sabato 14 gennaio 2017

Scalinate di La Spezia: trekking tra storia e natura

Lunghezza: 16 km circa
Tempo: 2:40 circa A/R
Difficoltà: Media
Dislivello: 663 m ascent / 607 m descent
Provviste: Nessuna (a Marinasco c'è una fontana)
Accessori: Nessuno

Le scalinate di La Spezia: un patrimonio nascosto da scoprire a piedi

Ciao a tutti! Oggi andiamo a scoprire le tante scalinate di La Spezia, uno degli aspetti più affascinanti e meno conosciuti di questa città ligure. Lo sapevate che le scalinate di La Spezia non hanno nulla da invidiare a quelle celebri di Montmartre a Parigi? Eppure pochissimi le conoscono davvero. Questo percorso è un'occasione unica per attraversare il cuore antico della città, salire tra vicoli e gradinate storiche e godere di scorci mozzafiato sul golfo dei Poeti.

Il giro è abbastanza "tosto", quindi consiglio di partire già caldi e ben attrezzati. Il percorso si snoda per circa 16 km con un dislivello di oltre 600 metri, adatto a chi ha già una discreta esperienza di trekking urbano e collinare. Non si tratta di una passeggiata domenicale qualunque: le salite sono sostenute e i tratti su gradini richiedono attenzione, soprattutto con il fondo bagnato. Per questo motivo è fondamentale indossare scarpe da trekking con buona suola e partire nelle ore più fresche della giornata.

Punto di partenza: Pegazzano e il sentiero 522

Il punto di partenza è Pegazzano, una delle frazioni collinari di La Spezia, facilmente raggiungibile dal centro città. Da qui si imbocca il sentiero 522, che rappresenta una delle vie principali per raggiungere le alture spezzine. Il sentiero è ben segnalato e permette di immergersi subito nella natura, con una vegetazione tipicamente mediterranea fatta di lecci, ulivi e macchia ligure.

Fin dai primi passi si ha la sensazione di uscire dalla città pur restando, di fatto, nel suo territorio. I quartieri collinari di La Spezia hanno un carattere tutto loro: le case si accavallano lungo i pendii, i vicoli si trasformano in gradinate, e il paesaggio urbano si fonde con quello naturale in modo del tutto spontaneo. È questo contrasto continuo tra pietra, verde e mare a rendere questo trekking davvero speciale.

L'Alta Via dei Monti Liguri: panorami da cartolina sul Golfo dei Poeti

Proseguendo verso la foce, il percorso si innesta sull'Alta Via dei Monti Liguri (AVML), uno dei tracciati escursionistici più importanti della Liguria, che attraversa la regione da est a ovest lungo i crinali appenninici. Camminare su questo tratto significa godere di panorami eccezionali sulla città e sul golfo sottostante, con viste che nelle giornate limpide arrivano fino alle isole al largo della costa.

Questo è senza dubbio il tratto più panoramico dell'intero percorso. Il crinale offre una prospettiva privilegiata su La Spezia e sul suo golfo, noto come Golfo dei Poeti per aver ispirato Lord Byron, Percy Bysshe Shelley e altri grandi letterati del passato. Fermarsi qualche minuto per ammirare il paesaggio è assolutamente consigliato: difficilmente dimenticherete questa vista.

La chiesa di Marinasco e la fontana: una sosta imperdibile

Dopo aver percorso il tratto panoramico dell'Alta Via, si raggiunge la chiesa di Marinasco, una tappa spirituale e paesaggistica del percorso. Il borgo di Marinasco conserva ancora il fascino dei piccoli insediamenti collinari liguri, con le sue case strette, i muretti a secco e il silenzio che contrasta con il brusio della città sottostante.

Qui si trova anche una comoda fontana, perfetta per rifornirsi d'acqua prima di affrontare il tratto finale. Non dimenticate quindi di non portare troppe provviste: la fontana è un punto di riferimento sicuro. Approfittatene per riprendere fiato e fare uno spuntino prima della discesa verso il centro.

La discesa attraverso le scalinate storiche di Strà e i colli

Dal borgo di Marinasco si scende verso il centro città passando per Strà e i colli, dove inizia la parte più caratteristica di tutto il giro: le famose scalinate di La Spezia. Queste gradinate storiche, che collegano i quartieri collinari al centro urbano, sono un elemento architettonico tipico del paesaggio ligure e un simbolo identitario per i cittadini spezzini.

Camminare su questi gradini significa ripercorrere gli stessi passi di generazioni di spezzini che ogni giorno salivano e scendevano tra le proprie case e il porto. Le scalinate sono spesso affiancate da abitazioni con finestre fiorite, piccoli giardini pensili e murales, creando un'atmosfera unica che vale da sola il viaggio. Ogni rampa di scale racconta una storia diversa: la fatica quotidiana di chi viveva qui, la solidarietà del vicinato, la vita nei rioni collinari prima che l'automobile diventasse indispensabile.

La discesa è tecnicamente più semplice rispetto alla salita, ma richiede comunque attenzione: alcuni tratti dei gradini sono in pietra levigata e possono risultare scivolosi. Concedetevi il tempo di guardarvi intorno, perché i vicoli che accompagnano le scalinate nascondono angoli di rara bellezza architettonica.

Consigli pratici per affrontare il percorso al meglio

Prima di partire per questo trekking sulle scalinate di La Spezia, ecco alcuni consigli pratici per vivere l'esperienza al meglio:

  • Scarpe da trekking: indispensabili con buona suola anti-scivolo, soprattutto sui tratti in pietra.
  • Acqua: portate almeno un litro e mezzo a testa fino alla fontana di Marinasco, dove potrete rifornirvi.
  • Meteo: consultate le previsioni prima di partire. Con la pioggia alcuni tratti in discesa diventano insidiosi.
  • Orario: partire la mattina presto permette di evitare il caldo nelle stagioni calde e di godere della luce migliore per le fotografie.
  • Allenamento: il percorso non presenta difficoltà tecniche particolari, ma il dislivello di oltre 600 metri richiede un minimo di preparazione fisica.

Traccia GPS e come scaricarla

Visto che in tanti mi chiedevano le tracce, ho caricato tutto su Wikiloc: dateci un'occhiata e fatemi sapere se riuscite a scaricare la traccia! Wikiloc è davvero un ottimo strumento: ci sono tantissime tracce e spunti per bellissimi giri in tutto il mondo. Perfetto per chi vuole pianificare escursioni con precisione.

Se siete amanti del trekking in Liguria, questo giro delle scalinate di La Spezia è assolutamente da inserire nella vostra lista. Un percorso che unisce natura, storia e cultura urbana in modo del tutto originale, lontano dai circuiti turistici più battuti delle Cinque Terre, ma capace di regalare emozioni altrettanto intense.

Da La Spezia a Biassa via Madonna Dell’Olmo

Se abitate a La Spezia o siete di passaggio da queste parti, questo percorso è uno di quelli che vale davvero la pena di fare almeno una volta. Si parte dalla città, si sale attraverso un paesaggio che cambia completamente nel giro di pochi minuti, e si arriva fino a Biassa passando per la Madonna dell'Olmo. Non male per una mattinata, no?

I dettagli del percorso

Lunghezza: 10 km circa
Tempo: 1 ora circa
Difficoltà: medio
Dislivello: 377 / 374m Ascent / Descent
Provviste: solo acqua
Accessori: nessuno

Se volete seguire la traccia GPS, la trovate su Wikiloc. Scaricatela prima di partire, torna sempre comoda per non perdere il filo del percorso.

Da dove si parte

Il punto di partenza si trova nella zona dell'Arsenale, vicino alla cosiddetta "piramide" — un riferimento che chi è del posto conosce bene. Ho dimenticato di scattare la foto sul momento, quindi ho rimediato con uno screenshot da Street View:

Screenshot 2017-04-11 10.59.18

Niente di complicato da trovare, ma se è la prima volta che ci andate vale la pena di controllare bene l'ingresso prima di partire. La zona è abbastanza frequentata e non ci sono grossi problemi di parcheggio se arrivate in macchina.

Com'è fatto il percorso

Appena si lascia il rumore della città alle spalle, la salita comincia subito a farsi sentire. Il tratto iniziale è il più impegnativo: si sale attraverso scale e vicoli stretti, con il verde che inizia a prendere il sopravvento sul cemento. Il paesaggio si apre pian piano, e quando si arriva alla Madonna dell'Olmo ci si trova davanti a uno di quei posti che ti fanno capire perché vale la pena faticare un po'.

Passata la chiesa si sale ancora un po' e si incrocia la Litoranea. Da quel punto in poi è tutto asfalto fino a Biassa, e il rientro avviene nella zona di Pegazzano. Una volta sull'asfalto si respira un po', il ritmo cambia e si può finalmente godersi il panorama senza dover guardare dove mettere i piedi.

In MTB o a piedi?

Io l'ho fatto in MTB, e devo essere onesto: a parte il rientro, la salita è praticamente tutta su scale. Questo vuol dire che la bicicletta finisce puntualmente in spalla per buona parte del tratto iniziale. Non è impossibile, ma è bene saperlo prima di partire — soprattutto se avete una bici pesante. Se invece andate a piedi, il percorso fila via liscio senza particolari problemi, adatto anche a chi è allenato discretamente ma non cerca una gita estrema.

Chi vuole comunque portare la MTB può farlo tranquillamente: la soddisfazione del tratto in discesa e del rientro su asfalto ripaga abbondantemente la fatica di portarsi la bici sulle spalle.

Consigli pratici prima di partire

  • Acqua: portatene a sufficienza, specialmente nei mesi più caldi. Non ci sono fontane garantite lungo il percorso.
  • Periodo migliore: primavera e autunno sono ideali. D'estate la salita può essere molto calda, d'inverno il fondo potrebbe essere scivoloso.
  • Abbigliamento: scarpe da trekking o da trail se andate a piedi, niente ciabatte. Se siete in MTB, casco obbligatorio e un po' di attenzione in più sulle scale.
  • Traccia GPS: scaricatela prima, la connessione in certi tratti può essere ballerina.
  • Tempo: calcolate circa un'ora, ma se volete fermarvi a godervi il panorama dalla zona della chiesa, mettete in conto qualche minuto in più. Ne vale la pena.

Conclusione

È uno di quei percorsi che sembrano quasi banali guardandoli sulla mappa, ma una volta che ci sei dentro capisci perché La Spezia ha così tanto da offrire a chi ama stare all'aria aperta. Dieci chilometri che attraversano storia, natura e panorami sul golfo — tutto a due passi dal centro.

Se l'avete già fatto, raccontatemi com'è andata nei commenti! E se avete dubbi o domande prima di partire, chiedete pure: rispondo volentieri. Buon giro!!

Palestra verde, Fossola, Monesteroli e chi più ne ha più ne metta!!

Ciao a tutti!
Oggi vi racconto di una di quelle uscite che ti lascia il sorriso stampato in faccia per tutto il giorno. Siamo partiti dalla palestra nel verde senza un piano preciso, con l'unico obiettivo di vedere dove ci portavano i piedi — e devo dire che i piedi hanno scelto davvero bene! Fossola, il mare, un paesino aggrappato alla roccia, la scalinata di Monesteroli e pure un Menhir. Non male per meno di due ore di corsa, no?

I dati del percorso

Prima di partire, qualche info tecnica per chi vuole ripetere il giro:

  • Lunghezza: 6 km circa
  • Tempo: 1 ora e un quarto circa
  • Difficoltà: media
  • Dislivello: 363 m ascent / 358 m descent
  • Provviste: acqua e un paio di barrette
  • Accessori: consiglio uno zainetto leggero da trail running per portarsi dietro l'essenziale senza sentire il peso

Non è un percorso lunghissimo, ma quei 363 metri di dislivello si fanno sentire — soprattutto nella parte finale quando si risale verso il Menhir. Non aspettatevi una passeggiata, ma nemmeno una gara di sopravvivenza: con un po' di allenamento di base è assolutamente alla portata di tutti.

La partenza: la palestra nel verde

Il punto di partenza è la cosiddetta palestra nel verde, una di quelle aree attrezzate all'aperto che trovi nei boschi sopra La Spezia — perfetta per scaldarsi prima di un'uscita (e per non avere scuse per saltare il riscaldamento!). Non dimenticate di fare gli esercizi prima di partire, come ricorda anche il cartello all'ingresso. Lo so, lo so… la voglia di correre è tanta, ma cinque minuti di stretching non vi uccidono.

Si parte quindi dalla palestra e si corre fino alla zona pic nic, immersa nel verde della macchia mediterranea con i profumi di resina e sottobosco che vi accompagnano fin dai primi metri. Da lì si gira a destra e si prende la direzione di Fossola.

Verso Fossola: il bosco e la discesa

(Nota: purtroppo anche questa volta Wikiloc ha deciso di non collaborare e non ho la traccia GPS — è la seconda volta che mi succede! Se avete un'app che funziona meglio, scrivetela nei commenti che vi sono grato...)

Il tratto verso Fossola scorre tra la vegetazione, con qualche radice e qualche sasso che tiene svegli i piedi. Non è un sentiero difficile da seguire, ma conviene prestare attenzione perché il fondo non è sempre uniforme. Poi arriva la parte bella: tutta discesa! E in fondo alla discesa vi aspetta una piccola gemma nascosta — la mini chiesetta degli Angeli Custodi, raccolta e silenziosa, perfetta per una sosta e qualche foto.

Il tratto sul mare: il punto più bello

Superata la chiesetta, il percorso cambia completamente carattere e regala quello che per me è stato il momento più bello dell'intera uscita: si corre lungo il mare. Il sentiero costeggia la scogliera e se il tempo è buono avrete alla vostra destra il Golfo dei Poeti con tutti i suoi colori — dal verde intenso della macchia al blu profondo del Mediterraneo. Uno di quei paesaggi che ti fanno venire voglia di fermarti ogni tre passi per fare una foto.

Il tratto sul mare porta fino a un paesino aggrappato alla roccia — uno di quelli che sembrano usciti da una cartolina d'altri tempi, con le case colorate che si reggono quasi per miracolo sulla scogliera. Attraversarlo è un'esperienza a sé: vicoli stretti, scalini consumati, il rumore del mare sempre vicino.

La scalinata di Monesteroli

Attraversato il paese, si inizia a risalire. Le gambe iniziano a lamentarsi un po', ma il paesaggio ripaga ogni passo. Si sale ancora un po' e poi eccola: la mitica scalinata di Monesteroli. Chi conosce questa zona sa già di cosa si parla — una lunga serie di gradini scavati nella roccia che scende verso il mare, con una vista che toglie il fiato. Fermatevi un attimo qui, guardatevi intorno e respirate. È uno di quei posti che vale il viaggio da solo.

Questa è la vista dalla scalinata — difficile da descrivere a parole, lascio che le foto parlino da sole:

Il Menhir e la chiesa degli alpini: il finale in quota

Quel giorno c'era mareggiata, quindi abbiamo saltato la discesa fino al mare e abbiamo preso la deviazione verso il Telegrafo. La scelta si è rivelata ottima: il sentiero porta prima al Menhir — una pietra preistorica che se ne sta lì da millenni a guardare il mare con una calma invidiabile — e poi alla chiesa degli alpini, un luogo semplice e toccante, con la sua atmosfera raccolta e i panorami aperti sulla costa.

Consigli pratici per chi vuole provare

Qualche suggerimento veloce prima di salutarvi:

  • Quando andare: la primavera e l'autunno sono i periodi migliori. D'estate il caldo può essere pesante e il sole batte forte sui tratti aperti vicino al mare.
  • Cosa mettere ai piedi: scarpe da trail running con una suola che grip bene. Il terreno misto (terra, roccia, radici) non perdona le scarpe da asfalto.
  • Acqua: portatene abbastanza. Non ci sono fontane lungo il percorso e con il dislivello che c'è si suda parecchio.
  • In caso di mareggiata: come abbiamo fatto noi, prendete la deviazione verso il Telegrafo — il giro risulta comunque completo e soddisfacente.
  • Non solo running: questo percorso è perfetto anche per un'escursione a passo lento. Non bisogna correre per forza — anzi, andando piano si godono molto meglio i panorami!

Giro finito… ma non gli esercizi!

Giro finito! Siamo tornati alla palestra nel verde stanchi ma con quella bella stanchezza soddisfatta che ti fa dire "ne è valsa la pena". E come da regola non scritta — esercizi anche al rientro! Sì, anche quelli di defaticamento. Lo so che l'unica cosa che volete fare è sedervi, ma cinque minuti di stretching post-corsa fanno la differenza il giorno dopo, fidatevi.

Se avete già fatto questo percorso o avete varianti da suggerire, scrivetemi nei commenti — sono sempre curioso di scoprire nuovi angoli di questa zona meravigliosa. E se vi è piaciuto il racconto, condividetelo con qualche amico runner o escursionista: più siamo, meglio è! 🏃‍♂️🌊

Da La Spezia alla Madonna dell’Olmo

Se abiti a La Spezia o sei di passaggio in città, questo è uno di quei percorsi che vale la pena fare almeno una volta. Non è lunghissimo, non richiede attrezzatura particolare, ma ti porta fuori dalla città in modo sorprendentemente rapido, regalandoti un po' di verde e di silenzio a due passi dal centro. Io l'ho fatto in MTB, ma ti avviso subito: non è proprio una passeggiata in bici. Te lo spiego meglio.

Scheda tecnica del percorso

Lunghezza:  10 km circa
Tempo: 1 ora circa
Difficoltà: medio
Dislivello: 377 / 374m Ascent / Descent
Provviste: solo acqua
Accessori: nessuno
Ecco la traccia

Il punto di partenza: la zona Arsenale


Qui è da dove si entra (ho preso la foto da street view dato che mi sono dimenticato di farla)

Si parte dalla zona dell'Arsenale, vicino alla cosiddetta "piramide" — uno di quei punti di riferimento che chi è di La Spezia conosce bene. L'accesso al sentiero è abbastanza facile da trovare, anche se la prima volta potreste impiegare qualche minuto a orientarvi. Se avete un GPS o caricate la traccia su Wikiloc (link sopra), non avrete problemi.

Come si svolge il percorso


La salita verso la Madonna dell'Olmo è tutta scale — e qui sta il punto dolente per chi vuole farlo in bici. Io l'ho fatto in MTB e, a parte il rientro, ho dovuto portare la bicicletta in spalla per quasi tutta la salita. Non è impossibile, anzi c'è anche una certa soddisfazione alla fine, ma sappiatelo in anticipo! Se andate a piedi, invece, è un percorso decisamente più scorrevole e godibile fin dall'inizio.

Lungo la salita si attraversa un paesaggio tipicamente ligure: vegetazione mediterranea, qualche ulivo (il nome non è un caso), scorci sul golfo di La Spezia che fanno quasi venire voglia di fermarsi ogni tre passi. La Madonna dell'Olmo è una piccola chiesa immersa nel verde, uno di quei luoghi tranquilli e un po' fuori dal tempo che si trovano spesso sui colli liguri. Vale la sosta, anche solo per riprendere fiato e guardarsi intorno.

Passata la chiesa si sale ancora un pochino e si incrocia la Litoranea: da lì è tutta asfalto fino a Biassa e poi rientro nella zona di Pegazzano. La discesa su asfalto, in bici, si fa decisamente bene e ripaga delle fatiche della salita a piedi con la mtb in spalla!

Foto dal percorso

Ecco qui un po' di foto del percorso.

Consigli pratici per affrontare il percorso

Qualche dritta prima di partire, così non vi fate cogliere impreparati:

  • A piedi o in MTB? Entrambe le opzioni sono valide, ma sappiate che a piedi godrete molto di più della salita senza dover fare i conti con la bici sulle spalle. In MTB ha senso soprattutto se volete fare l'anello completo e sfruttare il rientro su asfalto.
  • Acqua: come indicato nella scheda, portate solo acqua — non ci sono fontane o bar lungo il percorso, quindi meglio non dimenticarsi la borraccia.
  • Periodo migliore: la primavera e l'autunno sono ideali. Le giornate di aprile come quella in cui ho fatto io questo giro sono perfette: temperatura fresca, vegetazione già verde e nessun rischio di caldo eccessivo durante la salita.
  • Scarpe: se andate a piedi, bastano delle buone scarpe da trekking o anche da trail running. Niente di tecnico, il sentiero non richiede attrezzatura alpinistica.
  • Tempo: circa un'ora, ma non abbiate fretta. Fermatevi alla chiesa, guardatevi intorno, godetevi il panorama sul golfo. È uno dei punti di forza di questo percorso.

In conclusione

È un percorso semplice, adatto a quasi tutti, e il bello è che parte direttamente dalla città senza bisogno di prendere la macchina. Per chi abita a La Spezia è uno di quei giri da fare ogni tanto per staccare la testa, magari la mattina presto quando c'è ancora silenzio. Per chi è di passaggio, invece, è un bel modo per vedere la zona da un'angolazione diversa rispetto al solito tour delle Cinque

Giro delle scalinate spezzine

Lunghezza: 16 km circa
Tempo: 2:40 circa A/R
Difficoltà: media
Dislivello: 663 / 607 m Ascent / Descent
Provviste: nessuna tanto a Marinasco c'è una fontana
Accessori: nessuno

La Spezia che non ti aspetti: un labirinto di scalinate tra storia e natura

Ciao a tutti!
Oggi andiamo a scoprire una delle facce più sorprendenti della nostra città: le tante scalinate di Spezia. Lo sapevate che Spezia ha delle scalinate che non hanno nulla da invidiare a quelle di Montmartre a Parigi? Sembrerà esagerato, ma quando le vedrete con i vostri occhi capirete di cosa sto parlando. Gradini di pietra che si arrampicano tra le case, vicoli silenziosi, panorami improvvisi sul golfo e una città che cambia faccia ad ogni curva. Andiamo a vederle!

Questo giro è uno di quelli che consiglio sempre agli amici che vengono a trovarmi e non sanno cosa fare in una mezza giornata libera. Non è una passeggiata rilassante da fare in ciabatte, eh — mettete in conto un po' di fatica — ma la soddisfazione finale vale ogni singolo gradino.

Il percorso: da Pegazzano alle scalinate, fino a Marinasco

Essendo un giro abbastanza "tosto" consiglio di partire belli caldi. Si parte da Pegazzano, quartiere collinare di La Spezia, prendendo il sentiero 522. È un sentiero ben segnalato che vi porta gradualmente fuori dalla città, tra la vegetazione mediterranea e le prime belle viste sul golfo.

Eccoci a Pegazzano

Sentiero 522

Verso la foce si aggancia l'Alta Via dei Monti Liguri (AVL), uno dei percorsi escursionistici più belli della Liguria, che qui regala scorci davvero notevoli. Il sentiero corre lungo i crinali e alterna tratti nel bosco a punti aperti da cui si domina tutta la baia spezzina. Vale la pena fermarsi qualche secondo e godersi il panorama, invece di camminare a testa bassa!

E poi arriva il momento più curioso del giro: le scalinate. Una dopo l'altra, sempre diverse, sempre sorprendenti. Alcune sono strette e nascoste tra i palazzi, altre ampie e scenografiche, con i corrimano in ferro battuto e i muri coperti di glicine o edera. È un pezzo di La Spezia che molti spezzini stessi non conoscono bene, e che invece merita davvero.

Ecco le nostre scalinate!

Ecco un'altra scalinata!

e un'altra...

e un'altra...

e un'altra...

Ogni scalinata ha il suo carattere. Alcune portano dritte dritte verso il cielo, altre si insinuano tra orti e giardini privati, regalando profumi di rosmarino e limone. È quasi un gioco: ogni volta che pensi di aver visto l'ultima, ne spunta un'altra!

Siamo nel punto più alto!

Una volta raggiunto il punto più alto del percorso, la vista ripaga abbondantemente tutta la fatica accumulata. Da qui il golfo di La Spezia si apre in tutta la sua bellezza, con le colline dei Cinque Terre sullo sfondo e il blu del mare che fa capolino tra i tetti. Fermatevi, tirate il fiato e godetevelo — lo meritate.

Ora si scende

Poi si scende verso Marinasco, piccola frazione che accoglie i camminatori con la sua chiesa e — benedizione tra le benedizioni — una fontana di acqua fresca. Se avete fatto il giro in una giornata calda, capirete perché la cito nelle provviste: non serve portarsi dietro l'acqua, tanto lì ci si abbevera e si riparte carichi.

Eccoci a Marinasco e la sua provvidenziale fontana

Il rientro in città passa per Strà e i colli, un tratto che chiude il giro in modo soddisfacente, con ancora qualche bella veduta prima di rituffarsi nel traffico urbano.

Eccola qui!

La vista ripaga ampiamente le tante scale!

Consigli pratici prima di partire

Qualche dritta utile per chi vuole cimentarsi in questo giro:

  • Scarpe: niente sandali o scarpe da ginnastica lisce. Le scalinate in pietra possono essere scivolose, specie se c'è stata pioggia. Meglio un paio di scarpe da trail o almeno da trekking leggero con una suola decente.
  • Acqua: come detto, a Marinasco c'è la fontana. Se però siete dei gran bevitori o fate il giro nelle ore più calde, portatevi almeno mezzo litro da casa per la prima parte.
  • Periodo migliore: primavera e autunno sono ideali. In estate le scalinate esposte al sole possono diventare bollenti, e il dislivello di oltre 600 metri in salita si fa sentire con il caldo. In inverno è percorribile ma attenzione alle pietre bagnate.
  • A chi è adatto: la difficoltà è media. Chi è in buona forma fisica ce la fa tranquillamente; chi non è abituato a camminare potrebbe trovarlo impegnativo, soprattutto per via delle salite ripide nelle scalinate. Non è adatto a passeggini o bici.
  • La traccia GPS: visto che in tanti mi chiedevano le tracce, ho caricato tutto su Wikiloc — dateci un'occhiata e fatemi sapere se riuscite a scaricare la traccia!

P.S. aggiungo che Wikiloc è veramente una figata! Ci sono un sacco di tracce e spunti per bellissimi giri, in tutto il mondo. Se non lo conoscete ancora, vale davvero la pena esplorarlo.

E ora via, si rientra!

Insomma, questo giro delle scalinate spezzine è uno di quei percorsi che ti fanno vedere la tua città con occhi diversi. Non serve andare lontano per trovare angoli sorprendenti: a volte basta alzare lo sguardo (e le gambe!) e seguire un sentiero che conosci a metà.

Se lo fate, raccontatemi com'è andata! Lasciate un commento qui sotto, condividete le vostre foto e ditemi se avete trovato qualche scalinata nuova che non avevo menzionato. Siete stati a Marinasco? Vi è piaciuta la fontana? 😄

Buon giro a tutti!