Ciao a tutti!
Oggi vi racconto di una di quelle uscite che ti lascia il sorriso stampato in faccia per tutto il giorno. Siamo partiti dalla palestra nel verde senza un piano preciso, con l'unico obiettivo di vedere dove ci portavano i piedi — e devo dire che i piedi hanno scelto davvero bene! Fossola, il mare, un paesino aggrappato alla roccia, la scalinata di Monesteroli e pure un Menhir. Non male per meno di due ore di corsa, no?
I dati del percorso
Prima di partire, qualche info tecnica per chi vuole ripetere il giro:
- Lunghezza: 6 km circa
- Tempo: 1 ora e un quarto circa
- Difficoltà: media
- Dislivello: 363 m ascent / 358 m descent
- Provviste: acqua e un paio di barrette
- Accessori: consiglio uno zainetto leggero da trail running per portarsi dietro l'essenziale senza sentire il peso
Non è un percorso lunghissimo, ma quei 363 metri di dislivello si fanno sentire — soprattutto nella parte finale quando si risale verso il Menhir. Non aspettatevi una passeggiata, ma nemmeno una gara di sopravvivenza: con un po' di allenamento di base è assolutamente alla portata di tutti.
La partenza: la palestra nel verde
Il punto di partenza è la cosiddetta palestra nel verde, una di quelle aree attrezzate all'aperto che trovi nei boschi sopra La Spezia — perfetta per scaldarsi prima di un'uscita (e per non avere scuse per saltare il riscaldamento!). Non dimenticate di fare gli esercizi prima di partire, come ricorda anche il cartello all'ingresso. Lo so, lo so… la voglia di correre è tanta, ma cinque minuti di stretching non vi uccidono.
Si parte quindi dalla palestra e si corre fino alla zona pic nic, immersa nel verde della macchia mediterranea con i profumi di resina e sottobosco che vi accompagnano fin dai primi metri. Da lì si gira a destra e si prende la direzione di Fossola.
Verso Fossola: il bosco e la discesa
(Nota: purtroppo anche questa volta Wikiloc ha deciso di non collaborare e non ho la traccia GPS — è la seconda volta che mi succede! Se avete un'app che funziona meglio, scrivetela nei commenti che vi sono grato...)
Il tratto verso Fossola scorre tra la vegetazione, con qualche radice e qualche sasso che tiene svegli i piedi. Non è un sentiero difficile da seguire, ma conviene prestare attenzione perché il fondo non è sempre uniforme. Poi arriva la parte bella: tutta discesa! E in fondo alla discesa vi aspetta una piccola gemma nascosta — la mini chiesetta degli Angeli Custodi, raccolta e silenziosa, perfetta per una sosta e qualche foto.
Il tratto sul mare: il punto più bello
Superata la chiesetta, il percorso cambia completamente carattere e regala quello che per me è stato il momento più bello dell'intera uscita: si corre lungo il mare. Il sentiero costeggia la scogliera e se il tempo è buono avrete alla vostra destra il Golfo dei Poeti con tutti i suoi colori — dal verde intenso della macchia al blu profondo del Mediterraneo. Uno di quei paesaggi che ti fanno venire voglia di fermarti ogni tre passi per fare una foto.
Il tratto sul mare porta fino a un paesino aggrappato alla roccia — uno di quelli che sembrano usciti da una cartolina d'altri tempi, con le case colorate che si reggono quasi per miracolo sulla scogliera. Attraversarlo è un'esperienza a sé: vicoli stretti, scalini consumati, il rumore del mare sempre vicino.
La scalinata di Monesteroli
Attraversato il paese, si inizia a risalire. Le gambe iniziano a lamentarsi un po', ma il paesaggio ripaga ogni passo. Si sale ancora un po' e poi eccola: la mitica scalinata di Monesteroli. Chi conosce questa zona sa già di cosa si parla — una lunga serie di gradini scavati nella roccia che scende verso il mare, con una vista che toglie il fiato. Fermatevi un attimo qui, guardatevi intorno e respirate. È uno di quei posti che vale il viaggio da solo.
Questa è la vista dalla scalinata — difficile da descrivere a parole, lascio che le foto parlino da sole:
Il Menhir e la chiesa degli alpini: il finale in quota
Quel giorno c'era mareggiata, quindi abbiamo saltato la discesa fino al mare e abbiamo preso la deviazione verso il Telegrafo. La scelta si è rivelata ottima: il sentiero porta prima al Menhir — una pietra preistorica che se ne sta lì da millenni a guardare il mare con una calma invidiabile — e poi alla chiesa degli alpini, un luogo semplice e toccante, con la sua atmosfera raccolta e i panorami aperti sulla costa.
Consigli pratici per chi vuole provare
Qualche suggerimento veloce prima di salutarvi:
- Quando andare: la primavera e l'autunno sono i periodi migliori. D'estate il caldo può essere pesante e il sole batte forte sui tratti aperti vicino al mare.
- Cosa mettere ai piedi: scarpe da trail running con una suola che grip bene. Il terreno misto (terra, roccia, radici) non perdona le scarpe da asfalto.
- Acqua: portatene abbastanza. Non ci sono fontane lungo il percorso e con il dislivello che c'è si suda parecchio.
- In caso di mareggiata: come abbiamo fatto noi, prendete la deviazione verso il Telegrafo — il giro risulta comunque completo e soddisfacente.
- Non solo running: questo percorso è perfetto anche per un'escursione a passo lento. Non bisogna correre per forza — anzi, andando piano si godono molto meglio i panorami!
Giro finito… ma non gli esercizi!
Giro finito! Siamo tornati alla palestra nel verde stanchi ma con quella bella stanchezza soddisfatta che ti fa dire "ne è valsa la pena". E come da regola non scritta — esercizi anche al rientro! Sì, anche quelli di defaticamento. Lo so che l'unica cosa che volete fare è sedervi, ma cinque minuti di stretching post-corsa fanno la differenza il giorno dopo, fidatevi.
Se avete già fatto questo percorso o avete varianti da suggerire, scrivetemi nei commenti — sono sempre curioso di scoprire nuovi angoli di questa zona meravigliosa. E se vi è piaciuto il racconto, condividetelo con qualche amico runner o escursionista: più siamo, meglio è! 🏃♂️🌊



















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