Lunghezza: 21 km circa
Tempo: 6 ore circa camminando
Difficoltà: alta
Dislivello: circa 1400 mt in salita e 1400 mt in discesa
Provviste: panini e barrette
Accessori: zaino idrico e bacchette da nordik walking
Un'escursione che parte dal cortile di casa
Ciao a tutti, oggi andiamo a fare un giretto nelle Cinque Terre partendo proprio da La Spezia, quartiere di Rebocco. Sì, avete capito bene: niente navette, niente treni affollati, si parte a piedi da casa — o quasi. Questo è uno di quei percorsi che ti ricordano quanto siamo fortunati a vivere in questa zona, con il mare da una parte e i boschi dall'altra, e tutto raggiungibile sulle proprie gambe.
Vi avverto subito: 21 km con 1400 metri di dislivello positivo non sono uno scherzo. Questo non è un sentiero per famiglie con passeggino né per chi è alla prima uscita. Mettetevi scarpe da trekking serie, caricate bene lo zaino idrico e portate qualcosa da mangiare. Ne vale assolutamente la pena.
Come si arriva a Rebocco e dove si inizia
Il punto di partenza è Rebocco, una delle frazioni collinari di La Spezia, facilmente raggiungibile dalla città. Da qui si imbocca il sentiero 521, ben segnalato, che si inerpica subito su per il bosco. È il classico inizio che ti mette subito alla prova: gambe, fiato e determinazione entrano in gioco fin dai primi metri.
Proseguite in direzione S. Anna. Il sentiero qui è piacevole, immerso nella vegetazione tipica della Liguria: lecci, ginestre, qualche pino marittimo. Si respira già un'aria diversa rispetto alla città, anche se siete partiti da pochi minuti.
Ora arriva la prima cosa che può sembrare controintuitiva: i cartelli vi indicano la direzione Bocca di Magra, non Portovenere. Non fatevi ingannare, è la strada giusta. Seguite le indicazioni senza esitare — la logica dei sentieri liguri a volte ha i suoi percorsi tortuosi, ma alla fine tornano sempre dove devono.
Verso Carpena e il vecchio sentiero n°1
Una volta arrivati sulla sommità della foce, si prende la direzione Carpena, Castè. Da qui il paesaggio inizia a cambiare prospettiva: si intuisce già la vastità del territorio che vi aspetta. Dopo un breve tratto di asfalto — non il massimo, ma breve — troverete le indicazioni per il vecchio sentiero n°1, oggi rinominato AVG5T (Alta Via del Golfo 5 Terre).
Lungo questo tratto attraverserete un ponte romano che vale da solo la deviazione. Uno di quei manufatti che ti fanno fermare un attimo, guardare le pietre squadrate e pensare a quante persone ci hanno camminato sopra nei secoli. Un momento di pausa anche spirituale, oltre che fisica.
Si sale, si sale… e poi ancora si sale
Dopo il ponte non aspettatevi tregua: il sentiero riprende a salire con decisione. Qui le bacchette da nordic walking tornano utilissime, non solo in discesa ma anche per alleggerire le ginocchia nelle salite più ripide. Prendetevela con calma, il ritmo costante è la chiave per arrivare in fondo senza finire le energie a metà percorso.
Dopo tanta fatica si arriva finalmente a Castè, un piccolo paesino che accoglie i viandanti con una preziosa fontana. Fermatevi, riempite lo zaino idrico se avete bisogno e godetevi due minuti di sosta. Da qui si riprende in direzione Riomaggiore.
A proposito di fontane: se ancora non l'avete fatto, vi consiglio di scaricare l'app "Fontanelle d'Italia" — utilissima per trovare e mappare le fontanelle in giro per la nostra meravigliosa penisola. Su percorsi lunghi come questo, sapere dove puoi rifornire d'acqua fa una differenza enorme.
Il tratto da Castè all'Alta Via 5T: bello ma tosto
Diciamocelo chiaramente: il pezzo da Castè all'alta via 5T non è il massimo. Ci sono rovi e parecchi tronchi caduti, probabilmente il risultato di qualche mareggiata o temporale degli anni passati. A piedi è praticabile, ma richiede attenzione e un po' di pazienza. Con la MTB diventa una mezza tortura — forse si passa lo stesso, ma con la bici in spalla per buona parte del tratto. Ve lo dico per esperienza diretta.
Se avete intenzione di fare questo percorso in mountain bike, valutate bene questo segmento: non è impossibile, ma preparatevi a qualche momento di frustrazione.
Finalmente il mare — e i menhir
E poi, all'improvviso, eccolo. Il mare. Dopo ore di bosco, salite e rovi, il Mediterraneo si apre davanti a voi in tutto il suo splendore azzurro. Uno di quei momenti che ripagano ogni goccia di sudore versata lungo il percorso. Fermatevi un attimo ad ammirarlo — lo meritate.
Da questo punto il sentiero cambia carattere: diventa tranquillo e pulito, ben tenuto, con panorami mozzafiato sul golfo e sulle scogliere delle Cinque Terre. Si cammina con un sorriso sulle labbra, quasi senza accorgersene.
Una delle sorprese più belle di questo tratto? I menhir. Sì, pietre preistoriche piantate nel terreno, testimonianze silenziose di una civiltà lontanissima nel tempo. Non aspettateveli — e proprio per questo vi colpiranno ancora di più quando li trovate.
Direzione Vernazza, passando per il santuario
Con il mare accanto e il sentiero che finalmente asseconda le gambe stanche, si prende la direzione Levanto e poi si piega verso Vernazza. Il panorama sulle terrazze coltivate a vigneto, sul blu del mare e sulle scogliere à roba che non si dimentica facilmente.
Prima di arrivare a Vernazza, lungo il sentiero, troverete un santuario che in questo contesto appare davvero come un'oasi nel deserto. È il posto perfetto per una sosta: tirate il fiato, ammirate il luogo e — perché no? — concedetevi una birra fresca se siete fortunati e lo trovate aperto. Dopo 6 ore di cammino, ve la siete guadagnata.
E poi, eccola: Vernazza in tutto il suo splendore. Il borgo si svela dall'alto con quelle case colorate che scendono a picco sul mare, il porticciolo, la torre medievale. Una visione che non smette mai di emozionare, anche se l'avete già vista mille volte nelle foto.
Consigli pratici per chi vuole ripetere il percorso
Qualche suggerimento utile prima di lanciarvi:
- Periodo migliore: primavera e inizio autunno. In estate il caldo può essere davvero impegnativo con questi dislivelli, e i sentieri delle Cinque Terre sono affollati.
- Acqua: portate almeno 2 litri nello zaino idrico e sfruttate la fontana di Castè per ricaricare. Usate l'app Fontanelle d'Italia per monitorare altri punti d'acqua lungo il percorso.
- Scarpe: niente sneakers da città. Servono scarpe da trekking con suola Vibram o comunque con buona tenuta sul terreno umido e sconnesso.
- Bacchette: fortemente consigliate, sia in salita per risparmiare le gambe sia in discesa per proteggere le ginocchia.
- Ritorno: essendo un percorso solo andata, pianificate il rientro in treno da Vernazza — la linea La Spezia-Genova passa da tutte le Cinque Terre ed è comodissima.
- MTB: tecnicamente fattibile, ma il tratto da Castè all'alta via 5T vi darà del filo da torcere. Valutate bene.
Pronti a partire?
Questo è uno di quei percorsi che rimangono impressi nella memoria. Non è per tutti — 21 km e 1400 metri di dislivello sono roba seria — ma chi ce la fa torna a casa con la soddisfazione negli occhi e qualche foto bellissima nel telefono. E magari con la voglia di tornare a esplorare ancora questi sentieri fantastici alle spalle del golfo.
Se avete domande sul percorso, se volete sapere qualcosa di più su un tratto specifico, o se l'avete già fatto e volete condividere la vostra esperienza, lasciate un commento qui sotto. Ogni tanto i sentieri cambiano, i tronchi caduti vengono rimossi (o ne cadono di nuovi), e il contributo di chi cammina è sempre prezioso per tenere le informazioni aggiornate. Buon cammino!

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