lunedì 30 novembre 2015

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La zona di La Spezia offre un patrimonio naturalistico straordinario: dai sentieri che si affacciano sul Golfo dei Poeti, alle colline che separano il mare dall'entroterra, fino ai percorsi che collegano i borghi storici della Liguria. Ogni angolo di questo territorio merita di essere esplorato, e la nostra pagina è la guida perfetta per farlo.

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La Spezia e i suoi sentieri: un territorio da esplorare

Il territorio di La Spezia è una delle zone più affascinanti d'Italia per chi ama camminare nella natura. Con il Parco Nazionale delle Cinque Terre a ovest e il Parco Regionale di Montemarcello-Magra-Vara a est, i sentieri di questa provincia offrono panorami mozzafiato e una biodiversità unica nel suo genere.

Che tu sia un escursionista esperto o un principiante che si avvicina per la prima volta al mondo del trekking, troverai sulla nostra pagina Facebook contenuti adatti a ogni livello di preparazione fisica. I percorsi variano da semplici passeggiate lungo la costa a camminate più impegnative tra boschi e crinali.

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giovedì 15 ottobre 2015

Sentiero dalla Litoranea a Rebocco La Spezia | Guida

Lunghezza: 2 km circa (solo discesa)
Tempo: 20/30 min circa correndo e camminando
Difficoltà: bassa
Dislivello: circa 40 mt in salita e 200 mt in discesa
Provviste: nessuno
Accessori: nessuno

Mappa del sentiero dalla litoranea a Rebocco La Spezia

Il sentiero dalla litoranea a Rebocco: descrizione del percorso

Ciao a tutti,
oggi vi parlo di un sentiero che scende dalla litoranea e sbuca a Rebocco, nel comune di La Spezia. Si tratta di un percorso breve ma soddisfacente, ideale per chi vuole godersi una camminata immersa nella natura senza troppa fatica, oppure per chi pratica il trail running e cerca un tratto veloce e piacevole in discesa.

Il sentiero litoranea Rebocco La Spezia si può percorrere anche andata e ritorno, ma in questo articolo ho tracciato e descritto il percorso in una sola direzione: si parte dallo svalico della litoranea (pochi metri dopo aver superato il ristorante) e si scende fino a Rebocco. Un modo semplice e gratuito per godere del paesaggio ligure senza allontanarsi dalla città.

Punto di partenza: lo svalico della litoranea

Il punto di partenza si trova pochi metri dopo aver passato il ristorante lungo la litoranea. L’ingresso al sentiero è facilmente riconoscibile: eccolo qui nelle foto sotto.

Ingresso del sentiero allo svalico della litoranea La Spezia
Segnaletica e inizio del sentiero verso Rebocco dalla litoranea

Il sentiero è in condizioni discrete e percorribile senza problemi a piedi. Non è consigliato, a mio parere, con la mountain bike a causa del fondo e di alcuni tratti tecnici. Le scarpe da trail sono più che sufficienti e garantiscono la giusta aderenza lungo tutta la discesa.

Caratteristiche tecniche del percorso

Questo è un sentiero adatto a tutti i livelli di preparazione fisica, grazie alla sua breve lunghezza (circa 2 km) e alla difficoltà contenuta. Il dislivello totale è di circa 200 metri in discesa e 40 metri in salita, quindi il percorso è prevalentemente in discesa, il che lo rende particolarmente adatto al trail running o a una camminata rilassante.

La vegetazione tipica della macchia mediterranea accompagna il camminatore per tutta la durata del percorso, offrendo ombra nei mesi più caldi e un ambiente naturale molto piacevole. Non è necessario portare provviste o attrezzatura speciale: è sufficiente avere un paio di scarpe adatte al terreno e un po’ di voglia di camminare.

Panorama sul golfo di La Spezia dal sentiero verso Rebocco

Anche la vista non è malaccio! Dal sentiero si possono intravedere scorci sul golfo di La Spezia che rendono la passeggiata ancora più gradevole. Vale la pena fermarsi qualche istante per apprezzare il paesaggio prima di riprendere la discesa.

La scalinata finale verso Rebocco

Verso la fine del percorso si incontra una scalinata che porta direttamente nel quartiere di Rebocco. È il tratto conclusivo del sentiero e segna l’ingresso nel tessuto urbano della città.

Scalinata nel sentiero tra la litoranea e Rebocco La Spezia

Prendete questa scalinata e in pochi minuti sarete arrivati a destinazione.

Discesa lungo la scalinata verso il quartiere Rebocco a La Spezia

Arrivo a Rebocco

Ed eccoci, in soli 20/30 minuti, a Rebocco. Un piccolo traguardo per una passeggiata leggera, ma comunque soddisfacente. Questo sentiero dalla litoranea a Rebocco è perfetto anche per chi vuole spezzare la giornata con una breve uscita all’aria aperta senza allontanarsi troppo dal centro di La Spezia.

Arrivo nel quartiere Rebocco a La Spezia dopo il sentiero dalla litoranea

Se ti è piaciuto questo percorso, dai un’occhiata anche agli altri sentieri nei dintorni di La Spezia: . Troverai tante altre proposte per escursioni di diversa difficoltà e lunghezza lungo la costa e nell’entroterra ligure.

Alla prossima!!

Oggi sentiero dalla litoranea a La Spezia (Rebocco)

Lunghezza: 2 km circa (solo discesa)
Tempo: 20/30 min circa correndo e camminando
Difficoltà: bassa
Dislivello: circa 40 mt in salita e 200 mt in discesa
Provviste: nessuno
Accessori: nessuno

Ciao a tutti!
Oggi vi porto su uno di quei sentieri che non ti aspetti: breve, diretto, quasi nascosto eppure capace di regalarti una bella dose di verde e qualche scorcio sul golfo di La Spezia che non delude davvero. Stiamo parlando del sentiero che scende dalla litoranea e sbuca nel quartiere di Rebocco, una di quelle camminate perfette quando hai voglia di muoverti un po' ma non hai tutto il giorno a disposizione.

Come si raggiunge il punto di partenza

Il sentiero parte dallo svalico della litoranea, precisamente pochi metri dopo aver superato il ristorante che trovate lungo la strada. Non è difficile da individuare: tenete gli occhi aperti sulla sinistra (o sulla destra, dipende da dove venite) e troverete l'imbocco. Se avete il GPS con voi, la traccia parte esattamente da qui:

La litoranea di La Spezia è già di per sé una strada panoramica che vale la pena percorrere, ma è proprio quando ci si stacca dall'asfalto e si scende a piedi tra la vegetazione che si inizia a capire quanto questo territorio abbia ancora da offrire a chi ama camminare.

Com'è il sentiero: aspettatevi un po' di tutto

Il tracciato è una discesa continua per circa 2 km, con un dislivello negativo di circa 200 metri (più una piccola risalita iniziale di una quarantina di metri, giusto per scaldarsi le gambe). Il fondo è misto: in alcuni tratti è ben tenuto, in altri un po' più scivoloso o stretto tra la vegetazione. Niente di tecnico o pericoloso, ma è bene sapere cosa ci si trova davanti.

Una nota importante: con la MTB sconsiglio vivamente di affrontarlo. Il sentiero è troppo stretto e irregolare per essere percorso in bici in sicurezza. Se invece calzate delle scarpe da trail running o anche solo un paio di scarpe da trekking con suola in gomma, sarete a posto senza problemi. Non serve equipaggiamento particolare, non serve zaino, non serve acqua se partite freschi — basta non scegliere la giornata più calda di agosto.

La vista, come accennavo, non è affatto male. In certi punti il bosco si apre e si intravede il golfo di La Spezia in basso, con i tetti del quartiere di Rebocco che si avvicinano passo dopo passo. È uno di quei momenti in cui ci si ferma un attimo, si guarda intorno, e si pensa "non male per essere a due passi da casa".

La scalinata finale: quasi in città senza accorgersene

Verso la fine del percorso incontrerete una scalinata che segna il passaggio definitivo dal sentiero alla zona urbana. È il segnale che mancano davvero pochi minuti all'arrivo. Prendetela con calma, gustatevi gli ultimi passi nel verde prima di ritrovarvi tra le strade di Rebocco.

Ed eccoci qua: in appena 20/30 minuti si arriva a Rebocco, freschi (o quasi, dipende dall'andatura) e con le gambe che ringraziano per aver fatto qualcosa di buono.

Consigli pratici per chi vuole provarlo

  • Periodo migliore: primavera e autunno sono ideali. In estate è percorribile ma cercate le ore fresche della mattina, perché la discesa nel bosco può essere umida e afosa.
  • Scarpe: da trail running o da trekking leggero. Evitate le scarpe da ginnastica lisce, soprattutto se il terreno è bagnato.
  • Andata e ritorno: io ho registrato solo la traccia in discesa, ma se avete voglia di fare un po' più di dislivello potete tranquillamente tornare su a piedi. Considerate però che risalire 200 mt richiede più tempo e impegno rispetto alla discesa.
  • Cosa portare: niente di speciale per una uscita così breve. Acqua sempre con sé, soprattutto d'estate, e il cellulare per la traccia GPS se non conoscete la zona.
  • MTB: come detto, da evitare su questo sentiero.

Un'uscita semplice ma che vale

Non è una grande avventura, non è il sentiero più spettacolare della Liguria, ma è uno di quei percorsi che si possono fare anche in settimana, magari dopo il lavoro, per staccare la spina e ricordarsi che il bosco e il mare sono lì, a due passi da La Spezia. Qualche volta basta poco per sentirsi in mezzo alla natura.

Se lo provate fatemi sapere com'è andata! Lasciate un commento qui sotto o condividete la vostra esperienza — e se conoscete altri sentieri simili in zona, sono sempre curioso di scoprirne di nuovi.

Alla prossima!!

venerdì 3 luglio 2015

Da Rebocco a Vernazza solo andata

Lunghezza: 21 km circa
Tempo: 6 ore circa camminando
Difficoltà: alta
Dislivello: circa 1400 mt in salita e 1400 mt in discesa
Provviste: panini e barrette
Accessori: zaino idrico e bacchette da nordik walking

Un'escursione che parte dal cortile di casa

Ciao a tutti, oggi andiamo a fare un giretto nelle Cinque Terre partendo proprio da La Spezia, quartiere di Rebocco. Sì, avete capito bene: niente navette, niente treni affollati, si parte a piedi da casa — o quasi. Questo è uno di quei percorsi che ti ricordano quanto siamo fortunati a vivere in questa zona, con il mare da una parte e i boschi dall'altra, e tutto raggiungibile sulle proprie gambe.

Vi avverto subito: 21 km con 1400 metri di dislivello positivo non sono uno scherzo. Questo non è un sentiero per famiglie con passeggino né per chi è alla prima uscita. Mettetevi scarpe da trekking serie, caricate bene lo zaino idrico e portate qualcosa da mangiare. Ne vale assolutamente la pena.

Come si arriva a Rebocco e dove si inizia

Il punto di partenza è Rebocco, una delle frazioni collinari di La Spezia, facilmente raggiungibile dalla città. Da qui si imbocca il sentiero 521, ben segnalato, che si inerpica subito su per il bosco. È il classico inizio che ti mette subito alla prova: gambe, fiato e determinazione entrano in gioco fin dai primi metri.

Proseguite in direzione S. Anna. Il sentiero qui è piacevole, immerso nella vegetazione tipica della Liguria: lecci, ginestre, qualche pino marittimo. Si respira già un'aria diversa rispetto alla città, anche se siete partiti da pochi minuti.

Ora arriva la prima cosa che può sembrare controintuitiva: i cartelli vi indicano la direzione Bocca di Magra, non Portovenere. Non fatevi ingannare, è la strada giusta. Seguite le indicazioni senza esitare — la logica dei sentieri liguri a volte ha i suoi percorsi tortuosi, ma alla fine tornano sempre dove devono.

Verso Carpena e il vecchio sentiero n°1

Una volta arrivati sulla sommità della foce, si prende la direzione Carpena, Castè. Da qui il paesaggio inizia a cambiare prospettiva: si intuisce già la vastità del territorio che vi aspetta. Dopo un breve tratto di asfalto — non il massimo, ma breve — troverete le indicazioni per il vecchio sentiero n°1, oggi rinominato AVG5T (Alta Via del Golfo 5 Terre).

Lungo questo tratto attraverserete un ponte romano che vale da solo la deviazione. Uno di quei manufatti che ti fanno fermare un attimo, guardare le pietre squadrate e pensare a quante persone ci hanno camminato sopra nei secoli. Un momento di pausa anche spirituale, oltre che fisica.

Si sale, si sale… e poi ancora si sale

Dopo il ponte non aspettatevi tregua: il sentiero riprende a salire con decisione. Qui le bacchette da nordic walking tornano utilissime, non solo in discesa ma anche per alleggerire le ginocchia nelle salite più ripide. Prendetevela con calma, il ritmo costante è la chiave per arrivare in fondo senza finire le energie a metà percorso.

Dopo tanta fatica si arriva finalmente a Castè, un piccolo paesino che accoglie i viandanti con una preziosa fontana. Fermatevi, riempite lo zaino idrico se avete bisogno e godetevi due minuti di sosta. Da qui si riprende in direzione Riomaggiore.

A proposito di fontane: se ancora non l'avete fatto, vi consiglio di scaricare l'app "Fontanelle d'Italia" — utilissima per trovare e mappare le fontanelle in giro per la nostra meravigliosa penisola. Su percorsi lunghi come questo, sapere dove puoi rifornire d'acqua fa una differenza enorme.

Il tratto da Castè all'Alta Via 5T: bello ma tosto

Diciamocelo chiaramente: il pezzo da Castè all'alta via 5T non è il massimo. Ci sono rovi e parecchi tronchi caduti, probabilmente il risultato di qualche mareggiata o temporale degli anni passati. A piedi è praticabile, ma richiede attenzione e un po' di pazienza. Con la MTB diventa una mezza tortura — forse si passa lo stesso, ma con la bici in spalla per buona parte del tratto. Ve lo dico per esperienza diretta.

Se avete intenzione di fare questo percorso in mountain bike, valutate bene questo segmento: non è impossibile, ma preparatevi a qualche momento di frustrazione.

Finalmente il mare — e i menhir

E poi, all'improvviso, eccolo. Il mare. Dopo ore di bosco, salite e rovi, il Mediterraneo si apre davanti a voi in tutto il suo splendore azzurro. Uno di quei momenti che ripagano ogni goccia di sudore versata lungo il percorso. Fermatevi un attimo ad ammirarlo — lo meritate.

Da questo punto il sentiero cambia carattere: diventa tranquillo e pulito, ben tenuto, con panorami mozzafiato sul golfo e sulle scogliere delle Cinque Terre. Si cammina con un sorriso sulle labbra, quasi senza accorgersene.

Una delle sorprese più belle di questo tratto? I menhir. Sì, pietre preistoriche piantate nel terreno, testimonianze silenziose di una civiltà lontanissima nel tempo. Non aspettateveli — e proprio per questo vi colpiranno ancora di più quando li trovate.

Direzione Vernazza, passando per il santuario

Con il mare accanto e il sentiero che finalmente asseconda le gambe stanche, si prende la direzione Levanto e poi si piega verso Vernazza. Il panorama sulle terrazze coltivate a vigneto, sul blu del mare e sulle scogliere à roba che non si dimentica facilmente.

Prima di arrivare a Vernazza, lungo il sentiero, troverete un santuario che in questo contesto appare davvero come un'oasi nel deserto. È il posto perfetto per una sosta: tirate il fiato, ammirate il luogo e — perché no? — concedetevi una birra fresca se siete fortunati e lo trovate aperto. Dopo 6 ore di cammino, ve la siete guadagnata.

E poi, eccola: Vernazza in tutto il suo splendore. Il borgo si svela dall'alto con quelle case colorate che scendono a picco sul mare, il porticciolo, la torre medievale. Una visione che non smette mai di emozionare, anche se l'avete già vista mille volte nelle foto.

Consigli pratici per chi vuole ripetere il percorso

Qualche suggerimento utile prima di lanciarvi:

  • Periodo migliore: primavera e inizio autunno. In estate il caldo può essere davvero impegnativo con questi dislivelli, e i sentieri delle Cinque Terre sono affollati.
  • Acqua: portate almeno 2 litri nello zaino idrico e sfruttate la fontana di Castè per ricaricare. Usate l'app Fontanelle d'Italia per monitorare altri punti d'acqua lungo il percorso.
  • Scarpe: niente sneakers da città. Servono scarpe da trekking con suola Vibram o comunque con buona tenuta sul terreno umido e sconnesso.
  • Bacchette: fortemente consigliate, sia in salita per risparmiare le gambe sia in discesa per proteggere le ginocchia.
  • Ritorno: essendo un percorso solo andata, pianificate il rientro in treno da Vernazza — la linea La Spezia-Genova passa da tutte le Cinque Terre ed è comodissima.
  • MTB: tecnicamente fattibile, ma il tratto da Castè all'alta via 5T vi darà del filo da torcere. Valutate bene.

Pronti a partire?

Questo è uno di quei percorsi che rimangono impressi nella memoria. Non è per tutti — 21 km e 1400 metri di dislivello sono roba seria — ma chi ce la fa torna a casa con la soddisfazione negli occhi e qualche foto bellissima nel telefono. E magari con la voglia di tornare a esplorare ancora questi sentieri fantastici alle spalle del golfo.

Se avete domande sul percorso, se volete sapere qualcosa di più su un tratto specifico, o se l'avete già fatto e volete condividere la vostra esperienza, lasciate un commento qui sotto. Ogni tanto i sentieri cambiano, i tronchi caduti vengono rimossi (o ne cadono di nuovi), e il contributo di chi cammina è sempre prezioso per tenere le informazioni aggiornate. Buon cammino!

domenica 14 giugno 2015

Giro Isola-Montalbano-Valeriano e Vezzano

Lunghezza: 18 km circa
Tempo: 3 ore circa correndo o a passo svelto
Difficoltà: media
Dislivello: circa 800 mt in salita e 800 mt in discesa
Provviste: nessuna, solo acqua
Accessori: zaino idrico

Un giro nella zona est della Spezia, finalmente!

Ciao a tutti! Oggi esploriamo finalmente la zona est della città, che nelle uscite precedenti era stata un po' trascurata a favore di altri versanti. Devo dire che valeva la pena aspettare: questo giro ad anello che tocca Isola, Montalbano, Valeriano e Vezzano è un bel percorso vario, con tratti nel bosco, qualche salita impegnativa e scorci sul territorio spezzino davvero interessanti. Adatto sia a chi corre in trail che a chi preferisce camminare a passo sostenuto.

La partenza da Felettino e il sentiero 228

Si parte dalla località Felettino e si imbocca il sentiero 228 in direzione Isola-Montalbano. Il sentiero si inserisce subito nel verde, con una vegetazione tipica della macchia mediterranea ligure — lecci, rovi, qualche castagno — e si cammina bene anche nelle stagioni più calde grazie all'ombra del bosco.

Peccato però che in questa zona del sentiero ci siano un po' di piccole discariche abusive. È un vero peccato perché rovinano un ambiente altrimenti piacevole. Comune della Spezia, quando ti deciderai a fare qualcosa? Mettere delle videocamere in punti strategici sarebbe già un buon inizio...

Si prosegue prendendo la direzione indicata per Montalbano-Isola. La segnaletica in questa prima parte è abbastanza chiara, quindi non ci si perde facilmente.

Il ponte, la salita e il borgo di Isola

Arrivati a un ponte in legno/pietra lo si attraversa e qui inizia la salita vera e propria. Non è una rampa impossibile, ma si sente: il dislivello complessivo di circa 800 metri si fa rispettare, soprattutto se stai correndo. Meglio non partire troppo forte proprio in questo tratto iniziale.

Il bello è che man mano che si sale il sentiero diventa molto più pulito e curato. Si raggiunge una chiesa che si interseca con la strada di Isola: qui è facile capire dove ci si trova grazie a qualche indicazione in più.

Si gira a sinistra, si percorre un breve tratto di asfalto (pochi minuti, niente di drammatico) e poi si imbocca una scalinata che porta verso l'alto. Questo tipo di percorso, con il lastricato in pietra che sale tra le case, è tipico dei borghi liguri dell'entroterra e ha tutto il suo fascino.

Arrivati in cima al borgo di Isola la vista non è malaccio, come si suol dire. In realtà è proprio bella: si spazia sul golfo e sui rilievi circostanti, e ci si rende conto di quanto sia ricco di storia e paesaggio questo entroterra spezzino che spesso si trascura a favore delle Cinque Terre.

Lungo il percorso si incontrano alcune fontanelle caratteristiche — il tipo di piccoli elementi di arredo urbano rurale che andrebbero assolutamente preservati e valorizzati. Peccato che non tutte funzionino: questa, ad esempio, era completamente a secco. Motivo in più per partire con lo zaino idrico ben carico, perché fare affidamento sulle fontane di montagna in questa zona è un rischio che non vale la pena correre.

Montalbano e l'Alta Via del Golfo

Si continua a salire fino a raggiungere una chiesetta abbandonata in cima a Montalbano. È uno di quei posti che ti fanno fermare un attimo: l'edificio diroccato, il silenzio intorno, il panorama che si apre. Vale la sosta anche solo per qualche foto.

Qui si lascia il sentiero 228 e ci si riallaccia all'onnipresente AVG (Alta Via del Golfo), il lungo itinerario che percorre tutta la dorsale della provincia spezzina. Attenzione: io sono passato dietro alla chiesa ma le segnalazioni in questo punto sono un po' confuse. Se non siete sicuri, fate attenzione ai segni sulle rocce e sugli alberi e non abbiate fretta.

Verso Valeriano: attenzione alla variante AVG

Lasciato Isola alle spalle, si prosegue in direzione Valeriano. Il percorso continua a essere vario: bosco, qualche tratto aperto con belle vedute, piccoli saliscendi che danno ritmo al cammino.

Una nota importante: se a un certo punto trovate l'indicazione per la variante AVG, sappiate che quella strada scende verso il Magra. Se siete a piedi e volete completare il giro come descritto, evitatela. Se invece siete in MTB, potrebbe essere un'interessante deviazione da esplorare in un'altra occasione.

Si continua, possibilmente cercando di restare fuori dall'asfalto il più possibile — c'è quasi sempre un'alternativa sterrata o nel bosco, basta cercarla con un po' di attenzione.

L'incrocio con Buonviaggio e l'arrivo a Vezzano

Con un'altra piccola deviazione si arriva all'incrocio con Buonviaggio. Da qui in poi bisogna ammettere che la segnaletica lascia un po' a desiderare. Ho trovato l'arrivo a Vezzano, ma non senza qualche difficoltà: il mio obiettivo era restare fuori dall'asfalto il più a lungo possibile, e alcuni tratti del sentiero sono piuttosto invasi dai rovi, soprattutto in estate e in autunno quando la vegetazione è più fitta. Se avete i pantaloni corti, preparatevi a qualche graffio.

Chi volesse evitare il problema può sempre optare per la strada asfaltata in questo ultimo tratto: si perde un po' in termini di "purezza" del percorso, ma si guadagna in comodità e si arriva a Vezzano senza troppi patemi.

Consigli pratici per affrontare questo giro

  • Periodo migliore: primavera e autunno sono ideali. In estate il caldo può essere impegnativo, soprattutto nelle salite esposte. In inverno qualche tratto può essere scivoloso.
  • Acqua: non fate affidamento sulle fontanelle lungo il percorso — alcune sono a secco. Partite con almeno 1,5-2 litri nello zaino idrico.
  • Abbigliamento: pantaloni lunghi o almeno una ghetta leggera nella seconda parte del percorso, dove i rovi si fanno sentire.
  • MTB: il percorso base è adatto anche alle mountain bike su buona parte del tracciato; la variante AVG verso il Magra può essere un plus interessante da esplorare a parte.
  • Navigazione: scaricate una traccia GPX prima di partire, perché la segnaletica in alcuni punti (soprattutto vicino a Montalbano e nell'ultimo tratto verso Vezzano) è poco affidabile.

Conclusione

In definitiva questo giro Isola-Montalbano-Valeriano-Vezzano è una bella scoperta per chi vuole esplorare l'entroterra della Spezia senza percorrere sempre gli stessi sentieri. Non è facilissimo da navigare in autonomia assoluta, ma con un po' di attenzione e una traccia gps di supporto si porta a casa un'uscita soddisfacente, con paesaggi e borghi che meritano davvero.

Se l'avete già fatto o se lo proverete, lasciate un commento qui sotto: mi fa sempre piacere sapere come è andata, se avete trovato le stesse fontanelle a secco o se qualche sentiero nel frattempo è stato ripulito dai rovi. E se conoscete varianti o scorciatoie che non ho preso, ancora meglio — condividete!

Alla prossima!

sabato 6 giugno 2015

Strada dei Tedeschi MTB: sentiero storico Val di Vara

Lunghezza: 6 km circa SOLO ANDATA
Tempo: 30 min circa in MTB
Difficoltà: bassa
Dislivello: nessuno
Provviste: nessuna, solo acqua
Accessori: zaino idrico

Un sentiero con la storia sotto le ruote

Ciao a tutti!
Oggi vi porto a scoprire uno di quei posti che mi fanno amare ancora di più questa provincia: la Strada dei Tedeschi, un sentiero storico nel cuore della Val di Vara, tra Beverino e Piana Battolla. Non è solo una pedalata tranquilla immersa nel verde — è letteralmente un pezzo di storia che si percorre in sella alla propria MTB.

Il nome dice già tutto: questo sentiero fu realizzato dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, probabilmente per collegare le posizioni militari e consentire il trasporto di viveri e munizioni tra le colline della Liguria orientale. Pensateci mentre pedalate: sotto le vostre ruote ci sono gli stessi sassi e la stessa terra calpestati da soldati ottant'anni fa. Una sensazione strana, un po' malinconica, ma affascinante. La Strada dei Tedeschi rappresenta uno di quei rari casi in cui storia e natura si fondono in un'unica esperienza all'aria aperta, rendendola meta perfetta per gli appassionati di MTB che cercano qualcosa di più di una semplice pedalata.

Il percorso MTB da Beverino a Piana Battolla

Il consiglio è di partire da Beverino, così da sfruttare la leggera pendenza a favore nella parte finale verso Piana Battolla — una discesa dolce e scorrevole che è forse il momento più godibile di tutto il giro. Partendo dall'altro lato funziona lo stesso, ma vi perdereste quel finale rilassante.

All'imbocco del sentiero troverete un cartello ben visibile che segnala l'inizio del percorso:

Cartello di inizio della Strada dei Tedeschi a Beverino, Val di Vara

Da lì in poi, seguite i segnali con l'indicazione "percorso saliscendi" — sono abbastanza frequenti e vi guideranno senza problemi lungo tutto il tragitto.

Segnaletica del percorso saliscendi sulla Strada dei Tedeschi in Liguria

Lungo la strada troverete anche altri cartelli informativi che raccontano qualcosa sulla storia del luogo e sull'ambiente circostante. Vale la pena fermarsi un attimo a leggerli, soprattutto se siete amanti della storia locale.

Cartello informativo storico lungo la Strada dei Tedeschi Val di Vara

Ecco anche la traccia GPS del percorso, comoda da scaricare prima di partire:

Traccia GPS della Strada dei Tedeschi MTB tra Beverino e Piana Battolla

Com'è il fondo del sentiero?

Il sentiero è in ottime condizioni — e questo è già un mezzo miracolo per un tracciato storico di questo tipo. Probabilmente il Comune di Beverino lo tutela e lo manutiene con cura, e fa benissimo! Il fondo è compatto e scorrevole per la maggior parte del percorso, con solo pochissimi punti un po' più tecnici dove potrebbe essere necessario scendere dalla bici.

Fondo compatto e scorrevole del sentiero MTB Strada dei Tedeschi in Liguria

Il paesaggio che vi accompagna è quello tipico dell'entroterra spezzino: boschi misti, qualche schiarita con vista sulle colline circostanti, silenzio, aria pulita. Non è un percorso spettacolare dal punto di vista panoramico, ma ha un'atmosfera raccolta e tranquilla che lo rende perfetto per una pedalata rigenerante lontana dal traffico.

Consigli pratici prima di partire

Qualche dritta utile per chi vuole provare la Strada dei Tedeschi in MTB:

  • Periodo migliore: estate e inizio autunno, con tempo stabile. Evitate assolutamente i giorni dopo la pioggia — basta pochissima acqua per trasformare il fondo in un pantano impraticabile.
  • Bici consigliata: MTB o gravel, niente bici da corsa. Il fondo non è asfaltato e qualche radice o sasso qua e là è normale.
  • Cosa portare: uno zaino idrico è l'accessorio fondamentale. Non ci sono fontane o bar lungo il percorso, quindi caricate bene prima di partire. Non servono provviste particolari per un'uscita di 30 minuti, ma uno snack non guasta mai.
  • Logistica: se volete evitare di tornare sui vostri passi, organizzatevi con due macchine — una a Beverino e una a Piana Battolla — oppure unitevi a una rete di sentieri più ampia nella zona.

Cosa fare dopo: i sentieri di Follo e dintorni

Una volta sbucati a Piana Battolla, teoricamente potreste ricongiungervi con una rete di sentieri lungo la Magra, nella zona di Follo. L'idea è interessante e il territorio ha sicuramente potenziale, ma — ve lo dico onestamente — ci ho provato e i sentieri in quella zona sono ancora abbastanza confusi e poco segnalati. Ci riproverò con più calma, e se trovo qualcosa di buono ve lo racconterò!

Paesaggio boschivo dell'entroterra spezzino visto dalla Strada dei Tedeschi

Perché vale la pena pedalare sulla Strada dei Tedeschi

Insomma, la Strada dei Tedeschi è una di quelle uscite in MTB perfette quando avete voglia di pedalare senza troppa fatica, respirare aria buona e fare un salto indietro nel tempo. Con i suoi 6 km di percorso pianeggiante, difficoltà bassa e fondo ben mantenuto, è adatta davvero a tutti i livelli — dai ciclisti alle prime armi fino a chi vuole semplicemente godersi una domenica tranquilla nell'entroterra della provincia della Spezia. La storia che si respira lungo ogni metro del tracciato la rende unica nel suo genere: non troverete un'altra pedalata così nell'intera Liguria orientale. Provatela, e poi ditemi com'è andata — scrivete nei commenti la vostra esperienza o se avete scoperto nuovi collegamenti con altri sentieri nella zona. Ciao!!