venerdì 30 maggio 2014

Oggi giretto con partenza dalla Foce

Ciao a tutti,

oggi vi porto con me in uno di quei giretti che sembrano quasi dimenticati dal mondo: partenza dal valico della Foce, un po' di bosco, qualche borgata sonnacchiosa e un ponte romano sepolto sotto l'erba. Non serve essere atleti provetti, ma qualche gamba e un po' di spirito d'avventura non guastano!

Il valico della Foce: un posto fuori dal tempo

Il valico della Foce è uno di quei luoghi che hanno perso il loro ruolo "strategico" da quando sono arrivate le gallerie — praticamente ora è diventato quasi pedonale. Eppure, se ci passate in un giorno di bel tempo, capirete perché gli amanti delle curve non riescono a smettere di frequentarlo. Motociclisti, vespisti e qualche auto d'epoca lo percorrono ancora con grande soddisfazione: tornanti, profumo di bosco e nessun camion di passaggio. Un piccolo paradiso per chi ama guidare "alla vecchia maniera".

I dati del percorso

Prima di partire, ecco un riepilogo rapido per chi vuole farsi un'idea:

  • Lunghezza: 10 km circa
  • Tempo: 1 ora e mezza circa
  • Difficoltà: media
  • Dislivello: 447 / 465 m Ascent / Descent
  • Provviste: acqua e un paio di barrette
  • Accessori: scarpe impermeabili se andate nel periodo umido, forse in alcuni pezzi farebbe comodo anche un falcino…

Un percorso abbordabile, adatto a chi cammina con una certa regolarità ma non necessariamente a chi frequenta le alte vie alpine. Il dislivello è contenuto e i tempi sono umani. Detto questo, non sottovalutatelo: i tratti nel bosco fitto possono essere scivolosi e il fondo non è sempre perfetto.

Il percorso: dalla Foce verso Porcale, poi nel bosco

Si parte dal valico della Foce e ci si dirige verso Porcale. Dopo un breve tratto su asfalto — il tempo di scaldarsi le gambe — si incontra un'indicazione che non si può sbagliare:


A quel punto si gira a destra e ci si butta nel bosco. Ed è qui che inizia il bello. Il sentiero si fa subito più interessante: terreno misto, vegetazione fitta ai lati, silenzio rotto solo dal canto degli uccelli e dal rumore dei propri passi. Il bosco in questa zona è rigoglioso, soprattutto in primavera e in autunno, quando i colori regalano scorci davvero belli.



Il ponte romano (quasi) invisibile

Occhi aperti lungo il percorso, perché si incontra una delle sorprese più belle di questa escursione: un ponte romano. Dico "quasi invisibile" perché, come potete vedere dalla foto, è letteralmente sommerso da quintali di erba e vegetazione. Eppure è lì, solido e silenzioso, a ricordare che questi sentieri li percorrevano già i romani secoli fa. Vale la pena fermarsi un attimo, guardarsi intorno e godersi il senso di storia che trasuda da ogni pietra.


Castè: la fontana provvidenziale (e quanto è carina!)

Si prosegue quindi fino a Castè, una di quelle borgate liguri che sembrano ferme nel tempo. Case in pietra, calma assoluta e — cosa non da poco dopo un po' di cammino — una fontana provvidenziale dove riempire la borraccia. Approfittatene sempre, perché non è detto che troviate altra acqua lungo il percorso. Castè merita anche uno sguardo in giro: è davvero una piccola gemma nascosta.


Verso Codeglia: attenti al bosco fitto (e al falcino!)

Da Castè si prosegue verso Codeglia e qui il bosco comincia a farsi un po' più impegnativo. La vegetazione è fitta, in alcuni tratti il sentiero è meno evidente e — come accennato nelle note di equipaggiamento — un falcino non sarebbe affatto fuori luogo, soprattutto se ci si avventura in estate quando la vegetazione è al massimo dello sviluppo. Niente di drammatico, ma è meglio saperlo prima per non ritrovarsi a fare lo slalom tra rami e rovi senza aspettarselo.



Il ritorno: da Codeglia a Porcale su asfalto

Arrivati a Codeglia si torna sulla strada asfaltata, si passa per Porcale e da lì si rifà la strada verso la Foce. Un finale tranquillo che permette di recuperare le energie e godersi il paesaggio con meno concentrazione sotto i piedi. Giusto il tempo per riflettere su quanto sia bello avere certi posti a due passi da casa, spesso poco conosciuti e ancora più raramente frequentati.

Purtroppo in questa occasione Wikiloc non ha registrato la traccia — quelle cose che capitano e che fanno venire voglia di tirare il telefono nel bosco — quindi per ora non posso caricarla. Se avete una traccia di questo percorso o una variante simile, scrivetela nei commenti!

Consigli pratici prima di partire

  • Periodo migliore: primavera e autunno sono ideali. In estate il caldo e la vegetazione alta rendono il tratto verso Codeglia più faticoso. In inverno verificate le condizioni del sentiero, può essere fangoso.
  • Scarpe: assolutamente impermeabili o almeno con una buona suola. Il terreno nel bosco può essere scivoloso.
  • Acqua: riempite la borraccia alla fontana di Castè, non fidatevi di trovarne altra lungo il percorso.
  • Cibo: un paio di barrette sono più che sufficienti per 1,5 ore di cammino, ma se siete dei buongustai potete portarvi un piccolo spuntino da consumare vicino al ponte romano. L'atmosfera ci sta tutta.
  • Segnaletica: abbastanza presente, ma non guasta avere un'app di mappe offline sul telefono per i tratti meno evidenti nel bosco.

Buon giro a tutti! Se ci siete già stati o se avete percorso varianti di questo itinerario, raccontatemi la vostra esperienza nei commenti — sono sempre curioso di sentire come va. E se la traccia Wikiloc vi gira, postatela: sarà utile a tutti! 🙂

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