sabato 30 settembre 2017

Francigena Tuscany Marathon: la mia esperienza

Eccoci qui alla partenza della Francigena Tuscany Marathon. Giorno 24 settembre 2017: una di quelle date che non si dimenticano facilmente, soprattutto quando la sveglia suona alle 4:30 del mattino e il raffreddore del giorno prima è ancora bello presente. Insomma, non ero proprio in forma smagliante. Eppure eccomi qui — mi chiedo ancora chi me l'ha fatto fare 😂

La partenza da Pietrasanta: si comincia all'alba

Alle 5:45 siamo tutti pronti: siamo in cinque, carichi di entusiasmo (e di fazzoletti, almeno nel mio caso) e si parte da La Spezia in direzione Toscana. La destinazione è Pietrasanta, uno di quei paesini che, se non avete ancora visitato, dovreste mettere immediatamente in lista. Bellissimo, davvero.

Parcheggiamo comodamente al parcheggio della stazione: è enorme e, cosa non da poco, gratuito. Si tirano fuori zaini e bastoncini e ci si avvia verso il punto di ritrovo. L'aria è ancora fresca, il cielo si tinge dei primi colori dell'alba e già si respira quella sensazione particolare che solo le grandi camminate sanno dare.

Alle ore sette del mattino, dopo un breve saluto da parte degli organizzatori, la Francigena Tuscany Marathon prende ufficialmente il via.

I primi chilometri: atmosfera da pellegrini moderni

La temperatura è perfetta per camminare: né troppo calda né troppo fredda, quel tipo di fresco settembrina che accompagna i passi senza appesantire. Si cammina tranquilli, godendosi il paesaggio e la compagnia, fino al primo piccolo intoppo: un imbuto si forma nel punto in cui la strada diventa sentiero. Un po' di attesa, qualche sorriso tra i partecipanti, e si riparte.

Quello che colpisce subito — e che fa quasi sorridere — è vedere alcuni partecipanti che scalpitano per superare gli altri, come se stessero gareggiando per il podio. Viene spontaneo chiedersi: ma i pellegrini medievali correvano? La Via Francigena nasce come percorso di fede e meditazione, non certo come pista da sprint. Eppure, l'entusiasmo agonistico di certi camminatori è comunque contagioso, a suo modo.

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La Via Francigena in Toscana: un percorso tra storia e natura

La Via Francigena in Toscana è uno dei tratti più affascinanti dell'intero cammino che un tempo collegava Canterbury a Roma. I paesaggi che si attraversano sono un susseguirsi di colline, boschi, vigneti e borghi medievali che sembrano fermi nel tempo. Camminare su questi sentieri significa fare un tuffo nella storia, respirando la stessa aria che respiravano i pellegrini di secoli fa.

La Francigena Tuscany Marathon sfrutta proprio questa magia, proponendo un percorso che mette alla prova le gambe ma regala scenari indimenticabili. Non è una gara per chi cerca solo il cronometro: è un'esperienza che vale la pena vivere con calma, alzando lo sguardo e apprezzando ogni curva del sentiero.

Consigli pratici per partecipare

Se state pensando di iscrivervi alla prossima edizione della Francigena Tuscany Marathon, ecco qualche consiglio nato dall'esperienza diretta:

  • Parcheggio: il parcheggio della stazione di Pietrasanta è un'ottima base di partenza — gratuito e capiente.
  • Bastoncini: fondamentali, soprattutto nei tratti di sentiero dove il fondo è irregolare.
  • Abbigliamento: a settembre le mattine possono essere fresche, ma il sole si fa sentire. Meglio vestirsi a strati.
  • Condizione fisica: anche con un po' di raffreddore (come nel mio caso) ce la si può fare — ma è ovviamente meglio arrivare riposati e in salute!
  • Spirito giusto: godetevi il percorso. Non è una corsa contro gli altri, ma un viaggio con se stessi, sulle orme dei pellegrini di un tempo.

Vale la pena partecipare?

Assolutamente sì. Nonostante la sveglia antelucana, il raffreddore e gli inevitabili momenti di fatica, la Francigena Tuscany Marathon è stata un'esperienza che rifarei senza esitazione. C'è qualcosa di speciale nel camminare in gruppo su un percorso così carico di storia, immersi nei colori dell'autunno toscano.

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Se avete la possibilità, segnatevi la data della prossima edizione e iscrivetevi per tempo. E se passate da Pietrasanta — anche solo per il parcheggio — prendetevi almeno mezzora per esplorare il centro storico. Ne vale davvero la pena.

Francigena Tuscany Marathon: la mia esperienza

Eccoci qui alla partenza della Francigena Tuscany Marathon. Giorno 24 settembre 2017.

Partendo da La Spezia la sveglia la avevo messa alle 4:30 del mattino e il giorno prima ero pieno di raffreddore… insomma non ero proprio in buona condizione. Ci proviamo! Anche se mi chiedo chi me l'ha fatto fare 😂

In ogni caso alle 5:45 ci siamo tutti (siamo in cinque) e si parte per vivere una delle esperienze più belle che la Toscana sa offrire a chi ama camminare!

La partenza: Pietrasanta di prima mattina

Si parcheggia a Pietrasanta (paesino bellissimo, se non ci siete mai stati andateci!) dal parcheggio della stazione (enorme e gratuito fortunatamente): si tirano fuori gli zaini e i bastoncini e si va. Ore sette del mattino, dopo un breve saluto da parte degli organizzatori, la Francigena Tuscany Marathon ha ufficialmente inizio!

Pietrasanta è una delle perle della Versilia, conosciuta come la "Piccola Atene" per la sua vivace tradizione artistica e culturale. Trovarsi lì all'alba, con l'aria fresca di settembre e lo zaino in spalla, regala una sensazione difficile da descrivere a parole. Il centro storico è ancora addormentato, le strade silenziose, e noi cinque già carichi di adrenalina pronti ad affrontare i chilometri che ci aspettano.

Il percorso: tra storia e natura toscana

La Francigena Tuscany Marathon si snoda lungo uno dei cammini storici più affascinanti d'Italia: la Via Francigena, l'antica strada medievale che collegava Canterbury a Roma. In Toscana questo tracciato attraversa paesaggi mozzafiato: colline dolci, borghi in pietra, vigneti e oliveti che in settembre mostrano i loro colori più caldi e intensi.

Camminare con i bastoncini su questo tipo di terreno misto — tratti sterrati, selciati antichi, brevi salite — è un'esperienza che mette alla prova le gambe ma premia gli occhi ad ogni curva. Nonostante il raffreddore della vigilia, una volta in marcia il corpo risponde bene: l'entusiasmo del gruppo e la bellezza del paesaggio fanno dimenticare ogni acciacco.

La Via Francigena in Toscana è riconosciuta come uno dei percorsi di pellegrinaggio e trekking più suggestivi d'Europa. Ogni chilometro racconta secoli di storia: i viandanti medievali che percorrevano queste strade in direzione di Roma lasciavano tracce nei borghi, nelle pievi e negli ospizi che ancora oggi è possibile ammirare lungo il cammino. Partecipare alla Francigena Tuscany Marathon significa immergersi in questo patrimonio storico e paesaggistico in modo attivo e coinvolgente.

L'atmosfera della gara: partecipanti e organizzazione

Uno degli aspetti più belli della Francigena Tuscany Marathon è la sua anima autentica. Non si tratta di una gara iper-competitiva: l'evento mescola podisti, trail runner e camminatori appassionati, creando un'atmosfera conviviale e accogliente. Gli organizzatori si sono dimostrati attenti e puntuali: il briefing di apertura è stato breve ma esaustivo, le indicazioni sul percorso chiare.

Essere in cinque aiuta moltissimo: ci si incita a vicenda, ci si aspetta nei tratti più impegnativi, ci si scambia snack e battute. La fatica diventa condivisa e quindi più leggera. Se state pensando di partecipare a questo tipo di evento, il consiglio è sempre lo stesso: portatevi almeno un amico!

La formula dell'evento è pensata per essere accessibile a tutti i livelli di preparazione fisica. Chi cerca il ritmo sostenuto del trail running e chi preferisce godersi il paesaggio con passo più tranquillo trovano entrambi il loro spazio. Questa inclusività è probabilmente uno dei motivi per cui la manifestazione ha costruito nel tempo una comunità affiatata di partecipanti affezionati, molti dei quali tornano anno dopo anno.

Consigli pratici per partecipare alla Francigena Tuscany Marathon

  • Parcheggio: il parcheggio della stazione di Pietrasanta è ampio e gratuito, perfetto come punto di ritrovo.
  • Attrezzatura: bastoncini da trekking consigliati, zaino con acqua e snack energetici.
  • Come arrivare: da La Spezia si raggiunge Pietrasanta comodamente in auto in circa un'ora seguendo l'Autostrada A12.
  • Orario: la partenza è fissata per le ore 7:00, quindi conviene organizzarsi la sera prima e pernottare in zona se si viene da lontano.
  • Periodo: settembre è uno dei mesi migliori per camminare in Toscana: le temperature sono miti, le giornate ancora lunghe e i paesaggi magnifici con i primi colori autunnali.
  • Forma fisica: non è necessario essere atleti professionisti, ma una buona preparazione di base con uscite regolari nei mesi precedenti è consigliata per godersi al meglio l'esperienza.

Cosa mettere nello zaino: equipaggiamento essenziale

Per affrontare una maratona su percorso misto come questo, la scelta dell'equipaggiamento fa la differenza. Scarpe da trail con buona aderenza sul bagnato e sui selciati antichi sono fondamentali. Un abbigliamento a strati permette di adattarsi ai cambi di temperatura tipici delle mattine di settembre in Toscana: si parte freschi all'alba e si arriva nel caldo pomeridiano.

Nello zaino non devono mancare: acqua sufficiente (almeno 1,5 litri di partenza), barrette energetiche o frutta secca, un cambio leggero, il cellulare carico con il tracciato scaricato offline e un kit di pronto soccorso essenziale. I bastoncini da trekking, come già detto, sono fortemente consigliati: alleggeriscono le ginocchia nelle discese e aiutano nelle salite più ripide.

Vale la pena partecipare?

Assolutamente sì. La Francigena Tuscany Marathon è uno di quegli eventi che restano nel cuore: un mix perfetto di storia, natura, sport e amicizia. Anche se si parte con il raffreddore e la sveglia alle 4:30, una volta lì capisci perché ne valeva la pena. E già mentre torni a casa stai pensando all'edizione successiva.

Se siete appassionati di cammini, trail e sentieri della Toscana e della Liguria, continuate a seguire questo blog: troverete tanti altri percorsi, esperienze e consigli pratici per vivere al meglio le vostre avventure all'aperto.

sabato 8 luglio 2017

Trekking Fiascherino-Zanego-Spiaggioni a Lerici: 6 km

Ciao a tutti,
oggi andiamo a fare un tuffo dove l'acqua è più blu. Se cercate un trekking costiero a Lerici che unisca natura, panorami sul mare e un pizzico di fatica, il sentiero Fiascherino-Zanego-Spiaggioni è esattamente quello che fa per voi. Un itinerario di circa 6 km che regala scorci indimenticabili sul Golfo dei Poeti, attraversando borghi rurali sospesi nel tempo e macchia mediterranea profumatissima.

Scheda tecnica del percorso

Prima di partire, ecco tutti i dati essenziali per organizzare al meglio la vostra escursione lungo questo trekking costiero a Lerici:

  • Lunghezza: 6 km circa
  • Tempo: 1 ora circa
  • Difficoltà: media
  • Dislivello: 404 mt
  • Provviste: solo acqua
  • Accessori: zainetto trail per chi corre, bastoncini da nordic walking per chi cammina

Il percorso si sviluppa lungo la costa ligure nel tratto che va da Fiascherino fino agli Spiaggioni, passando per la località di Zanego. Si tratta di uno dei sentieri costieri più suggestivi della provincia di La Spezia, perfetto sia per i runner che per gli escursionisti amanti del trekking. La varietà del paesaggio — tra ulivi, macchia mediterranea e affacci improvvisi sul mare — rende ogni passo un piacere, anche nei tratti più impegnativi.

Come raggiungere il punto di partenza a Fiascherino

Mappa del sentiero trekking costiero Fiascherino-Zanego-Spiaggioni, Lerici

Il punto di partenza del sentiero è il parcheggio di Fiascherino, la piccola frazione balneare del comune di Lerici, facilmente raggiungibile in auto percorrendo la strada provinciale che da Lerici scende verso la costa. In estate si consiglia di arrivare presto al mattino per trovare parcheggio senza difficoltà, oppure di valutare l'arrivo con i mezzi pubblici: da Lerici esistono collegamenti con autobus locali.

Fiascherino è di per sé una meta incantevole: una piccola baia con acque cristalline e un'atmosfera raccolta, molto amata dai turisti che frequentano il Golfo dei Poeti. Partire da qui significa immergersi fin da subito nell'atmosfera tipica della riviera spezzina.

La salita iniziale: da Fiascherino verso Zanego

Fin da subito il sentiero mette alla prova le gambe con una bella salita: il dislivello complessivo di 404 metri si fa sentire, ma la fatica viene ampiamente ricompensata dai panorami che si aprono man mano che si guadagna quota. Il fondo del sentiero è misto: tratti su sterrato, qualche radice e rocce affioranti rendono necessario un minimo di attenzione, soprattutto se il terreno è bagnato.

Salita iniziale del sentiero trekking da Fiascherino verso Zanego, Lerici

Dopo la prima parte in salita, si seguono le indicazioni per Montemarcello: la segnaletica è presente lungo il percorso, rendendo il sentiero abbastanza intuitivo anche per chi non conosce la zona. È comunque consigliabile portare con sé una mappa o scaricare la traccia GPS prima di partire, magari utilizzando app come Komoot o Wikiloc dove è possibile trovare tracce condivise da altri escursionisti.

Zanego e i borghi rurali lungo il percorso

Proseguendo sul sentiero si attraversa un caratteristico gruppo di case, uno di quei piccoli insediamenti rurali tipici della Liguria che sembrano sospesi nel tempo tra gli ulivi e il profumo del mare. Questi scorci autentici sono uno dei motivi per cui questo trekking a Lerici è così apprezzato dagli escursionisti: non si tratta solo di camminare, ma di immergersi in un paesaggio che racconta secoli di storia ligure.

I muretti a secco, i terrazzamenti coltivati ad ulivo e i casolari in pietra grigia della Liguria creano un'atmosfera quasi magica, lontana dal turismo di massa. In primavera il sentiero si arricchisce di fiori di campo e ginestre in fiore, mentre in estate la vegetazione offre ombra preziosa nei tratti più esposti.

Indicazioni sentiero per Montemarcello dal percorso Fiascherino-Zanego

Gli Spiaggioni: la meta finale del percorso

La destinazione finale del cammino sono gli Spiaggioni, una zona costiera caratterizzata da calette selvagge e acque particolarmente limpide, raggiungibili solo a piedi o via mare. Proprio questa difficoltà di accesso le rende poco frequentate e quindi ideali per chi vuole godersi un angolo di Liguria autentico, lontano dalla folla dei lidi attrezzati.

Dopo aver raggiunto gli Spiaggioni, si rientra ripercorrendo in parte lo stesso tracciato o, a seconda della variante scelta, passando per Marosa. Chi arriva in estate può approfittare della presenza del mare per un meritato bagno ristoratore prima del ritorno.

Consigli pratici per affrontare il sentiero

Gruppo di case tradizionali liguri lungo il sentiero Fiascherino-Zanego-Spiaggioni

Ecco alcuni suggerimenti per vivere al meglio questa escursione sul sentiero costiero di Lerici:

  • Abbigliamento: scarpe da trail running o da trekking con suola antiscivolo, abbigliamento a strati in primavera e autunno.
  • Acqua: lungo il percorso non ci sono fontane o punti di rifornimento, portate acqua sufficiente soprattutto in estate.
  • Periodo migliore: primavera e autunno per le temperature miti; d'estate si cammina meglio nelle prime ore del mattino o al tramonto.
  • GPS e mappa: scaricare la traccia in anticipo è sempre una buona abitudine, anche su sentieri ben segnalati.
  • Rispetto dell'ambiente: il territorio attraversato fa parte del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra-Vara, è importante non lasciare rifiuti e rispettare la flora locale.

Perché scegliere questo trekking a Lerici

Il sentiero Fiascherino-Zanego-Spiaggioni rappresenta uno dei migliori esempi di trekking costiero in Liguria: non troppo lungo, adatto a escursionisti di livello medio, ma capace di regalare emozioni e panorami da cartolina. È un percorso adatto sia a chi vuole allenarsi con il trail running, sia a chi preferisce una camminata lenta e contemplativa. In entrambi i casi, il Golfo dei Poeti vi ripagherà di ogni passo con una delle viste più belle della riviera spezzina.

sabato 1 luglio 2017

Trail Running: Palestra Verde, Fossola e Monesteroli

Ciao a tutti!

Oggi vi racconto una bellissima corsetta di trail running a La Spezia, partendo dalla Palestra Verde per arrivare fino a Fossola e Monesteroli. Un percorso che mi ha sorpreso per la varietà dei paesaggi e per la qualità dei sentieri. Pronti a scoprire dove ci portano i piedi?

Informazioni tecniche sul percorso

Prima di partire, ecco un riepilogo delle caratteristiche principali di questo trail running tra Palestra Verde, Fossola e Monesteroli:

  • Lunghezza: 6 km circa
  • Tempo: 1 ora e un quarto circa
  • Difficoltà: Media
  • Dislivello: 363 m in salita / 358 m in discesa (Ascent/Descent)
  • Provviste consigliate: acqua e un paio di barrette energetiche
  • Accessori: consiglio uno zainetto da trail leggero, come questo modello Montane, perfetto per portarsi qualcosa dietro senza essere impacciati.

Un percorso adatto a chi ha già un po’ di esperienza con i sentieri della zona e vuole godersi una bella uscita senza esagerare.

Il percorso: dalla Palestra Verde a Fossola

Si parte dalla Palestra Verde — e non dimenticate di fare gli esercizi alle attrezze prima di iniziare a correre! 🙂 Da qui si corre in direzione della zona pic nic, un tratto comodo e ben segnalato che permette di scaldarsi gradualmente.

Arrivati alla zona pic nic, si gira a destra e si prosegue verso Fossola. Questo tratto è particolarmente piacevole: il sentiero si snoda tra la vegetazione rigogliosa e offre qualche bel punto panoramico. Il fondo varia tra terra battuta e qualche tratto più sassoso, ma nulla di tecnico per chi è abituato al trail.

Purtroppo in questa uscita non sono riuscito a registrare la traccia GPS su Wikiloc (già la seconda volta che mi capita!), quindi vi chiedo un po’ di pazienza e di affidarvi alla segnaletica sul posto, che è comunque abbastanza chiara.

La discesa verso Monesteroli e la Chiesetta degli Angeli Custodi

Da Fossola inizia una bella discesa che porta verso Monesteroli: un tratto in cui si può davvero aprire il passo e godersi la corsa in discesa. Il dislivello negativo di circa 358 metri si percorre in modo abbastanza fluido, con il sentiero che alterna tratti aperti e piccoli passaggi nel bosco.

Il momento più emozionante dell’intero percorso? Sicuramente l’arrivo alla bellissima mini chiesetta degli Angeli Custodi, un gioiellino nascosto tra i sentieri che vale da solo tutta l’uscita. È uno di quei posti che ti fanno capire perché fare trail running in questa zona è un’esperienza unica.

Monesteroli è una delle frazioni più caratteristiche di questo entroterra: raggiungibile praticamente solo a piedi, regala un’atmosfera fuori dal tempo e scorci meravigliosi sul territorio della Spezia.

Consigli pratici per affrontare questo trail

Qualche consiglio utile per chi vuole cimentarsi in questo percorso di trail running a La Spezia:

  • Scarpe da trail: fondamentali per affrontare i tratti in discesa su terreno irregolare in sicurezza.
  • Idratazione: anche per soli 6 km con questo dislivello, portate almeno mezzo litro d’acqua, specialmente in estate.
  • Orario: preferite le prime ore del mattino o il tardo pomeriggio nei mesi estivi per evitare il caldo eccessivo.
  • Compagnia: il percorso è adatto anche a chi corre da solo, ma condividerlo con un amico lo rende ancora più bello!

Un’uscita che consiglio a tutti gli appassionati di corsa in natura e a chi vuole esplorare i sentieri intorno a La Spezia in modo attivo e divertente. Alla prossima avventura!

Sentiero dalla Foce a Porcale: escursione a La Spezia

Ciao a tutti!

Oggi vi porto con me su un bel sentiero con partenza dal valico della Foce, una delle escursioni più piacevoli nei dintorni di La Spezia. Si tratta di una corsetta/camminata di circa 10 km, adatta a chi ha già un po’ di esperienza sui sentieri liguri e vuole godersi il bosco lontano dal traffico.

Il valico della Foce è una strada ormai diventata praticamente pedonale da quando sono state aperte le gallerie. Detto questo, gli amanti delle curve — motociclisti, vespisti e non solo — la frequentano ancora volentieri, e si capisce perché!

Scheda tecnica del percorso

Prima di partire, ecco un riepilogo delle informazioni principali di questo itinerario:

  • Lunghezza: 10 km circa
  • Tempo: 1 ora e mezza circa
  • Difficoltà: media
  • Dislivello: 447 m ascent / 465 m descent
  • Provviste consigliate: acqua e un paio di barrette energetiche
  • Accessori: scarpe impermeabili se andate nel periodo umido; in alcuni tratti potrebbe fare comodo anche un falcino per la vegetazione più fitta

Si tratta di un percorso adatto a runner e camminatori con una buona preparazione fisica di base. Il dislivello non è eccessivo, ma richiede comunque attenzione, specialmente nel tratto di discesa.

Come raggiungere il punto di partenza

Il punto di partenza di questo sentiero dal valico della Foce è facilmente raggiungibile in auto da La Spezia. Il valico della Foce si trova lungo la strada che collega La Spezia con le valli dell’entroterra ligure. Una volta parcheggiata l’auto nei pressi del valico, si è già pronti per partire.

Se stai cercando altri itinerari nella stessa zona, dai un’occhiata a oppure alla nostra raccolta di .

Il percorso: dalla Foce a Porcale nel bosco

Partite dal valico della Foce e dirigetevi verso Porcale. Dopo un breve tratto iniziale su asfalto, troverete una segnaletica ben visibile sul lato del sentiero: girate a destra e immergetevi nel bosco.

Segnaletica sentiero dalla Foce verso Porcale, La Spezia

Una volta imboccato il sentiero nel bosco, ci si trova subito in un ambiente naturale rigoglioso e tranquillo, lontano dal rumore della strada. Il tracciato è abbastanza ben segnato, ma è sempre consigliabile portare con sé una traccia GPS o una mappa, specialmente se si è alla prima visita.

Il fondo del sentiero può essere scivoloso nei mesi autunnali e invernali, oppure dopo le piogge primaverili: ecco perché le scarpe impermeabili sono vivamente consigliate almeno da ottobre ad aprile. In estate, invece, il percorso è generalmente asciutto e la vegetazione, seppur lussureggiante, è ben praticabile.

Consigli pratici per affrontare l’escursione

Questo itinerario è ideale per chi vuole allenarsi all’aperto o semplicemente godere di una passeggiata nella natura vicino a La Spezia. Ecco qualche consiglio utile per affrontarlo al meglio:

  • Orario migliore: la mattina presto, soprattutto in estate, per evitare il caldo nelle ore centrali della giornata.
  • Periodo consigliato: primavera e autunno per i colori del bosco; estate per il clima più asciutto; evitare i giorni di pioggia intensa per via del fondo scivoloso.
  • Abbigliamento: abbigliamento tecnico traspirante, scarpe da trail running o da trekking con buona aderenza. Come già detto, impermeabili nei mesi umidi.
  • Acqua: portate almeno mezzo litro d’acqua a persona; lungo il percorso non ci sono fontane segnalate.

Se ami questo tipo di uscite nell’entroterra spezzino, potresti essere interessato anche a . Trovi tante idee per esplorare il territorio ligure a piedi o di corsa.

Perché scegliere i sentieri intorno al valico della Foce

La zona del valico della Foce è un punto strategico per chi vuole esplorare i sentieri dell’entroterra spezzino. Da qui si diramano diversi percorsi che attraversano boschi di castagno, panorami sulle colline liguri e borghi rurali quasi dimenticati. È un’area ancora poco frequentata dai turisti di massa, il che la rende perfetta per chi cerca tranquillità e contatto autentico con la natura.

Se vuoi scoprire altri itinerari ad anello, di varia difficoltà, nella stessa area, dai un’occhiata a . Buona corsa e buon cammino a tutti!

martedì 13 giugno 2017

MTB San Terenzo – Monte Branzi – Guercio – Trebiano

Ciao a tutti! Oggi vi racconto uno di quei percorsi MTB da San Terenzo che, una volta fatto, ti rimane in testa per un bel po'. Non solo per le gambe che protestano la sera, ma per i paesaggi, i sentieri nel bosco e quella soddisfazione enorme quando arrivi in cima e ti guardi intorno. Questo giro collega San Terenzo, Monte Branzi, Guercio e Trebiano, e se lo guardate sulla mappa vi accorgete subito di una cosa curiosa: la sua forma ricorda le ali di una farfalla. Esatto, proprio come la farfalla dorata dei monti San Lorenzo 🙂 che poi è lì vicina, tra le colline spezzine.

Il percorso MTB a colpo d'occhio

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Prima di partire, ecco i dati essenziali che vi servono per organizzarvi:

  • Lunghezza: 20 km circa
  • Tempo: 3 ore circa
  • Difficoltà: media
  • Dislivello: 551 / 551 m Ascent / Descent
  • Provviste: acqua e un paio di barrette
  • Accessori: casco, paratibie e paragomiti

Venti chilometri con oltre 500 metri di dislivello positivo non sono uno scherzo, ma nemmeno una roba da professionisti. È un percorso alla portata di chi ha già un minimo di allenamento in sella e non si spaventa davanti a qualche salita impegnativa. Con un'MTB o una e-bike si affronta senza particolari problemi, anche se con la bici a pedalata assistita ovviamente si risparmia un bel po' di energie.

Il tracciato si snoda tra strade sterrate, sentieri nel bosco e qualche tratto più tecnico, regalando scorci continui sul Golfo della Spezia e sulle colline circostanti. È il tipo di uscita che consiglio a chi vuole scoprire il territorio spezzino lontano dal traffico della costa, immerso nella natura e nel silenzio dei boschi.

Come si arriva e dove si parte

Partendo da San Terenzo (vi conviene parcheggiare la macchina dall'Eurospin… io ero venuto in bici da Spezia e viale San Bartolomeo è un po' noioso…) prendiamo il sentiero delle tre strade e saliamo in direzione Rocchetta.

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San Terenzo è un piccolo e grazioso borgo sul Golfo dei Poeti, a pochi chilometri da Lerici. Arrivare in auto è semplice: dalla Spezia si segue la statale in direzione Lerici e si trova il paese comodamente. Il parcheggio vicino all'Eurospin è gratuito e abbastanza spazioso, ideale per lasciare la macchina senza stress prima di inforcare la bici.

Chi invece vuole partire direttamente dalla Spezia in bici, può farlo, ma come dico io viale San Bartolomeo è un tratto abbastanza piatto e trafficato, non esattamente il massimo per scaldarsi le gambe con entusiasmo. Meglio portare la bici in auto e iniziare direttamente da San Terenzo.

Il cuore del percorso: salita, boschi e panorami

Una volta lasciato il borgo di San Terenzo alle spalle, la salita inizia in modo graduale lungo il sentiero delle tre strade. Il fondo varia continuamente: si passa da tratti sterrati compatti a sezioni più sconnesse, perfetti per mettere alla prova la tenuta della bici e la tecnica di guida. I boschi che si attraversano regalano un'ombra piacevole nelle giornate calde e un silenzio quasi surreale, interrotto solo dal canto degli uccelli e dal rumore dei pneumatici sulla terra.

Salendo verso Monte Branzi il panorama si apre progressivamente. Nelle giornate limpide si vede chiaramente il Golfo della Spezia, l'isola di Palmaria e, nelle condizioni migliori, anche le Alpi Apuane sullo sfondo. È uno di quei momenti in cui ci si ferma un attimo, si appoggia la bici a un albero e ci si gode la vista in silenzio prima di riprendere a pedalare.

Il tratto verso Guercio è forse il più tecnico dell'intero percorso MTB San Terenzo: qualche radice affiorante, curve strette tra la vegetazione e qualche discesa che richiede attenzione. Niente di impossibile, ma è bene non abbassare la guardia. I paragomiti e il casco non sono optional su questo tipo di sentieri, e i dati che vi ho dato all'inizio tengono già conto di questo livello di impegno.

La discesa verso Trebiano e il ritorno

Dopo aver toccato Guercio, il percorso piega verso Trebiano, un piccolo paese nell'entroterra spezzino circondato da uliveti e vigneti. Qui la discesa diventa più fluida e si pedala con maggiore scioltezza, godendosi il paesaggio agricolo che contrasta piacevolmente con i boschi fitti percorsi in precedenza.

Il ritorno verso San Terenzo chiude l'anello e completa quella forma ad ali di farfalla che si vede sulla mappa. Un bel modo per concludere un'uscita che mette insieme tecnica, fatica, natura e bellezza paesaggistica in un unico giro di una ventina di chilometri.

Consigli pratici per affrontare il giro al meglio

Qualche suggerimento utile prima di partire:

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  • Orario migliore: la mattina presto, soprattutto d'estate, per evitare il caldo nelle ore centrali della giornata.
  • Bici consigliata: MTB o e-bike; le bici da strada non sono adatte ai sentieri sterrati e tecnici del percorso.
  • Acqua: portate almeno 1,5 litri. Lungo il tracciato non ci sono punti di rifornimento certi, quindi meglio abbondare.
  • Scarpe: preferite quelle con suola rigida o specifiche per MTB, per avere una buona presa sui pedali e a terra nei tratti da percorrere a piedi.
  • Telefono carico: sia per le foto (ne vale assolutamente la pena) sia per la navigazione GPS se è la prima volta che fate il giro.

In sintesi, il percorso in bici San Terenzo – Monte Branzi – Guercio – Trebiano è una di quelle uscite che vale la pena mettere in agenda, soprattutto nella stagione primaverile o autunnale quando i colori del bosco e le temperature rendono tutto ancora più bello. Provatelo e fatemi sapere com'è andata!

Avete voglia di pedalare? San Terenzo – Monte Branzi – Guercio – Trebiano

Ciao a tutti! Oggi vi porto con me su uno dei percorsi MTB che mi ha fatto più innamorare di questa zona. Un giro che, guardato sulla mappa, disegna la forma di una farfalla — proprio come la farfalla dorata dei monti San Lorenzo :-) che poi è lì vicina. Non è una coincidenza, il territorio intorno a La Spezia è pieno di queste sorprese.

Il percorso in breve

Eccolo qui:

  • Lunghezza: 20 km circa
  • Tempo: 3 ore circa
  • Difficoltà: media
  • Dislivello: 551 / 551 m Ascent / Descent
  • Provviste: acqua e un paio di barrette
  • Accessori: casco, paratibie e paragomiti

La partenza: San Terenzo e il sentiero delle tre strade

Partendo da San Terenzo (vi conviene parcheggiare la macchina dall'Eurospin… io ero venuto in bici da Spezia e viale San Bartolomeo è un po' noioso…) prendiamo il sentiero delle tre strade e saliamo in direzione Rocchetta.

La salita iniziale è graduale ma costante, e già dai primi tornanti si inizia a sentire quella leggerezza che solo il bosco riesce a darti. Il rumore del traffico sparisce in fretta e si entra in un contesto verde e silenzioso, con la vegetazione tipica della macchia mediterranea che lascia spazio mano a mano a tratti più ombrosi. Se avete un minimo di gamba, questa prima parte non vi metterà in crisi — ma non abbassate la guardia, perché il meglio deve ancora venire.


Il cuore del percorso: salita al Monte Branzi

Io ho preso il sentiero in salita per il Monte Branzi facendo il trail in salita (molto faticoso, ma arrivati in cima è puro divertimento)…

Non vi nascondo che in certi tratti ho dovuto scendere dalla bici e spingere. Il fondo cambia più volte: si passa da sterrato compatto a tratti più tecnici con radici e qualche pietra suelta. Bisogna stare attenti, ma è proprio questa varietà che rende il percorso interessante e mai noioso. Ogni metro guadagnato in quota, poi, si ripaga con gli interessi durante la discesa.

E la vista! Arrivati sui punti più alti, nelle giornate limpide si apre un panorama bellissimo sul Golfo dei Poeti, con Lerici, Porto Venere e le isole sullo sfondo. Uno di quei momenti in cui ti fermo, appoggi la bici a un albero e ti godi tutto in silenzio per qualche minuto.



martedì 23 maggio 2017

Un po’ di francigena

Ciao a tutti!

Oggi vi porto a fare un giro lungo la via francigena con la mtb. Sì, avete capito bene: la mitica Francigena, quella che i pellegrini medievali percorrevano a piedi per raggiungere Roma, noi la facciamo in mountain bike. E credetemi, è un'esperienza che vale davvero la pena provare almeno una volta.

Ma la Francigena passa davvero da queste parti?

Voi direte Francigena?

Struzzo

Ebbene sì! La Francigena passa molto vicino a La Spezia. C'è una tappa da Aulla a Massa con due varianti: una sul mare e una nell'interno. Una bella occasione per toccare con mano un pezzo di storia del territorio, pedalando su strade e sterrati che conservano ancora oggi un fascino tutto particolare.

Il piano è semplice ma efficace: mare all'andata e interno al rientro, passando da Sarzana e deviando per tornare a casa. Due facce dello stesso territorio, due paesaggi completamente diversi in una sola uscita. Non male, no?

Il percorso: la traccia e i dati tecnici

Ecco la traccia:

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Lunghezza: 70 km circa
Tempo: 5 ore circa
Difficoltà: alta
Dislivello: 866 / 857 m Ascent / Descent
Provviste: acqua e un paio di barrette
Accessori: casco

Settanta chilometri con quasi 900 metri di dislivello non sono una passeggiata: questo percorso è classificato come difficoltà alta, quindi è meglio presentarsi con le gambe allenate e una buona dose di voglia di pedalare. Non è il tipo di uscita da affrontare come prima esperienza in MTB, ma se avete già un po' di chilometri nelle gambe troverete la fatica ampiamente ripagata.

Come si svolge l'uscita: dalla Spezia a Massa e ritorno

Partendo da La Spezia si prende per il Termo, si prosegue attraversando il parco della LIPU di Arcola (molto migliorato negli ultimi anni… brava Arcola!) e si arriva a Massa passando dal vialone di Marinella.

Il tratto sul mare è decisamente il più scenografico: si pedala con la costa a fianco, tra canneti, macchia mediterranea e qualche scorcio aperto sul Golfo. Il parco della LIPU di Arcola merita una menzione speciale — è una zona umida di grande valore naturalistico, e passarci in bici dà una sensazione quasi surreale, come essere in un documentario sulla natura mentre stai ancora pedalando forte.

Il vialone di Marinella, poi, è uno di quei posti che ti restano in testa: un lungo rettilineo alberato che porta direttamente verso la costa toscana, con un'atmosfera che profuma di estate e di avventura.

Al ritorno si cambia completamente scenario: si rientra nell'interno, passando da Sarzana. Il centro storico di Sarzana vale qualche minuto di sosta — se avete ancora energie — prima di riprendere la strada verso La Spezia. Il paesaggio diventa più collinare, con strade secondarie e scorci sulla valle del Magra che ripagano la fatica delle salite.

Come non perdersi: le app utili

A questo punto se siete a posto potete tornare indietro unendo il punto a mare con il punto nell'interno. Per essere sicuri di non perdervi vi consiglio di scaricare l'app SloWays: è pensata apposta per chi percorre la Via Francigena e le vie lente in generale, e segnala punti di interesse, varianti e servizi lungo il cammino. Molto comoda anche in bici.

Purtroppo la traccia mi si è incasinata con Wikiloc, ma forse qualche intersezione può servire quindi la metto lo stesso: eccola qui. Prendetela come riferimento di massima, non come guida infallibile!

Consigli pratici per chi vuole provarci

Prima di lanciarvi su questo percorso, qualche dritta che potrebbe tornarvi utile:

  • Periodo migliore: primavera e inizio autunno sono ideali. In piena estate il caldo sulla costa può essere micidiale su 70 km di pedalata, mentre in inverno alcuni tratti sterrati potrebbero essere fangosi e scivolosi.
  • Acqua e cibo: portate più acqua di quanto pensiate di aver bisogno. Un paio di barrette energetiche ci stanno, ma su un'uscita da 5 ore è meglio avere qualcosa di più sostanzioso nello zaino — una banana, un panino, qualcosa che vi dia carburante nella seconda metà del percorso.
  • La bici: una MTB o una gravel bike sono l'ideale. Alcuni tratti sono su sterrato e con una bici da strada rischiereste di passare brutti momenti.
  • Il casco: ovviamente obbligatorio, come indicato anche nella scheda tecnica. Non si discute.
  • Partenza: meglio partire al mattino presto, così avete tutta la mattinata fresca a disposizione e nel primo pomeriggio siete già a casa a festeggiare con una bella pasta.

Un po' di foto dal percorso

Ecco un po' di foto.