di uno sterrato compatto, abbastanza largo da permettere una pedalata tranquilla. Dovrete scendere dalla bici solo in pochissimi punti leggermente più impervi — niente di drammatico, anche per chi è alle prime armi con la MTB.

Il paesaggio che vi circonda è quello tipico della Val di Vara: boschi misti, qualche tratto più aperto con vista sulla valle, e quel silenzio bucolico che fa tanto bene dopo una settimana di lavoro. In primavera il verde è rigoglioso e i colori sono spettacolari; in autunno i toni caldi delle foglie rendono il sentiero ancora più fotografico.

Consigli pratici prima di partire

Qualche dritta utile prima di inforcare la bici:

  • Andate solo con tempo asciutto. È il consiglio più importante. Basta pochissima pioggia per trasformare questo sentiero in un pantano scivoloso e difficile da percorrere. Controllate le previsioni meteo prima di uscire.
  • Portate acqua a sufficienza. Il percorso è breve, ma in estate il caldo si fa sentire. Uno zaino idrico è l'ideale per avere le mani libere sul manubrio.
  • Il periodo migliore è la primavera inoltrata (aprile-giugno) e l'inizio dell'autunno (settembre-ottobre): temperature gradevoli e terreno asciutto.
  • Casco sempre, anche su percorsi facili come questo. Non si sa mai.
  • Portate con voi il telefono carico con la traccia GPX scaricata offline, così non rischiate di perdervi se i segnali non bastano.

Cosa fare dopo a Piana Battolla

Una volta sbucati a Piana Battolla, il divertimento non deve necessariamente finire. Da qui si apre una rete di sentieri nella zona di Follo, lungo la Magra, che teoricamente permetterebbe di estendere l'uscita in modo interessante.

Devo essere onesto: ci ho provato, ma i sentieri in quella zona sono abbastanza confusi e poco segnalati. Ci riproverò appena avrò un po' più di tempo per esplorarli con calma — se nel frattempo qualcuno di voi conosce bene quella rete, scrivetemi nei commenti! Sono tutto orecchi.

Vale la pena?

Assolutamente sì. La Strada dei Tedeschi è uno di quei percorsi che ti sorprendono: non è tecnicamente impegnativo, non è lunghissimo, ma ha una sua personalità precisa. È il tipo di uscita perfetta per un pomeriggio infrasettimanale, per portare in bici un amico alle prime armi, o semplicemente per staccare la spina senza dover pianificare un'avventura epica.

Se lo provate, raccontatemi com'è andata nei commenti qui sotto! E se conoscete altri sentieri storici simili nella zona di La Spezia, condivideteli — ho sempre voglia di scoprire posti nuovi.

Ciao!!

lunedì 1 giugno 2015

Vignale sentiero 522 – Marinasco/Sarbia e rientro a Spezia via Antoniana

Lunghezza: 8/10 km circa anello completo
Tempo: 2h circa correndo, 3h passeggiando
Difficoltà: media
Dislivello: circa 500 mt in salita e 500 mt in discesa
Provviste: nessuna, si trovano due fontane lungo il percorso
Accessori: scarpe da trail running

Un anello che attraversa La Spezia da nord a sud

Ciao a tutti!
Oggi facciamo un anello partendo nella zona nord della città per poi ritrovarsi nella zona sud. Un percorso che mi ha sorpreso per quanto sia vario: si passa da scalinate storiche a sterrati nel bosco, ci si ritrova sull'Alta Via dei Monti Liguri e poi si scende verso i borghi collinari della città. Insomma, uno di quegli itinerari che ti fanno venire voglia di uscire anche quando avresti mille scuse per restare sul divano.

La cosa bella di questo giro è che collega due anime diverse di La Spezia: la parte nord, più selvaggia e boscosa, con quella sud, più urbana e familiare. Un anello che si fa tutto a piedi, senza bisogno di macchina o mezzi pubblici per tornare al punto di partenza.

La partenza da Rebocco e la salita verso il Vignale

Si parte da Rebocco e si inizia la salita per il Vignale/Costa di Murlo partendo dal sentiero 522. Già nei primi minuti si capisce che questo non è un percorso per chi vuole stare comodo: la salita inizia decisa, ma il bosco intorno aiuta a non sentire troppo la fatica, specialmente nelle mattine più fresche.

Preparatevi a delle belle scalinate, in ogni caso nessun problema, sono ben tenute e pulite, lungo questa parte del percorso si trova la prima fontanella. È uno di quei tratti che i locali conoscono bene: gradini in pietra che si inerpicano tra la vegetazione, con qualche pausa naturale che ti permette di riprendere fiato e guardarsi intorno. La fontanella qui è una manna dal cielo, soprattutto se siete partiti di buon mattino senza caricare troppa acqua nello zaino.

Dopo aver ripreso l'asfalto si ripassa nello sterro in questo punto. Il continuo alternarsi di fondo stradale è una caratteristica di questo percorso: non aspettatevi un single track puro, ma piuttosto un mix che lo rende interessante e mai monotono.

Qui la strada si stringe. In alcuni punti il sentiero diventa davvero stretto, con la vegetazione che quasi si chiude sopra la testa: una di quelle sensazioni che ti fanno sentire lontano dalla città anche se in realtà ci sei ancora vicinissimo.

L'Alta Via dei Monti Liguri e il punto più alto del percorso

Proseguendo ci si ricongiunge con l'Alta Via dei Monti Liguri, andiamo in direzione Bocca di Magra. Trovarsi su uno dei percorsi escursionistici più famosi della Liguria, sapendo che si è arrivati lì partendo a piedi da casa propria, ha sempre il suo fascino. L'Alta Via corre lungo i crinali e regala scorci sul golfo che cambiano ad ogni curva.

Ora giriamo in direzione Sarbia. Questo cambio di direzione è uno dei momenti chiave del percorso: si lascia l'Alta Via e si imbocca il tratto che porterà verso i borghi collinari. Tenetevi i segni sui cartelli, perché in questa zona i bivi si moltiplicano.

Continuiamo per Bocca di Magra attraversando il punto più alto del nostro percorso. Qui la fatica della salita viene ripagata tutta in una volta sola: ci si ferma, si guarda intorno, e ci si ricorda perché vale la pena alzarsi presto la mattina.

La vista ripaga ampiamente. Dal punto più alto si abbraccia una bella fetta di Golfo dei Poeti: il mare, la città, le colline che degradano verso la costa. Nelle giornate terse si vede benissimo anche verso il Golfo di Lerici. Fermatevi qualche minuto qui, ne vale davvero la pena.

Verso Marinasco e la discesa finale

A questo punto si interseca la Foce, continuiamo per Marinasco-Sarbia. Il percorso inizia a scendere e le gambe ringraziano, anche se dopo tanta salita i quadricipiti potrebbero non essere d'accordo.

Dettaglio di un interessante cartello sulla cima della foce, peccato che è un po' scolorito. Uno di quei cartelli che raccontano la storia di questi sentieri frequentati da generazioni di camminatori spezzini: anche se sbiadito, merita uno sguardo.

All'altezza di questo madonnino prendete la scalinata. I madonnini lungo i sentieri liguri sono punti di riferimento preziosi, molto più affidabili di certi cartelli sbiaditi: quando ne vedete uno, di solito significa che il percorso è frequentato da tempi lontani e che siete sulla strada giusta.

Che vi porterà alla chiesa di Marinasco. Il borgo di Marinasco è uno di quei posti che sembra sospeso nel tempo: la chiesa, le case in pietra, la quiete che regna anche se la città rumorosa è a pochi minuti di cammino. Vale la pena fermarsi un attimo ad apprezzarlo.

E la sua provvidenziale fontanella. p.s. per chi come noi si perde nei sentieri consiglio vivamente di scaricare l'app fontanelle…provvidenziale! Mi ha salvato la vita più volte! 🙂

Ora ci riagganciamo ai nostri vecchi sentieri della zona sud della città passando dall'Antoniana e voilà siamo di nuovo a Spezia! La discesa finale attraverso l'Antoniana è un bel modo per chiudere il cerchio: si rientra in città gradualmente, passando da un paesaggio ancora semi-rurale fino alle strade familiari del quartiere.

Consigli pratici per chi vuole provare

Prima di lanciarvi su questo percorso, qualche dritta utile raccolta sul campo:

  • Periodo migliore: primavera e autunno sono ideali. In estate il caldo si sente tutto, specialmente in salita, e l'ombra del bosco aiuta solo in parte. In inverno il percorso è comunque praticabile, ma fate attenzione alle scalinate che possono essere scivolose con l'umidità.
  • Cosa indossare: come suggerito, le scarpe da trail running sono perfette per questo mix di asfalto, scalinate e sterrato. Niente sandali o scarpe da ginnastica lisce.
  • Acqua: ci sono due fontanelle lungo il percorso, ma partite comunque con almeno mezzo litro nello zaino. Con il caldo portate di più.
  • Orientamento: i bivi non mancano, quindi oltre all'app fontanelle già citata, è utile avere una traccia GPS sul telefono o un'app come Komoot o Wikiloc. I cartelli ci sono ma non sempre sono leggibilissimi.
  • A chi è adatto: la difficoltà media indicata è onesta. Non è un percorso per principianti assoluti, ma non richiede nemmeno un'esperienza tecnica particolare. Basta essere in discreta forma e non avere paura di qualche salita sostenuta.

In conclusione

Questo anello è uno di quei percorsi che consiglio spesso a chi vuole scoprire La Spezia da un'angolazione diversa: non il porto, non la passeggiata, ma i boschi e i borghi che circondano la città e che molti residenti non hanno mai esplorato davvero. Partire da un quartiere della città e tornare in un altro attraversando crinali con vista sul golfo è qualcosa che non smette mai di stupire.

Avete già fatto questo percorso o avete varianti da suggerire? Scrivetelo nei commenti, sono sempre curioso di sentire come gli altri vivono questi sentieri! E se l'articolo vi è stato utile, condividetelo con qualche amico appassionato di camminate — più siamo, meglio è! 🙂

Alla prossima!

Vignale sentiero 522 - Marinasco/Sarbia e rientro a Spezia via Antoniana

Se abitate a La Spezia e cercate un bel giro ad anello che attraversi la città da nord a sud passando per i sentieri più belli della collina, questo è il percorso che fa per voi. Il sentiero 522, con partenza da Rebocco e arrivo in centro via Antoniana, è uno di quei classici che non stanca mai: bosco, scalinate in pietra, panorami sul Golfo e qualche saliscendi che mette alla prova le gambe senza esagerare. Perfetto per chi vuole tenersi in forma senza dover prendere la macchina per raggiungere il punto di partenza.

Scheda tecnica del percorso

  • Lunghezza: 8/10 km circa (anello completo)
  • Tempo: 2h circa correndo, 3h passeggiando
  • Difficoltà: media
  • Dislivello: circa 500 mt in salita e 500 mt in discesa
  • Provviste: nessuna, si trovano due fontane lungo il percorso
  • Accessori consigliati: scarpe da trail running

Ciao a tutti!
Oggi facciamo un anello partendo nella zona nord della città per poi ritrovarsi nella zona sud. Un percorso ad anello che ha il grande vantaggio di poter essere fatto direttamente da casa, senza bisogno di raggiungere nessun parcheggio o punto di partenza lontano. Basta mettere le scarpe giuste e via!

La partenza: da Rebocco al sentiero 522

Si parte da Rebocco e si inizia la salita verso il Vignale e la Costa di Murlo, imboccando il sentiero 522. Già nei primi minuti ci si lascia alle spalle il rumore della città e si entra in un ambiente completamente diverso: la vegetazione fitta, il silenzio dei boschi e il fresco che si sente appena si sale di quota rendono questo tratto particolarmente piacevole, soprattutto nelle mattine estive.

Preparatevi a delle belle scalinate! Non spaventatevi però: sono ben tenute, pulite e percorribili senza problemi anche da chi non è un super-atleta. È lungo questa prima parte del percorso che si trova la prima fontanella, provvidenziale se siete partiti senza fare il pieno d'acqua. Concedetevi una pausa, godetevi il paesaggio e ripartite con le energie giuste.

Verso il Vignale: sterrato e panorami

Dopo un breve tratto su asfalto, che serve solo a collegare i vari segmenti di sentiero, si torna finalmente sullo sterrato. Questo è il bello dei percorsi sui monti spezzini: l'asfalto è ridotto al minimo indispensabile, e il sentiero vero e proprio è quasi sempre su fondo naturale, tra radici, terra battuta e qualche roccetta.

In questo tratto la strada si stringe notevolmente. Bisogna fare un po' di attenzione, soprattutto se il terreno è bagnato dopo la pioggia. Le scarpe da trail qui fanno davvero la differenza rispetto a qualsiasi altra calzatura.

L'Alta Via dei Monti Liguri e la direzione Sarbia

Proseguendo si raggiunge uno dei momenti più emozionanti del percorso: il collegamento con l'Alta Via dei Monti Liguri, uno dei sentieri più famosi e scenografici di tutta la Liguria. Qui si segue la direzione Bocca di Magra, e già si inizia a intuire quanto il panorama possa essere spettacolare una volta arrivati in cima.

A un certo punto si gira in direzione Sarbia, lasciando per un tratto la direttrice principale. Questo cambio di direzione porta su un versante leggermente diverso, con una vegetazione che cambia carattere e qualche apertura sul paesaggio collinare retrostante.

Il punto più alto: la vista che ripaga tutto

Continuando verso Bocca di Magra si raggiunge il punto più alto dell'intero anello. Qui la fatica accumulata nelle gambe sparisce in un attimo: la vista sul Golfo della Spezia, con le Cinque Terre sullo sfondo e il mare che luccica sotto di voi, è uno di quei panorami che ti fanno capire perché vale la pena alzarsi presto la mattina e uscire con gli zaini in spalla.

La vista ripaga ampiamente tutta la salita. Fermatevi qualche minuto, fate qualche foto e respirate: ce lo meritiamo.

In questo punto si incontra l'incrocio con la Foce. Noi continuiamo dritti in direzione Marinasco-Sarbia, iniziando la fase discendente del percorso.

Sulla cima della Foce c'è un cartello piuttosto interessante, anche se un po' scolorito dagli anni. Vale comunque la pena di leggerlo: racconta qualcosa della storia del territorio e dei sentieri che si diramano da qui in tutte le direzioni.

La discesa verso Marinasco: scalinate e chiesa

La discesa verso Marinasco è uno dei tratti più caratteristici di tutto il percorso. All'altezza di un piccolo madonnino — uno di quei punti di riferimento tipici dei sentieri liguri, semplici ma carichi di storia — prendete la scalinata sulla sinistra. Non perdetela, perché è il collegamento diretto verso il borgo.

La scalinata vi porterà direttamente alla chiesa di Marinasco, un piccolo gioiello incastonato nel verde della collina spezzina. Vale la pena fermarsi un attimo ad ammirare la facciata e l'atmosfera tranquilla del posto, soprattutto se ci arrivate di mattina presto quando non c'è ancora nessuno in giro.

E qui, accanto alla chiesa, si trova la seconda fontanella del percorso. Provvidenziale, specialmente se avete già finito l'acqua nello zaino. A proposito: per chi come noi ha il vizio di perdersi tra i sentieri, consiglio vivamente di scaricare l'app fontanelle. Mi ha salvato la vita più volte! È un'app gratuita che mostra tutte le fontane pubbliche nelle vicinanze: quando si è in mezzo al bosco con la borraccia vuota, vale oro. :-)

Il rientro via Antoniana

Da Marinasco si scende verso la zona sud della città, riagganciandosi ai sentieri ben noti che passano dall'Antoniana. Questo tratto finale è un dolce ritorno alla città: si attraversano quartieri residenziali e piccoli pezzi di verde urbano, fino a ritrovarsi di nuovo nel tessuto cittadino di La Spezia. Anello chiuso, gambe soddisfatte!

Consigli pratici per chi vuole provare

Qualche consiglio utile prima di partire:

  • Periodo migliore: primavera e autunno sono le stagioni ideali, con temperature miti e il bosco che offre colori spettacolari. D'estate fate partire di mattina presto per evitare il caldo, d'inverno verificate le condizioni del sentiero perché alcune scalinate possono diventare scivolose.
  • Cosa portare: almeno 500ml-1lt d'acqua (le fontanelle ci sono, ma non si sa mai), qualcosa da sgranocchiare, un layer leggero per la cima dove può fare freschino, e ovviamente le scarpe da trail running come suggerito.
  • Attenzione al fondo bagnato: dopo la pioggia alcuni tratti diventano scivolosi, soprattutto sulle scalinate in pietra. Andate piano in quei punti.
  • App utili: oltre all'app fontanelle già citata, Wikiloc e Komoot hanno tracce GPS del percorso caricate da altri escursionisti locali.
  • Con chi farlo: adatto a escursionisti con un minimo di allenamento, ma non è un percorso estremo. Con bambini grandi (8-10 anni in su) si può fare tranquillamente rallentando i tempi.

Conclusione

Questo anello Vignale-Marinasco-Antoniana è uno di quei percorsi che consiglio sempre a chi vuole scoprire La Spezia da una prospettiva diversa, quella di chi guarda la città dall'alto invece che dal basso. Non serve andare lontano per trovare natura, silenzio e panorami mozzafiato: basta uscire di casa con le scarpe giuste e seguire il sentiero 522.

Se l'avete già fatto, raccontatemi com'è andata nei commenti! E se avete dubbi sul percorso o volete sapere qualcosa in più, scrivete pure: rispondo sempre volentieri. Condividete l'articolo con i vostri amici spezzini amanti della natura — più siamo sui sentieri, meglio è!

Alla prossima!