Lunghezza: 18 km circa
Tempo: 3 ore circa correndo o a passo svelto
Difficoltà: media
Dislivello: circa 800 mt in salita e 800 mt in discesa
Provviste: nessuna, solo acqua
Accessori: zaino idrico
Un giro nella zona est della Spezia, finalmente!
Ciao a tutti! Oggi esploriamo finalmente la zona est della città, che nelle uscite precedenti era stata un po' trascurata a favore di altri versanti. Devo dire che valeva la pena aspettare: questo giro ad anello che tocca Isola, Montalbano, Valeriano e Vezzano è un bel percorso vario, con tratti nel bosco, qualche salita impegnativa e scorci sul territorio spezzino davvero interessanti. Adatto sia a chi corre in trail che a chi preferisce camminare a passo sostenuto.
La partenza da Felettino e il sentiero 228
Si parte dalla località Felettino e si imbocca il sentiero 228 in direzione Isola-Montalbano. Il sentiero si inserisce subito nel verde, con una vegetazione tipica della macchia mediterranea ligure — lecci, rovi, qualche castagno — e si cammina bene anche nelle stagioni più calde grazie all'ombra del bosco.
Peccato però che in questa zona del sentiero ci siano un po' di piccole discariche abusive. È un vero peccato perché rovinano un ambiente altrimenti piacevole. Comune della Spezia, quando ti deciderai a fare qualcosa? Mettere delle videocamere in punti strategici sarebbe già un buon inizio...
Si prosegue prendendo la direzione indicata per Montalbano-Isola. La segnaletica in questa prima parte è abbastanza chiara, quindi non ci si perde facilmente.
Il ponte, la salita e il borgo di Isola
Arrivati a un ponte in legno/pietra lo si attraversa e qui inizia la salita vera e propria. Non è una rampa impossibile, ma si sente: il dislivello complessivo di circa 800 metri si fa rispettare, soprattutto se stai correndo. Meglio non partire troppo forte proprio in questo tratto iniziale.
Il bello è che man mano che si sale il sentiero diventa molto più pulito e curato. Si raggiunge una chiesa che si interseca con la strada di Isola: qui è facile capire dove ci si trova grazie a qualche indicazione in più.
Si gira a sinistra, si percorre un breve tratto di asfalto (pochi minuti, niente di drammatico) e poi si imbocca una scalinata che porta verso l'alto. Questo tipo di percorso, con il lastricato in pietra che sale tra le case, è tipico dei borghi liguri dell'entroterra e ha tutto il suo fascino.
Arrivati in cima al borgo di Isola la vista non è malaccio, come si suol dire. In realtà è proprio bella: si spazia sul golfo e sui rilievi circostanti, e ci si rende conto di quanto sia ricco di storia e paesaggio questo entroterra spezzino che spesso si trascura a favore delle Cinque Terre.
Lungo il percorso si incontrano alcune fontanelle caratteristiche — il tipo di piccoli elementi di arredo urbano rurale che andrebbero assolutamente preservati e valorizzati. Peccato che non tutte funzionino: questa, ad esempio, era completamente a secco. Motivo in più per partire con lo zaino idrico ben carico, perché fare affidamento sulle fontane di montagna in questa zona è un rischio che non vale la pena correre.
Montalbano e l'Alta Via del Golfo
Si continua a salire fino a raggiungere una chiesetta abbandonata in cima a Montalbano. È uno di quei posti che ti fanno fermare un attimo: l'edificio diroccato, il silenzio intorno, il panorama che si apre. Vale la sosta anche solo per qualche foto.
Qui si lascia il sentiero 228 e ci si riallaccia all'onnipresente AVG (Alta Via del Golfo), il lungo itinerario che percorre tutta la dorsale della provincia spezzina. Attenzione: io sono passato dietro alla chiesa ma le segnalazioni in questo punto sono un po' confuse. Se non siete sicuri, fate attenzione ai segni sulle rocce e sugli alberi e non abbiate fretta.
Verso Valeriano: attenzione alla variante AVG
Lasciato Isola alle spalle, si prosegue in direzione Valeriano. Il percorso continua a essere vario: bosco, qualche tratto aperto con belle vedute, piccoli saliscendi che danno ritmo al cammino.
Una nota importante: se a un certo punto trovate l'indicazione per la variante AVG, sappiate che quella strada scende verso il Magra. Se siete a piedi e volete completare il giro come descritto, evitatela. Se invece siete in MTB, potrebbe essere un'interessante deviazione da esplorare in un'altra occasione.
Si continua, possibilmente cercando di restare fuori dall'asfalto il più possibile — c'è quasi sempre un'alternativa sterrata o nel bosco, basta cercarla con un po' di attenzione.
L'incrocio con Buonviaggio e l'arrivo a Vezzano
Con un'altra piccola deviazione si arriva all'incrocio con Buonviaggio. Da qui in poi bisogna ammettere che la segnaletica lascia un po' a desiderare. Ho trovato l'arrivo a Vezzano, ma non senza qualche difficoltà: il mio obiettivo era restare fuori dall'asfalto il più a lungo possibile, e alcuni tratti del sentiero sono piuttosto invasi dai rovi, soprattutto in estate e in autunno quando la vegetazione è più fitta. Se avete i pantaloni corti, preparatevi a qualche graffio.
Chi volesse evitare il problema può sempre optare per la strada asfaltata in questo ultimo tratto: si perde un po' in termini di "purezza" del percorso, ma si guadagna in comodità e si arriva a Vezzano senza troppi patemi.
Consigli pratici per affrontare questo giro
- Periodo migliore: primavera e autunno sono ideali. In estate il caldo può essere impegnativo, soprattutto nelle salite esposte. In inverno qualche tratto può essere scivoloso.
- Acqua: non fate affidamento sulle fontanelle lungo il percorso — alcune sono a secco. Partite con almeno 1,5-2 litri nello zaino idrico.
- Abbigliamento: pantaloni lunghi o almeno una ghetta leggera nella seconda parte del percorso, dove i rovi si fanno sentire.
- MTB: il percorso base è adatto anche alle mountain bike su buona parte del tracciato; la variante AVG verso il Magra può essere un plus interessante da esplorare a parte.
- Navigazione: scaricate una traccia GPX prima di partire, perché la segnaletica in alcuni punti (soprattutto vicino a Montalbano e nell'ultimo tratto verso Vezzano) è poco affidabile.
Conclusione
In definitiva questo giro Isola-Montalbano-Valeriano-Vezzano è una bella scoperta per chi vuole esplorare l'entroterra della Spezia senza percorrere sempre gli stessi sentieri. Non è facilissimo da navigare in autonomia assoluta, ma con un po' di attenzione e una traccia gps di supporto si porta a casa un'uscita soddisfacente, con paesaggi e borghi che meritano davvero.
Se l'avete già fatto o se lo proverete, lasciate un commento qui sotto: mi fa sempre piacere sapere come è andata, se avete trovato le stesse fontanelle a secco o se qualche sentiero nel frattempo è stato ripulito dai rovi. E se conoscete varianti o scorciatoie che non ho preso, ancora meglio — condividete!
Alla prossima!





















